EUROPA E RELIGIONI
Intervento del card. Jean-Louis Tauran
“L’Europa è ricca di un tale patrimonio e non può buttarlo via”. E questo patrimonio ha le sue radici più profonde nel cristianesimo anche perché “cristiani convinti” furono i pionieri della sua unità: Schumann, Monet, Adenauer e De Gasperi. Si è aperta con questa constatazione la relazione che il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio ha letto intervenendo ad un convegno di studio che si è svolto il 14 dicembre a Roma, presso l’Università Urbaniana dal titolo “Dopo la sentenza della Corte dei diritti umani di Strasburgo quali radici cristiane per l’Europa?”. Visto l’argomento, SIR Europa ripubblica stralci dell’intervento del cardinale su “La religione oggi in Europa”.L’Europa oggi. “L’Europa è cambiata e con lei gli europei. L’Europa è diventata una realtà multi-culturale e multi-religiosa. L’Europa di oggi ha conosciuto un lungo periodo di pace, una prosperità invidia bile. Dal punto di vista religioso, però, si deve constatare che gli europei non sono più esclusivamente segnati dal cristianesimo. Il cristianesimo non è non è più un valore sul quale gli europei fondano la loro vita e le loro imprese. Inoltre, in Europa oggi, accanto ai cristiani troviamo gli ebrei che sono qui da molto tempo, poi dopo sono venuti i musulmani, i buddisti, gli animisti. Sono anche presenti agnostici e atei. Tale diversità di credenze sul suolo europeo fa sì che le religioni non sono più fonte di unità. Inoltre in un sistema dove la laicità è considerata quale garanzia di pace civile, la religione non è più il cemento dell’Europa. Il cristianesimo tende a diventare marginale e la secolarizzazione non è altro che l’espressione, o il risultato forse, di tale evoluzione”.Cosa ne è delle Chiese? “La voce delle Chiese è sentita, ma non influisce o influisce molto poco sulle scelte delle persone…Inoltre questa Europa di oggi si organizza, si allarga, si unisce, fa progetti senza Dio… Ma questo quadro alquanto cupo che ho presentato finora, non rispecchierebbe fedelmente la realtà se non aggiungessi che i credenti in Europa sono ben presenti ancora oggi e i cristiani in particolare. I cristiani sono diventati minoritari, ma una minoranza che agisce. Condividono con gli altri valori che si ispirano grandemente al patrimonio cristiano: il rispetto della persona umana che non è mai riducibile alla sua produttività economica o alla sua posizione sociale; la tutela delle libertà fondamentali della persona umana; l’uguaglianza; la solidarietà”. Dio nello spazio pubblico europeo. “Da una decina d’anni Dio è ritornato nello spazio pubblico europeo, la religione è diventata un argomento di moda: libri, pubblicazioni, dibattiti televisivi, ecc… non si contano più. Il presidente francese Sarkozy, in un suo recente discorso al Corpo diplomatico, ha dichiarato che ‘il cambiamento climatico e il ritorno della religione costituiscono le due sfide del mondo del XXI secolo’…”Questa evoluzione è dovuta a due fattori: il primo la precarietà del mondo in cui viviamo. Finito il mito del progresso indefinito, la precarietà della situazione economica, le guerre (grandi e piccole) costringono l’uomo di oggi a porsi la questione del suo futuro. Un secondo fattore è l’Islam, diventato la seconda religione dell’occidente. Un Islam visibile che non ha paura di chiedere sempre più spazio e riconoscimento”.Il futuro del cristianesimo in Europa. “Vorrei terminare con una domanda: il cristianesimo ha un futuro nell’Europa di oggi e di domani? Ovviamente non sarete sorpresi se rispondo affermativamente. Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, almeno, direi che lungo i secoli ha saputo adattarsi a tutte le culture e a tutte le situazioni politiche, anche alla persecuzione… E ancora oggi e domani saprà trovare la strada del rinnovamento nella fedeltà alla tradizione, come ha sempre fatto. Saprà camminare con l’uomo contemporaneo condividendo valori che, come dicevo prima, sono in realtà valori cristiani secolarizzati. Si parla molto spesso della difficoltà delle Chiese a convivere con la modernità. Personalmente penso che i cristiani appartengono a questa modernità, sono cittadini della città secolare di oggi, anzi, quando sono autentici cristiani, sono partner di un dialogo di civiltà che impedisce all’uomo di essere un soggetto addormentato, manipolabile da slogan e mode. Il cristiano nel fondo è un “resistente”. Tante volte è stata annunciata la fine del cristianesimo – Nietzche, ricordate, ha dichiarato ‘il tempo delle religioni è finito: Dio è morto’… La storia dimostra che questo cristianesimo moribondo manifesta una vitalità sorprendente e riserva molte sorprese… Per me questo tempo è il migliore dei tempi, perché Dio mi ha ‘piantato’ in questa epoca per fiorire e portare frutto. Noi cristiani apparteniamo a questo mondo, a questa epoca e abbiamo il nostro posto e vogliamo essere riconosciuti come cristiani al servizio di tutti, per il bene di tutti, siamo cittadini, non chiediamo asilo”.