UE
La presidenza di turno passa alla Spagna, in arrivo i nuovi commissari
Alberi di Natale e presepi ornano le sedi comunitarie a Bruxelles e Strasburgo. Le attività dell’Ue sono ufficialmente sospese per le vacanze, anche se in alcuni uffici le luci sono ancora accese: c’è chi “resta di guardia” per eventuali urgenze, mentre si preparano passaggi di testimone e relative manifestazioni.Le novità di gennaio. Dal 1° gennaio la presidenza di turno dell’Unione europea, pur ridotta nelle competenze, passa dalla Svezia alla Spagna. Il governo di Madrid ha messo in calendario eventi culturali, musica, mostre e giochi di luce nella capitale iberica e a Bruxelles. La presidenza sarà condivisa con il presidente “stabile”, Herman Van Rompuy, con l’Alto rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton, e con le successive presidenze belga e ungherese. Il tutto sotto le ferree regole definite dal Trattato di Lisbona. I commissari designati si preparano alle audizioni e al voto dell’Europarlamento: gli “esami” si svolgeranno dall’11 al 19 del mese, e il 26 è prevista una sessione straordinaria dell’Assemblea per l’approvazione. Lo stesso Parlamento si prende una pausa: la plenaria del 14-17 dicembre ha consentito l’ok al budget Ue per il 2010, assieme a numerosi momenti di confronto politico e al bilancio della presidenza svedese. È stato però rinviato a gennaio l’eventuale voto sulle risoluzioni in merito al principio di sussidiarietà che prendevano spunto dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla presenza del crocifisso nelle scuole. Il 2010, poi, sarà l’Anno della lotta contro la povertà: l’inaugurazione delle attività è fissata il 21 gennaio a Madrid. L’anno nuovo porta infine alla ribalta le tre “Capitali della cultura” che per i prossimi 12 mesi saranno Essen (Germania), Pécs (Ungheria) e Istanbul (Turchia): le manifestazioni prenderanno avvio fra il 9 e il 16 gennaio.I conti Ue per il 2010. L’Europarlamento chiude dunque il 2009 con il via libera ai conti. “Quello del 2010 è un bilancio per la ripresa. Si tratta di preparare tempi migliori, di preservare il lavoro e di stimolare la crescita” economica: Algirdas Semeta, commissario alla programmazione finanziaria e al budget, ha commentato con queste parole il voto con il quale l’Aula ha chiuso la procedura di bilancio del prossimo anno, la quale prevede una stretta collaborazione tra deputati, Commissione e Consiglio degli Stati. Su un totale di 141 miliardi di euro (investimenti per pagamenti) previsti nel budget, 64 miliardi, ossia il 45% delle disponibilità, saranno consacrati a sviluppo, coesione, ricerca, educazione e innovazione. I soli stanziamenti per la ricerca crescono del 12% (7,5 miliardi); per energia e trasporti i fondi aumentano del 10% (in totale 2 miliardi). Lievitano inoltre i fondi per le infrastrutture energetiche e per la banda larga. Si stabilizzano invece gli stanziamenti per l’agricoltura, pari a 44 miliardi di euro. La crescita maggiore in percentuale si registra nelle spese per lottare contro criminalità e terrorismo: con un +16,2% rispetto al 2009, si giunge a una cifra pari a 1 miliardo di euro. La cooperazione allo sviluppo e la lotta alla povertà nel mondo si assesta a 2,5 miliardi (+3,9%). Il semestre svedese. Nel chiudere il suo semestre al timone dei 27, Fredrik Reinfeldt, premier svedese, ha elencato quelli che, a suo avviso, sono stati i successi della presidenza: “Avevamo davanti 5 sfide, 5 grandi obiettivi e possiamo dire di averli centrati tutti”. Davanti agli eurodeputati ha spiegato: “Sul piano dei temi istituzionali arrivavamo assieme a un Parlamento europeo neoeletto, col quale abbiamo collaborato per la nomina del presidente della Commissione e per far entrare un funzione il Trattato di Lisbona”. “Per la crisi economica abbiamo stabilito misure di intervento, una strategia di uscita e misure per il controllo finanziario”. L’oratore si è inoltre ascritto il merito della definizione del Programma di Stoccolma (giustizia, sicurezza, immigrazione) e della Strategia per il Baltico. Presidenza spagnola e “trio”. Sarà invece José Luis Rodriguez Zapatero, premier spagnolo, il presidente di turno nei prossimi sei mesi, il quale ha presentato le “quattro priorità” del suo mandato: “piena applicazione” del Trattato di Lisbona, “rilancio economico e creazione di posti di lavoro di qualità”, rafforzamento “dell’Europa come attore globale, responsabile e solidale”, “cittadini al centro delle politiche” comunitarie. Come si è detto, il governo di Madrid gestirà il ruolo assieme alle nuove figure istituzionali create dal trattato di riforma (presidente “stabile” e Alto rappresentante) e con le presidenze di turno successive: il “trio” condividerà programmi e impegni per 18 mesi. Per tale ragione, è stato avviato il sito della presidenza all’indirizzo www.eutrio.es (il sito apparirà anche all’indirizzo tradizionale www.eu2010.es).