UE
Lo sforzo comunicativo delle istituzioni europee
Per avvicinarsi ai cittadini, per divenire più "trasparente", per favorire la conoscenza di quanto viene deciso fra Bruxelles e Strasburgo, l’Ue rafforza la sua presenza in internet.Web, accessibilità e trasparenza. In realtà le istituzioni comunitarie sono già oggi facilmente "accessibili" rispetto a quelle degli Stati membri e alle altre organizzazioni internazionali. Dal portale www.europa.eu si può giungere a scoprire pressoché tutto ciò che si sta muovendo a livello di Unione (norme e direttive, politiche, bilancio, testi di lavoro, sedute in diretta, ruoli e compiti dei funzionari e dei politici, rapporti con l’esterno…): con il 2010 e l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona lo sforzo comunicativo aumenta e, solo per fare alcuni esempi, sono resi disponibili indirizzi internet per conoscere meglio lo stesso Trattato, le figure da esso create (presidente "stabile" dell’Ue, Alto rappresentante per la politica estera), le iniziative legate alla presidenza di turno o all’Anno europeo per la lotta contro la povertà, quelle realizzate nell’ambito delle "Capitali europee della cultura".Figure e poteri nuovi. Digitando sulla tastiera www.consilium.europa.eu si raggiunge il sito del Consiglio Ue e da lì si ha accesso allo spazio dedicato al presidente "stabile", il belga Herman Van Rompuy. Tale figura, "inventata" per dare continuità all’azione comunitaria e un volto riconoscibile all’Europa sulla scena internazionale, svolgerà compiti di coordinamento dei 27 Paesi che aderiscono all’Unione, presiederà i summit dei quali fisserà l’agenda, avrà un ruolo di coordinamento interistituzionale tenendo rapporti costanti con il Parlamento di Strasburgo e la Commissione. In internet si può conoscere la "carriera" di Van Rompuy, la sua agenda, i discorsi ufficiali, gli impegni nei Paesi terzi… Sempre dal sito del Consiglio si giunge alla home page dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, che è anche vice presidente della Commissione: la carica, pure derivante dal Trattato di riforma, è stata assegnata alla britannica Catherine Ashton. Anche nel suo caso internet rivela curriculum, impegni, prese di posizione, documenti in itinere. Abbondante, come sempre nei siti Ue, il materiale scritto, audio, video e fotografico.Alla guida dei ministri dei 27. La presidenza di turno dell’Unione spetta nella prima metà del 2010 alla Spagna. Con le recenti riforme introdotte nella "casa comune", la presidenza a rotazione perde parecchie competenze e quindi importanza; d’altro canto il governo chiamato a reggere tale incarico guiderà, con i suoi ministri, le riunioni di settore del Consiglio dei ministri dell’Unione europea: affari generali, esteri, economia e finanza, giustizia, lavoro e politiche sociali, agricoltura, competitività, trasporti, ambiente, giovani e cultura. Una ulteriore novità è legata al fatto che d’ora in avanti la presidenza di turno sarà di fatto condivisa da tre Paesi che elaboreranno un programma d’azione lungo 18 mesi: al momento, quindi, la presidenza spagnola (www.eu2010.es) gestisce il mandato condividendolo con i governi di Belgio e Ungheria (www.eutrio.es).Cultura, sociale, istituzioni. La rete diventa, nel panorama Ue, anche la modalità più diretta per conoscere le iniziative delle tre Capitali europee della cultura, ovvero le città di Essen (Germania), Pécs (Ungheria) e Istanbul (Turchia). Per tutte le informazioni sull’Anno della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale occorre invece cercare all’indirizzo internet www.2010againstpoverty.eu. Tornando al Trattato, e vista l’importanza che esso riveste nel cammino di integrazione, è stato da tempo istituito uno spazio web dedicato (http://europa.eu/lisbon_treaty), che spiega i contenuti dell’articolato, le ricadute sulle politiche dell’Unione, le novità a livello istituzionale. Esso – hanno più volte ribadito i leader dei 27 "dota l’Ue del quadro giuridico e degli strumenti necessari per far fronte alle sfide del futuro e rispondere alle aspettative dei cittadini". Dal sito si evince che gli obiettivi del Trattato sono quattro. Al primo punto figura la volontà di realizzare un’Europa più democratica e trasparente, "rafforzando il Parlamento europeo", contemplando "un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali" (principio di sussidiarietà) e istituendo il diritto di petizione dei cittadini. Il secondo intento del Trattato è di dar vita a un’Europa più efficiente, che "semplifica i suoi metodi di lavoro e le norme di voto, si dota di istituzioni più moderne e adeguate a un’Unione a 27". Terzo punto: allegata al Trattato figura la Carta dei diritti fondamentali, che, scritta nel 2000, assume ora valore cogente. Infine dal testo dipende (tutti i particolari sono illustrati nel sito) la possibilità di realizzare un’"Europa protagonista sulla scena internazionale".