TOSCANA

Contro l’usura

Una legge per combattere il fenomeno e salvare le vittime

La Toscana ha una legge regionale per il contrasto all’usura. Ed il Consiglio regionale l’ha approvata all’unanimità: l’appoggio bipartisan è anche sulla volontà di migliorare l’iniziativa negli anni futuri, perché la crisi economica ha fatto crescere il fenomeno dell’usura anche in Toscana. Regole precise. La nuova legge prevede precise regole e finanziamenti. Queste le linee principali di intervento previste per la prevenzione dell’usura: creazione di una rete integrata di sportelli a supporto dei cittadini e delle imprese a rischio; sviluppo di iniziative di informazione ed educazione per un uso consapevole e responsabile del denaro; realizzazione di attività di studio e monitoraggio del fenomeno. Questa rete avrà l’obiettivo di creare una fase di primo ascolto che coinvolga tutti gli sportelli degli enti locali e delle altre amministrazioni pubbliche rivolti ai cittadini e alle imprese, il mondo del volontariato e delle associazioni non lucrative, oltre alle associazioni di categoria e dei lavoratori che costituiscono spesso il primo punto di contatto tra istituzioni e persone in difficoltà. Si prevedono interventi dei Comuni, anche per predisporre assistenza psicologica e legale-amministrativa alle vittime dell’usura e l’istituzione di un Coordinamento regionale, presieduto dal presidente della Giunta regionale e al quale saranno invitati a far parte i rappresentanti degli Uffici territoriali del Governo in Toscana, delle Forze dell’ordine e delle associazioni interessate. La Giunta regionale sarà chiamata a trasmettere ogni due anni una relazione documentata al Consiglio regionale, per una valutazione sull’attuazione e sui risultati ottenuti. La previsione finanziaria è di 850 mila euro per il 2010 (grazie a un contributo aggiuntivo) e 551 mila per il 2011 e il 2012. Alle iniziative potranno accedere, presentando domanda per le risorse connesse, sia le associazioni e le Fondazioni toscane iscritte all’apposito registro del ministero dell’Economia, sia i soggetti del Terzo settore anch’essi iscritti a livello nazionale negli appositi elenchi prefettizi. Le statistiche – si legge nella relazione illustrativa della legge – dicono che pur essendo un fenomeno ridotto rispetto ad altre realtà territoriali, riguarda sempre più spesso soggetti ben inseriti socialmente, “più o meno piccoli imprenditori o lavoratori dipendenti”, che si trovano in situazioni di improvvisa difficoltà e non riescono a gestire l’emergenza, o soffrono di dipendenza da gioco d’azzardo, tossicodipendenza, alcolismo, shopping compulsivo.La figura dell’usuraio. Il presidente della Fondazione Toscana per la prevenzione dell’usura, Lelio Grossi, sottolinea come “l’usura è un fenomeno che, ufficialmente, in Toscana non emerge in modo significativo: le denunce continuano ad essere presentate in numero insignificante anche perché non viene praticata, come in altre Regioni, dalla malavita organizzata e tanto meno da quella di stampo mafioso”. “L’usuraio in Toscana – continua -, da quanto rileviamo dal nostro osservatorio per confidenze ricevute, è, in genere, un soggetto che si concretizza, oltre che nel personaggio da sempre noto nel quartiere o nel paese, in un colletto bianco o addirittura in un amico di famiglia che forte dei rapporti professionali o di conoscenza personale approfitta dello stato di necessità”. Si è verificato inoltre che “più persone si siano unite, per temporanee connessioni di interesse, per dar corso a specifici atti di usura. Vi sono poi alcune finanziarie che applicano tassi – purtroppo consentiti dalla legge 108/96 – dell’ordine del 23% su base annua”. La Fondazione – legata al mondo delle Misericordie – si avvale della collaborazione di 33 Centri di ascolto, distribuiti nelle principali località della Regione, in cui operano 167 volontari, in gran parte ex dipendenti di banca con adeguate esperienza e professionalità, ed è retta da un consiglio di amministrazione composto da rappresentanti delle Misericordie della Toscana, della Regione Toscana e dell’Anci Toscana. Nel 2008 sono state 1.295 le persone che si sono rivolte ai centri di ascolto. “Di queste – spiega il presidente Grossi – buona parte è risultata aver bisogno di interventi assistenziali, in molti casi abbiamo fornito consulenze per la riorganizzazione delle situazioni finanziare concretizzatesi anche nella gestione di sistemazioni a saldo e stralcio nei riguardi dei creditori, mentre per 198 casi abbiamo proposto alle banche convenzionate la concessione di finanziamenti da noi garantiti per quasi 15 milioni di euro”. Nel corso degli oltre dieci anni di attività i finanziamenti garantiti dalla Fondazione ed erogati dalle banche, sono stati oltre 1.300 per oltre 50 milioni di euro.a cura di Simone Pitossi(08 gennaio 2010)