Diocesi e Anno Ue della lotta alla povertàUn invito a tutte le diocesi europee a compiere “un gesto significativo e simbolico” il 14 febbraio prossimo, o nel corso della stessa settimana, quando il Papa visiterà alcune opere della Caritas di Roma e in occasione della celebrazione dell’Anno che l’Unione europea dedica alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Lo hanno rivolto mons. Adriano H. van Luyn, vescovo di Rotterdam e presidente della Comece (Commissione degli episcopati dell’Unione europea) e padre Erny Gillen, presidente di Caritas Europa, in una lettera datata 10 dicembre e indirizzata ai vari vescovi e referenti europei. L’Ue sta promuovendo infatti una campagna di sensibilizzazione a livello europeo e tutte le Caritas in Europa “si stanno mobilitando, in continuità con il loro servizio quotidiano – si legge nella lettera -, per cogliere quest’occasione preziosa e ricordare l’irrinunciabile dovere morale di essere tutti responsabili di tutti, in particolare dei più poveri e deboli”. “La lotta alla povertà – sottolineano – è un impegno decisivo per le Chiese e i cristiani. Amando i poveri, questi sanno di amare Cristo presente in essi”. La visita di Benedetto XVI all’ostello della Caritas di Roma dimostra dunque l’intenzione di “incontrare idealmente tutti i poveri d’Europa, inginocchiandosi davanti a loro e dando l’esempio a tutti noi”. In Italia l’invito della Comece è stato raccolto da mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, che ha inviato in questi giorni una lettera a tutti i vescovi, chiedendo che “nel corso della stessa giornata o settimana, un gesto analogo sia compiuto in ciascuna diocesi europea dai rispettivi vescovi, come segno concreto di vicinanza e adesione al gesto del Papa, in sintonia con la campagna europea di lotta alla povertà”. Mons. Crociata ha anche auspicato che “cresca nelle nostre Chiese l’attenzione fattiva ai bisogni dei fratelli e delle sorelle in stato di necessità”. Una conferenza stampa di presentazione delle iniziative sarà organizzata presumibilmente il 21 gennaio dalla Caritas italiana.Italia: “testimoni digitali”, appuntamento ad aprileUn incontro che “chiamerà a raccolta il mondo della comunicazione e della cultura” a otto anni dalla prima edizione di “Parabole mediatiche”, il convegno organizzato dalla Conferenza episcopale italiana nel 2002 che oggi segna “una pietra miliare” dell’impegno dei cattolici rispetto al mondo della comunicazione. “Testimoni digitali”, questo il tema dell’appuntamento, si terrà a Roma dal 22 al 24 aprile 2010. Questo evento, viene spiegato nel comunicato finale della 60ª assemblea generale della Cei (9/12 novembre 2009), si pone “in continuità ideale con l’analogo evento del 2002. A otto anni di distanza e sulla soglia del decennio dedicato alla tematica educativa, si avverte infatti l’esigenza di aggiornare la lettura del fenomeno comunicativo, che nel frattempo si è evoluto e, grazie a internet, ha subito un’accelerazione, innovando profondamente anche i vecchi media, quali il cinema, la radio e la televisione”. Nel tema scelto, ha spiegato recentemente mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, “il sostantivo ‘testimoni’ richiama l’atteggiamento né pregiudiziale né rassegnato di fronte ai cambiamenti che stanno avvenendo sotto i nostri occhi, mentre l’aggettivo ‘digitali’ evoca precisamente il nuovo contesto in cui ci muoviamo, segnato dai caratteri dell’istantaneità, della molteplicità, della pervasività”. Il convegno sarà strutturato in quattro sessioni di lavoro, distribuite in tre giornate, e si aprirà con un intervento di Nicholas Negroponte, tra i massimi esperti mondiali di nuove tecnologie e Internet. Nell’ultima sessione i partecipanti saranno ricevuti da Benedetto XVI nell’aula Paolo VI, in Vaticano. Per informazioni: www.chiesacattolica.it/comunicazione.Belgio: “nel mondo ma non del mondo””Molti nostri contemporanei non conoscono più il messaggio del Vangelo. Anche il suo vocabolario non è più compreso. Siamo forse ritornati ai primi tempi della Chiesa in cui c’erano pochissimi cristiani in un mondo pagano e indifferente. E oggi in un mondo semplicemente ignorante. Che fare?”. A porgere la domanda è il card. Godfried Danneels, arcivescovo di Malines-Bruxelles il quale ha esortato i fedeli a “prendere una sana coscienza della nostra identità” e a “prendere parte senza alcuna reticenza alla cultura della nostra epoca: alla scienza, ai suoi progressi, ai suoi straordinari sviluppi tecnologici, alla sua filosofia, alla sua arte, la sua sensibilità. Certamente – ha proseguito l’arcivescovo – occorrerà anche avere il dono del discernimento perché non tutto ciò che è proposto sul mercato della nostra cultura ha lo stesso valore. Ma come discernere se rimaniamo da una parte”. “I cristiani – ha sottolineato il cardinale – vivono in questo paradosso: sono nel mondo, ma non sono del mondo”. “Ma è proprio in questa posizione che noi possiamo portare al mondo una speranza di resurrezione”. È pertanto responsabilità dei cristiani prendere la parola “fermamente e senza compromesso, ma mai con un tono di superiorità e di disprezzo; dobbiamo parlare come Gesù, parlare ai nostri contemporanei per servire e non per dominare”.