EUROPARLAMENTO
Fino al 19 gennaio, il voto dell’Emiciclo il 26 gennaio
“Il Servizio europeo di azione esterna sarà la mia prima priorità. Non si tratta di un semplice esercizio burocratico, ma un’occasione senza precedenti di realizzare uno strumento che racchiuda tutti i nostri impegni – politici, economici, militari – per una strategia coerente” sulla scena internazionale. Catherine Ashton, Alto rappresentante per la politica estera Ue, era forse la candidata più attesa all’Europarlamento. Come gli altri commissari designati, ha dovuto sostenere la propria audizione dinanzi alla competente commissione parlamentare. Gli “esami” dei 26 commissari proseguiranno fino al 19 gennaio, mentre il voto finale dell’Emiciclo è fissato per il 26 gennaio.Confronto pubblico sull’agenda Ue. Le audizioni dei personaggi politici indicati dai rispettivi governi per far parte dell’Esecutivo 2010-2014 (il presidente José Manuel Barroso ha avuto già da tempo il voto favorevole dell’Assemblea) sono una fase importante nella vita delle istituzioni comuni. Rappresentano un momento di confronto pubblico sui grandi temi che interessano gli Stati membri, consentono uno scambio diretto tra deputati e futuri commissari, tendono a porre in evidenza le maggiori preoccupazioni presenti nell’Unione, cui gli stessi deputati danno voce. Le audizioni confermano inoltre il ruolo decisivo che il Parlamento gioca nella formazione del collegio commissariale e, bisogna ricordarlo, non si può dare nulla per scontato: un colloquio che non dovesse convincere la commissione parlamentare potrebbe portare a un voto negativo in aula. “Decisivo passaggio democratico”. Le audizioni hanno preso avvio l’11 gennaio e si svolgono nell’arco di una settimana al ritmo di 3 o 4 al giorno, con punte massime di 6: il voto definitivo di approvazione in aula è fissato nel corso di una sessione straordinaria dell’Eurocamera il 26 di questo mese. Il presidente del Parlamento Ue, Jerzy Buzek, ha parlato di “grande momento democratico” e di “imparzialità” che sarà osservata dagli eurodeputati nel giudicare le figure indicate dagli Stati membri per reggere i vari portafogli di cui si compone la Commissione. “L’Europa ha bisogno dei migliori elementi per condurre la nave comune attraverso acque tumultuose e per dare ai cittadini ciò che essi si attendono”. Le prime audizioni individuali hanno visto protagonisti la stessa Ashton, Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, che rivestirà di diritto (come stabilisce il Trattato di Lisbona) il compito di vice-presidente dell’Esecutivo; il secondo esame ha riguardato Janusz Lewandowski, cui il presidente José Manuel Barroso vorrebbe affidare la delega per bilancio e programmazione finanziaria; quindi Olli Rehn, indicato agli affari economici e monetari (sotto speciale osservazione data la rilevanza della delega) e Andris Piebalgs, candidato al portafoglio dello sviluppo. A seguire tutti gli altri aspiranti commissari.Con internet tutto in diretta. Il Parlamento si è attrezzato in modo da permettere a tutti i cittadini europei di seguire le audizioni. È stato così allestito il sito speciale www.europarl.europa.eu/hearings, in 22 lingue, dove si trovano il programma degli incontri (con i curricula degli interessati), che possono essere seguiti in diretta streaming. In rete sono inoltre presenti le risposte scritte fornite dai candidati alle domande poste loro dagli europarlamentari in dicembre, come prevede la procedura, anch’essa spiegata in maniera dettagliata. Il sito mette a disposizione le registrazioni delle audizioni, accompagnate da appositi comunicati, nonché gli interventi di tutti i commissari e il resoconto di ogni audizione. A fine giornata la tv web EuroparlTv fornisce una sintesi dei lavori. Sono in atto anche dei forum on line di discussione con i cittadini. Il sito in questione chiarisce che “il Parlamento valuta i commissari designati in base alla loro competenza generale, al loro impegno europeo e alle garanzie di indipendenza personale che offrono”. Ne valuta “la conoscenza del potenziale portafoglio e le capacità di comunicazione”. Dopo la crisi, lavoro e finanze pubbliche sane. Nel corso della sua audizione, Olli Rehn, che dovrebbe appunto assumere la guida del delicato settore economico e monetario, ha insistito sulla necessità di una “strategia europea di uscita dalla crisi”, mirando a “finanze pubbliche sane” in tutti gli Stati membri, così da “garantire una base durevole per la ripresa” produttiva e commerciale nell’Ue. Nelle tre ore di dibattito con i deputati, Rehn è stato letteralmente bombardato di domande, incentrate fra l’altro sulla “strategia Ue 2020” per la competitività e l’occupazione, i possibili allargamenti della zona euro, la situazione finanziaria in alcuni Stati membri, il ruolo dell’Europa nella promozione di un ordine economico e finanziario mondiale più equilibrato.