PARLAMENTO UE

Fare di più, fare insieme

Il discorso del presidente di turno, Josè Luis Zapatero

Favorire un’economia moderna e competitiva, stabilire dei “patti sociali” tra imprese e lavoratori, tutelare i diritti dei migranti. Si trova di tutto nel discorso del premier spagnolo José Luis Zapatero, pronunciato il 20 gennaio all’Europarlamento in qualità di presidente di turno dell’Ue. Il capo del governo madrileno discute poi di economia, energia, politica estera: ne emerge principalmente una “Europa del fare”, che cerca di misurarsi con le sfide congiunturali. Soprattutto l’economia. Il politico spagnolo esordisce a Strasburgo ricordando “l’impegno necessario”, “urgente” dei 27 verso Haiti. “Non mi fa problema – dichiara Zapatero – vedere marines ed elicotteri dell’esercito Usa presenti sull’isola, perché stanno operando per portare aiuti e solidarietà” alle vittime del sisma. Questa è “un’azione di pace”. Venendo ai temi comunitari, il leader iberico si sofferma sull’economia: “Questa crisi ci ha insegnato tante cose. Servono regole certe per i mercati finanziari e dobbiamo continuare a sostenere la ripresa, anche con incentivi fiscali, finché il recupero delle nostre economie non sarà completato. Occorre poi affrontare problemi di lungo periodo, come la perdita di competitività di alcuni settori tradizionali”. Quattro le priorità indicate in ambito economico. L’Ue “deve anzitutto puntare su se stessa, sulla cooperazione, sul mercato interno”. Zapatero porta il caso dell’energia come emblema di un settore che richiede coordinamento: “La nostra dipendenza dall’estero è in rapido aumento, sono soldi che vanno all’estero. Dovremmo invece puntare sulle interconnessioni delle reti energetiche e su fonti rinnovabili, ma per questo serve un quadro di regole e un mercato unico interno”. Auto elettriche, università. Il secondo punto dell’ampia trattazione economica riguarda gli investimenti “sulle nuove tecnologie dell’informazione”, perché oggi sono queste che “fanno la differenza”, apportando modernità (il relatore insiste soprattutto sul mercato digitale). In terzo luogo, “ci serve una vera industria sostenibile, a partire dalla produzione di auto elettriche”. Su tale punto il premier si sofferma, discute con i deputati, risponde in seguito alle domande dei giornalisti. Zapatero rivela che si sta muovendo concretamente per questo obiettivo: “Ho già incontrato imprese del settore e avremo un appuntamento europeo nel semestre di presidenza. Anche in questo caso servono norme condivise e bisogna agevolare i produttori e il mercato, altrimenti Cina e Giappone arriveranno prima di noi”. Non da ultimo, è tempo di “favorire l’eccellenza nella formazione” e qui Zapatero si sofferma sull’università e sul valore aggiunto rappresentato dalla “conoscenza”.Le questioni sociali. Poi Zapatero sembra cambiare registro: “Ci serve più Europa, non nuove barriere. Non bisogna dividere ma sommare”: nel portare la sua visione dell’Ue dinanzi agli eurodeputati, il premier spagnolo ricorda come “le riforme che stiamo introducendo grazie al Trattato di Lisbona vanno verso una Unione più democratica, vicina ai cittadini”. Da qui l’elenco degli interventi a carattere “sociale” che secondo il presidente semestrale andrebbero favoriti in questa prima parte del 2010. “Occorre agire per assicurare le pari opportunità tra donna e uomo” e per la “coesione e inclusione sociale, che sono aspetti irrinunciabili dell’Ue” (Zapatero fa riferimento alla “lotta alla povertà”, cui l’Ue dedica il 2010). Ampio il capitolo sulle migrazioni: in emiciclo parla della difesa dei diritti dei migranti, ma molti europarlamentari storcono il naso, qualcuno sostiene che “ci sono già troppi stranieri in Europa”. “Ma l’Europa sta invecchiando – risponde – e abbiamo bisogno di lavoratori, di giovani”. Quindi aggiunge: “Suscita scalpore se un premier afferma che abbiamo il dovere di garantire i diritti di tutti gli esseri umani, anche degli immigrati. Ebbene, dobbiamo preoccuparci! In questa Europa non deve accadere che persone, famiglie, bambini siano respinti”, messi alla porta senza alcun aiuto. Tolleranza e rispetto. Sulla politica estera l’oratore sviluppa alcune “linee direttrici”: sicurezza, azione comune per l’approvvigionamento energetico, apertura commerciale, transfert tecnologico, aiuti allo sviluppo. “L’Ue – prosegue Zapatero – deve confermare una leadership etica nel mondo”. L’oratore poi prende altre strade: la presenza Ue negli altri continenti, la “prospettiva europea di tutti gli Stati balcanici”, l’attuazione della iniziativa legislativa popolare assicurata dal Trattato di Lisbona “per dar voce ai cittadini”. Tra i rari passaggi dedicati agli “ideali” sui cui fondare l’Ue, Zapatero afferma: “L’Europa ha le sue radici in tutte le tradizioni culturali, religiose e civili fiorite in Europa”. Poi parla di tolleranza e rispetto: “La libertà esige tolleranza e anche l’uguaglianza di tutte le religioni”.