COMMISSIONE UE
Audizioni non particolarmente brillanti ma l’Esecutivo è pronto a partire
Il cammino per l’insediamento della prossima Commissione Barroso sta subendo qualche ostacolo e ritardo, non del tutto imprevisti, ma entro le prossime settimane l’Esecutivo dovrà essere in esercizio. Dopo il ritiro della candidata bulgara Roumiana Jeleva, si sta procedendo alla valutazione della nuova candidata designata da Sofia, Kristalina Georgieva. Nel frattempo si sono concluse le audizioni degli altri candidati davanti alle competenti commissioni dell’Europarlamento, le quali hanno trasmesso al presidente Jerzy Buzek le lettere di valutazione dei singoli “aspiranti commissari”. Audizioni, mille domande e risposte generiche. Complessivamente le audizioni hanno dato l’impressione di una certa genericità. Nonostante i questionari scritti sottoposti sin da dicembre ai candidati – con domande riguardanti il “curriculum europeo” e, naturalmente, i temi legati alle rispettive deleghe – e le tre ore di audizione parlamentare, non si è quasi mai andati a fondo di specifici argomenti, sia che si trattasse di materie economiche oppure sociali o culturali o internazionali… A ogni candidato sono state poste decine e decine di questioni: qualcuno si è giostrato con scioltezza, mostrando una effettiva conoscenza della materia e dei dossier (proposte di direttive, programmi, azioni comunitarie) già in itinere presso l’Ue. Altri esaminandi hanno evitato di dare risposte che prevedessero impegni politici, rimandando spesso al principio di “collegialità” che regola i lavori della Commissione. Le domande eluse sono state abbastanza frequenti, così come le risposte “fumose”. La delega all’occupazione e inclusione. Tra i settori di grande interesse in questa fase della vita comunitaria c’è quello della occupazione, affari sociali e inclusione. La crisi economica ha infatti destabilizzato il mercato del lavoro, mentre, sul piano sociale, l’Ue sta facendo i conti con le ricadute della disoccupazione. Per questo portafoglio, il presidente della Commissione José Manuel Barroso ha indicato il candidato ungherese, Laszlo Andor. Classe 1966, di area socialista, economista con studi a Budapest e a Manchester, docente universitario, Andor parla fluentemente ungherese, russo e inglese. In passato non ha mostrato particolari simpatie per il Trattato di Maastricht né per la Nato (i deputati glielo hanno rinfacciato), ma ha notevole esperienza continentale e attualmente è membro del Board della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. “La crisi ha generato milioni di senza lavoro, ha colpito spesso chi era già più debole. Noi – ha spiegato Andor all’Europarlamento – dobbiamo operare per contenere questi effetti, che avranno ricadute sulla società”.Operare per l’interesse generale dell’Europa. “La mia intera vita professionale è stata consacrata all’integrazione europea – ha spiegato Andor, rispondendo alle domande rivoltegli dai deputati – e ritengo che il portafoglio attribuitomi sia essenziale per lo sviluppo di un’agenda sociale e occupazionale equa e moderna per l’Europa”. “La mia esperienza di economista, di docente presso diverse università in Europa e altrove, di consulente per vari organismi governativi e non governativi nonché di membro del consiglio di amministrazione della Banca per la ricostruzione e lo sviluppo hanno ampliato la mia comprensione delle più pressanti problematiche sociali”. Il candidato ha aggiunto, con una certa enfasi: “La mia unica motivazione è operare per l’interesse generale dell’Ue, vale a dire garantire che le azioni della Commissione tengano conto dei bisogni comuni e fondamentali dei cittadini e dei lavoratori”. “Stiamo attraversando quella che è di gran lunga la peggiore crisi economica dall’epoca della grande depressione e si prevede ormai che il mercato del lavoro richiederà più tempo di quanto sperassimo per riuscire a riprendersi, con le gravi conseguenze che ne derivano sul piano sociale”. Per alleviare questi effetti negativi, Andor si impegna a “fare quanto in mio potere per porre un freno all’aumento della disoccupazione e per aiutare i disoccupati a rientrare nel mondo del lavoro, evitando così l’ulteriore diffondersi della povertà e dell’esclusione”.Sostenere i gruppi sociali vulnerabili. Fra i temi affrontati durante la sua audizione, figurano la strategia “Europa 2020”, che l’Ue dovrebbe elaborare in questi mesi sulla scia della fallita Strategia di Lisbona. Molte, come in tutti gli altri casi, le “priorità” annunciate da Andor. Fra queste ci sarà la “promozione delle politiche volte a sostenere i gruppi vulnerabili e ad affrontare alla radice le cause della povertà e dell’esclusione sociale, compresi gli aspetti della povertà infantile e della discriminazione multipla o gli sviluppi allarmanti della situazione in cui versano diversi membri della comunità rom” in Europa. Priorità e “sogni”: diventeranno realtà?