ECUMENISMO
Serbia: Irinej di Nis, il nuovo patriarcaLa Chiesa ortodossa serba ha un nuovo Patriarca, il 45° successore di San Sava: si tratta dell’80enne vescovo Irinej di Nis, designato il 22 gennaio dal Santo Sinodo. Il suo nome è stato estratto a sorte su una triade di candidati precedentemente indicati dai vescovi serbi. L’estrazione è avvenuta in cappella, dopo che il Sinodo aveva pregato per l’intercessione dello Spirito Santo. “È stato il volere di Dio e il volere del Santo Sinodo”, queste le prime parole pronunciate dal vescovo Irinej di Nis, aggiungendo: “A questo onorevole e difficile incarico sono stato eletto con l’aiuto dei fratelli vescovi, con i quali condividerò il peso di tale funzione e tutti i problemi”. Irinej, il cui nome di Battesimo è Miroslav Gavrilovic, succede all’anziano patriarca Pavle, morto il 15 novembre scorso dopo una lunga malattia. Il nuovo Patriarca è stato intronizzato domenica 24 gennaio nella Cattedrale di Belgrado. Alla vigilia della sua elezione, Irinej ha voluto fare anche un richiamo ecumenico. Egli ha ricordato che nel 2013 a Nis e in tutta la Chiesa serba sarà commemorato il 1700° anniversario dell’Editto di Milano, promulgato da Costantino nel 313, con il quale veniva data libertà di culto ai cristiani. Irinej ha espresso la speranza che in quella occasione Benedetto XVI possa, primo Pontefice della storia, visitare la Serbia. “Sarebbe – ha detto il neo patriarca – un passo di incontro e contatto tra l’Ortodossia e la Chiesa occidentale, e da esso non può derivare danno, ma solo vantaggi, poiché senza contatti e dialogo non vi possono essere progressi nell’interesse per l’unità della Chiesa di Cristo”. A questo proposito raggiunto dall’agenzia di stampa italiana Ansa a Belgrado, il nunzio apostolico in Serbia, Orlando Antonini, ha sottolineato che dalla Santa Sede al momento non vi è nessuna indicazione in merito a una possibile visita di Benedetto XVI. “Confermo – ha detto l’arcivescovo – l’invito fatto dal presidente serbo Boris Tadic e dai vescovi cattolici l’anno scorso”. “Quello che posso dire – ha aggiunto – è che il Vaticano guarda con interesse al programma dei festeggiamenti per il 1700° anniversario dell’Editto di Milano”. Il Papa ha inviato un telegramma di felicitazioni al nuovo Patriarca della Chiesa ortodossa serba. Benedetto XVI fa sapere di pregare Dio affinché conceda al nuovo Patriarca “la forza interiore per consolidare l’unità e la crescita spirituale della Chiesa ortodossa serba, nonché per costruire legami fraterni con le altre Chiese e comunità ecclesiali”, “in modo che gli ostacoli che ancora impediscono la piena comunione” tra le due Chiese “possano essere superate”. Anche il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha inviato un telegramma esprimendo al nuovo Patriarca la “ferma coscienza che l’unità non è frutto delle nostre forze umane”. I vescovi europei si sono congratulati con la Chiesa ortodossa Serba con un messaggio inviato dal card. Péter Erdö, arcivescovo di Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee. Ricordando nel telegramma la sua “testimonianza ecumenica e cristiana”, il cardinale esprime la “sua gioia speciale nel sapere che la Divina Provvidenza abbia scelto la sua persona”. “Per la Chiesa cattolica in Serbia – commenta mons. Nemet László, vescovo cattolico di Zrenjanin, in Serbia, e segretario generale della Conferenza episcopale internazionale dei Santi Cirillo e Metodio -, la scelta del Patriarca Irinej è senz’altro una buona notizia. Lui è conosciuto per i suoi contatti con la Chiesa cattolica e non soltanto in Serbia, ma anche in Italia. È conosciuto anche il suo impegno per l’ecumenismo”. “Ci sono – ha aggiunto – tutte le possibilità per un futuro positivo, anche nella nostra collaborazione. Questo è molto importante, anche pensando al fatto che nel 2013 ci saranno grandi celebrazioni per il 17.mo centenario dell’Editto di Milano. Noi in Serbia vogliamo organizzare una grande festa che coinvolga sia la Chiesa ortodossa che la Chiesa cattolica”.Cattolici-ortodossi: il “punto” di Hilarion (Russia)La questione del primato del Papa al centro del dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le chiese ortodosse nel loro insieme. A fare il punto della situazione dopo l’incontro che la Commissione mista internazionale di dialogo ha svolto in ottobre a Cipro è l’arcivescovo Hilarion, presidente del dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca in un’intervista all’agenzia di informazione greca “Amen”. “È troppo presto – ha detto – per parlare di risultati concreti. Continueremo la discussione alla prossima riunione che si terrà a Vienna (ndr, dal 20 al 27 settembre, ospiti del card. arcivescovo Christoph Schönborn). L’atmosfera dei dibattiti è stata molto buona. C’è volontà da entrambe le parti di comprendersi reciprocamente anche se permangono dei disaccordi. Studiamo entrambi sulle stesse fonti, arriviamo però a queste fonti percorrendo cammini differenti per cui le conclusioni sono differenti. Talvolta poi il disaccordo non è tra ortodossi e cattolici romani ma tra gli stessi ortodossi”. Riguardo ai rapporti pan ortodossi, l’arcivescovo Hilarion ha ricordato la visita in luglio del Patriarca di Mosca Kirill al Phanar che – ha detto – “ha aperto una pagina nuova nelle relazioni tra le due Chiese”. Alla domanda invece su un possibile incontro tra Kirill e Benedetto XVI, Hilarion ha risposto: “Nelle nostre relazioni con il vaticano, non si è ancora aperta una pagina nuova. Stiamo ancora discutendo sui problemi esistenti. Un incontro tra il patriarca di Mosca e il Papa può avere luogo, ma esso non può essere semplicemente protocollare. Un simile incontro deve aiutare la risoluzione dei problemi e pertanto esige una preparazione adeguata”.