Inghilterra e Galles, Austria, Portogallo

Inghilterra e Galles: l’invito del PapaLa Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles fa bene ad insistere sul suo “diritto di partecipare al dibattito nazionale attraverso un dialogo rispettoso con gli altri membri della società”. Lo ha detto Papa Benedetto XVI incontrando il 1 febbraio in Vaticano i vescovi giunti a Roma per la visita ad limina a qualche mese di distanza dal viaggio del Papa nell’isola in programma a settembre. “Così facendo – ha detto il Papa – voi non solo contribuite a mantenere le antiche tradizioni britanniche della libertà di espressione e di scambio onesto di opinione, ma state in realtà dando voce alle convinzioni di tante persone che non hanno i mezzi per esprimere la loro: quando tanti della popolazione affermano di essere cristiani, come potrebbe qualcuno contestare il diritto del Vangelo ad essere ascoltato?”. Nel suo discorso, il Papa ha riconosciuto come il Regno Unito sia un Paese conosciuto per “il suo fermo impegno a dare pari opportunità a tutti i membri della società. Eppure – ha aggiunto il Santo Padre – come voi avete giustamente sottolineato, l’effetto di alcune delle normative volte a conseguire questo obiettivo, è stato quello di imporre ingiuste limitazioni alla libertà di comunità religiose di agire in conformità con le loro convinzioni”. Nel suo discorso, il Papa ha anche esortato i vescovi a dare “un benvenuto caldo e aperto di cuore” agli anglicani che attraverso le nuove disposizioni date dalla recente Costituzione vaticana “Anglicanorum Coetibus” decideranno di entrare nella Chiesa cattolica. “Sono convinto – ha aggiunto – che questi gruppi saranno una benedizione per la Chiesa intera”. Parlando a questo proposito con i giornalisti, mons. Vincent Nichols, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, ha detto: “Sono quasi sicuro che l’incontro con il capo della Comunione anglicana, Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury, rappresenterà un momento centrale della prossima visita di Benedetto XVI in Inghilterra”.Austria: “fare il pieno per l’anima””Fare il pieno di energia per l’anima”: questo il titolo di una brochure pubblicata dal Canisiuswerk, un’organizzazione austriaca per la promozione delle vocazioni, che illustra le opportunità del turismo spirituale. L’opuscolo, organizzato sotto forma di calendario, consta di 200 pagine e riunisce le svariate proposte di soggiorno – circa 500 – presso i conventi e i centri di formazione ecclesiastica presenti in Austria, in cui è possibile trascorrere giornate dedicate al digiuno, al silenzio, a corsi biblici, canti e danze, oppure scegliere esercizi spirituali più tradizionali. La brochure è accompagnata da un documento a parte, intitolato “Vacanze in convento”, che presenta tutte le singole offerte, compresa la possibilità di partecipare alla vita nei monasteri e nei conventi: sono infatti elencate tutte le proposte di trascorrere una giornata o un periodo presso i monaci o le suore. L’opuscolo è disponibile presso la sede di Vienna del Canisiuswerk. Info: www.canisius.at.Portogallo: preoccupante povertà A Guimarães, si è tenuto, nei giorni scorsi, un seminario internazionale sulle condizioni lavorative in Portogallo, subordinato al tema: “Povero nonostante il lavoro”, dal quale è emerso che il 40% dei portoghesi corre un serio rischio di cadere nella povertà, che ha già toccato due milioni di cittadini. Quasi la metà delle famiglie ha già sperimentato serie difficoltà economiche o vive al limite della soglia di povertà, che si presenta ormai come una realtà anche per coloro che lavorano. La preoccupante situazione di allarme sociale è stata documentata da Gloria Cardoso, dirigente della Lega operaia cattolica (Loc): “Al contrario di ciò che avveniva in passato, avere un lavoro oggi non rappresenta più una garanzia di difesa dalla povertà: sono sempre di più i lavoratori portoghesi che rischiano fortemente di essere coinvolti nell’indigenza che ora tocca quel 18% della nostra popolazione, il cui reddito non raggiunge i 380 euro mensili” ha affermato. “La percentuale di lavoratori poveri è salita notevolmente e ha raggiunto infatti il 12% del totale, rispetto all’8% che si registra negli altri Paesi dell’Ue, e tende ad aggravarsi ulteriormente: il 41% dei lavoratori dipendenti riceve salari che oscillano tra i 300 ed i 600 euro; molti lavoratori autonomi sono in maggiori difficoltà degli stessi disoccupati; il sussidio di disoccupazione, che ha un limite temporale, spinge a rischio di povertà il 32% di coloro che vivono esclusivamente di questo aiuto”. Precisando che le difficoltà economiche riguardano in particolare le famiglie numerose, i nuclei monoparentali, i disoccupati, i pensionati e i lavoratori precari, la dirigente Loc ha infine richiamato l’attenzione sulle gravi ripercussioni materiali e morali della situazione: “Quando i salari diventano insufficienti a garantire una sopravvivenza degna i valori sociali si indeboliscono fortemente, e si deve purtroppo notare che le prime spese ad essere tagliate sono quelle riguardanti beni fondamentali, quali la salute e l’alimentazione”.