VALLE D'AOSTA
Più aiuti alle famiglie e alle imprese
La Regione autonoma Valle d’Aosta anche nel 2010 eroga aiuti a famiglie e imprese per far fronte alla crisi economica. La legge, approvata il 13 gennaio dal Consiglio regionale, ricalca quella dell’anno scorso e si compone di 8 articoli. In pratica, il provvedimento ripropone le misure anticrisi varate nel 2009, ma eleva le risorse finanziarie disponibili per gli interventi anticrisi da 120 a 130 milioni. Dalla relazione introduttiva al testo legislativo si legge che “la crisi finanziaria internazionale 2009 ha provocato effetti negativi sulle economie dei Paesi sviluppati i cui effetti perdurano in maniera significativa alle soglie del 2010 anche se sono visibili i primi segnali di un rafforzamento economico, che potrebbe tradursi in futura ripresa”. All’inversione di tendenza hanno contribuito, in ambito locale, la legge regionale “Misure straordinarie e urgenti in funzione anticrisi, per il sostegno alle famiglie e imprese” del gennaio scorso e la legge regionale “Misure urgenti di autorizzazione di aiuti temporanei alle imprese in funzione anticrisi” di agosto. Attualmente la situazione in Valle d’Aosta è complessa: sono aumentati i disoccupati che hanno raggiunto quota 7.000, che corrisponde al 5,5% della popolazione totale (compresi anziani e minori) e si tratta in prevalenza di lavoratori con oltre 50 anni di età. Inoltre, il 5% delle famiglie residenti, circa 2.900, hanno un reddito inferiore alla soglia di povertà. Cosa prevede la legge. La legge anticrisi stabilisce che le risorse finanziarie saranno utilizzate per il 40%, che corrisponde a 52 milioni, a favore delle famiglie e per i fondi rimanenti a vantaggio delle imprese. Per i nuclei familiari meno abbienti è previsto un bonus riscaldamento di 300 euro e l’esenzione della tassa per la raccolta rifiuti e della tariffa per il servizio idrico. Inoltre, per tutte le famiglie, indipendentemente dal reddito percepito, è prevista la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa se stipulato con Finaosta, senza essere gravati di maggiori interessi, lo sconto del 30% sul prezzo dell’energia e interventi in aiuto alla contribuzione obbligatoria e alla previdenza complementare per i lavoratori sospesi dall’attività lavorativa. Mentre per le imprese hanno stabilito l’aumento dal 50 al 75% del contributo in conto interessi ai Consorzi garanzia fidi, c’è anche la rinuncia da parte della Regione dei crediti nei confronti del Confidi e la sospensione di due rate semestrali dei mutui.Promozione, non assistenza. Per Roberto De Vecchi, presidente del Forum delle famiglie regionale: “Sicuramente questa è una iniziativa lodevole, che aiuta e assiste soprattutto le famiglie in difficoltà in un periodo di crisi visibile. Ma noi crediamo che si debba intervenire sempre di più per sostenere la famiglia, in quanto educatrice di giovani adulti di domani, quindi non assisterla bensì promuoverla. Ad esempio, bisognerebbe introdurre maggiore attenzione verso le famiglie numerose, e introdurre delle tariffe agevolate non basate sul consumo”. Il presidente del Forum ritiene estremamente positivo il dialogo instaurato con il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Augusto Rollandin: infatti, prima della discussione della legge c’è stato un incontro durante il quale sono intervenuti anche il vescovo Giuseppe Anfossi, la presidente delle Acli e il direttore della Caritas. Secondo De Vecchi, “la Regione è abile nel gestire le emergenze, ma non riesce ancora a dare il meglio nella gestione della quotidianità, secondo noi è auspicabile che la Regione si attivi per ideare dei progetti e delle iniziative di più ampio respiro per risolvere i problemi della disoccupazione e della casa. Durante l’incontro è emerso che stanno provvedendo ad attivare un sistema per verificare l’impatto che ogni provvedimento dell’amministrazione può avere sulla famiglia”.Situazione complessa. Don Aldo Armellin, direttore della Caritas, precisa: “Consideriamo la legge una risposta alla crisi anche se, come è normale che sia, non è sufficiente. La situazione è complessa, sappiamo che ora tutto viene comprato a rate, anche la spesa al supermercato. In Caritas la crisi non è ancora arrivata, nel senso che le persone in difficoltà, prima di rivolgersi a noi, si fanno aiutare dai parenti, chiedono prestiti, qui arrivano quando la situazione è già molto critica. Nel 2009 abbiamo assistito quasi 600 persone, di queste il 50% non le avevamo mai incontrate negli scorsi anni. In mensa, abbiamo distribuito 20.000 pasti contro i 9.000 del 2006, e bisogna precisare che il numero delle persone che l’hanno frequentata non è variato, quindi significa che è più lungo il momento in cui si trovano in difficoltà perché non stanno lavorando”. Il direttore evidenzia: “Da noi non si rivolgono solo gli stranieri, gli italiani infatti sono il 30% e ci siamo resi conto che una volta ritrovato con molte difficoltà il lavoro, spesso resta il problema della casa, esistono aiuti ma evidentemente non sono sufficienti e gli affitti, soprattutto nelle località turistiche, dove si trova più facilmente un impiego, sono spesso molto elevati”.a cura di Paola Fumagalli(03 febbraio 2010)