COMMISSIONE UE
Situazione sociale: un rapporto preoccupato sullo stato della crisi
Un’Europa profondamente segnata dalla crisi economica, nella quale si accentuano le differenze tra Paese e Paese. Le aspettative di miglioramento non mancano, specialmente per quanto riguarda le condizioni individuali, mentre sul piano collettivo crescono i timori legati alla realtà occupazionale, ai servizi pubblici, al costo della vita, alle pensioni… Il Rapporto sulla situazione sociale nell’Ue, presentato dalla Commissione europea il 2 febbraio, accompagnato da un sondaggio di Eurobarometro, disegnano un quadro dove sembrano prevalere le ombre rispetto alle luci. Un segnale chiaro alla politica, dalla quale ci si attendono interventi concreti. Europa a diverse velocità. Incrociando i dati proposti dalla Commissione e dall’Istituto dei sondaggi, si nota che gli europei hanno una migliore percezione della propria condizione personale rispetto a quella generale; allo stesso tempo occorre rilevare una accentuata disparità di opinioni tra un Paese e l’altro, segnalando una situazione generalmente più positiva negli Stati del nord Europa e più problematica in quelli dell’Europa centro-orientale e nei tre Paesi candidati (Croazia, Turchia, Macedonia). Stando infatti a Eurobarometro, “la maggior parte dei cittadini dell’Unione è soddisfatta della propria vita in generale”. “Vi sono però grandi differenze tra gli Stati: il livello di soddisfazione più alto lo si è registrato in Danimarca, ma anche la Svezia, i Paesi Bassi e la Finlandia esprimono livelli elevati di soddisfazione”. D’altro canto “i livelli di soddisfazione più bassi sono quelli della Bulgaria, seguita da Ungheria, Grecia e Romania”. Eurobarometro mostra però che i cittadini sono insoddisfatti dell’andamento complessivo dell’economia, della qualità dei servizi pubblici e delle politiche sociali attuate dal proprio Paese. Casa, quanto mi costi… Secondo i dati proposti dall’Esecutivo, gli europei spendono una quota crescente del loro reddito per l’abitazione: aumentano le spese per l’affitto, per il mantenimento della casa o i debiti per acquistare un appartamento. “In media – si legge nel Rapporto -, i cittadini Ue spendono un quinto del loro reddito per la casa. Affitti o mutui rappresentano il 30% della spesa totale per gli alloggi, mentre il restante 70% è destinato a riparazioni, manutenzione e riscaldamento”. Una particolarità: “Molti cittadini dell’Europa centrale e orientale sono divenuti, negli ultimi anni, proprietari dell’alloggio che abitano”, ma le rate dei mutui ipotecari e le spese per gestire la casa qui pesano maggiormente sui bilanci familiari. Il documento esplicita significative differenze tra Paese e Paese, benché emergano problemi comuni: sondando le opinioni sulla qualità delle abitazioni, si riscontra che “molti cittadini europei dichiarano di vivere in alloggi di scarsa qualità” e che “un numero maggiore di persone a basso reddito dichiara di avere problemi abitativi”.Disoccupazione e spesa sociale. In tempo di crisi le problematiche occupazionali sono un indicatore essenziale della condizione sociale. In questo caso la realtà attuale e le aspettative sui prossimi dodici mesi evidenziano grande inquietudine: i cittadini più preoccupati sono, nell’ordine, quelli di Ungheria, Bulgaria, Lituania, Grecia Romania, Italia, Lettonia, Irlanda, Spagna, Portogallo, Slovacchia, Polonia. Più sereni, anche alla luce di un mercato nazionale del lavoro meno segnato dalla recessione, appaiono gli abitanti di Danimarca, Finlandia, Svezia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Belgio. È “ancora troppo presto per valutare pienamente le conseguenze sociali della crisi” – ammette la Commissione -, i cui effetti si dovranno misurare nei prossimi mesi. In Europa si può peraltro contare sulla “spesa sociale, che svolge un ruolo rilevante nella protezione delle persone colpite dalla recessione”. Resta il fatto che “la possibilità per un disoccupato di ricevere un sostegno al reddito è diversa a seconda dei Paesi dell’Unione”.Salute, pensioni, sussidi. Per quanto riguarda i servizi, “i cittadini europei sono in media piuttosto scontenti del modo in cui sono gestite le loro amministrazioni pubbliche. In tutti i Paesi, tranne Lussemburgo ed Estonia, i cittadini ritengono che il quadro sia peggiorato nell’ultimo quinquennio e si attendono che continui a peggiorare”. Gli intervistati da Eurobarometro hanno espresso il loro parere su cinque indicatori-chiave della situazione sociale: cura della salute, pensioni, sussidi ai disoccupati, relazioni tra persone di diverso background culturale e religioso, azioni per contrastare la povertà e le diseguaglianze. Ad esempio sui servizi sanitari si dicono maggiormente soddisfatti belgi, olandesi e lussemburghesi, mentre i più insoddisfatti sono bulgari, greci e romeni. “Gli europei sono invece estremamente insoddisfatti del modo in cui nel loro Paese si affronta la problematica delle diseguaglianze e della povertà”. Preoccupazioni diffuse si rilevano anche per gli altri indicatori.