TERREMOTO HAITI
La testimonianza di undici ragazzi di Genova
Mostre fotografiche, testimonianze personali, raccolte di generi alimentari e di fondi: sono solo alcune delle iniziative messe in campo dai giovani genovesi del “Gruppo Haiti ’09” a sostegno dei terremotati dell’isola caraibica. Il gruppo è formato da undici ragazzi che l’estate scorsa hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza missionaria nell’Isola grazie alla collaborazione del Centro missionario diocesano, del Movimento giovanile missionario e delle suore Brignoline di Genova, tuttora attive nel Barrio del Guaricano di Santo Domingo (Repubblica Dominicana) dove, fino a poco tempo fa, la diocesi della Lanterna gestiva una missione.
Un legame non nuovo. Il legame tra Genova ed Haiti è dovuto anche all’infaticabile attività di Maddalena Boschetti, la missionaria laica che lavora nell’Isola caraibica dal 2002 per conto della diocesi di Milano. Boschetti, infatti, ha origini genovesi ed il legame con la sua città natale è ancora forte. In città, infatti, vi sono parrocchie e comunità a lei particolarmente legate che non le hanno mai fatto mancare aiuti di vario genere e che, se possibile, hanno ulteriormente incrementato il sostegno in seguito al recente terremoto. “Attualmente – ha spiegato la responsabile diocesana del Movimento giovanile missionario, Lara Cavezarsi – vi sono due punti di raccolta di generi alimentari che vengono regolarmente nella missione di Maddalena”. “In questo particolare momento – ha aggiunto Cavezarsi – Haiti ha bisogno di tutto, ma ci è stato chiesto di inviare in modo particolare generi alimentari non deperibili, anche per bambini, soprattutto in previsione del perdurare dello stato di emergenza”. Il materiale raccolto a Genova viene portato presso i padri Camilliani di Torino che provvedono ad inoltrarlo, insieme con gli altri aiuti raccolti, tramite appositi container. “Quello che è importante sottolineare – ha spiegato ancora Cavezarsi – è l’efficienza della modalità di invio e ricezione degli aiuti, grazie ad un sistema attivo e collaudato da molti anni. E questo è un aspetto particolarmente significativo dal momento che in questo momento, ad Haiti, vi sono evidenti problemi di gestione e coordinamento degli aiuti umanitari, come è stato sottolineato da più parti”.
Non solo raccolta viveri. L’attività di raccolta viveri e di fondi non è la sola messa in atto dai giovani del “Gruppo Haiti 09”. Non meno importante, infatti, è l’opera di testimonianza e di sensibilizzazione. “Il nostro obiettivo – ha proseguito Cavezarsi – è quello di sensibilizzare il maggior numero di persone, spiegando loro come possono contribuire concretamente, sia con aiuti in denaro, sia con la raccolta di materiale ed alimentari non deteriorabili ma, soprattutto, per fare in modo che la nostra attenzione verso questi nostri fratelli non cessi una volta che i mass media smetteranno di parlarne”. Per questo, in alcune parrocchie di Genova, i ragazzi hanno già organizzato incontri con i bambini del catechismo e i loro genitori per raccontare personalmente quanto hanno visto e vissuto la scorsa estate. “Haiti è un’isola ricca di contraddizioni al punto che, una volta atterrati, capimmo subito che quel posto aveva qualcosa di diverso dai normali posti turistici dei Caraibi tanto in voga”, ha affermato Alberto Buccianti, uno dei ragazzi. “Abbiamo visto strade piene di buche – ha aggiunto – mucche e cavalli, intenti a brucare lungo il ciglio della strada, dei quali si contavano le costole a causa della denutrizione; bambini che si lavavano nel canale lungo la strada; immagini forti che subito ci hanno fatto capire che quel posto che si trovava ai Caraibi non era proprio quel paradiso terrestre di cui si parlava tanto”. Il viaggio ha evidentemente lasciato il segno. Tra loro anche Elena Piano che ha spiegato: “Il viaggio ad Haiti non ha tramutato la mia vita, tanto meno l’ha stravolta, ma ha fatto di più: l’ha arricchita. Mi ha portato a riflettere su quanto sia superflua la scelta di una maglietta piuttosto che un’altra, oppure l’indossare una collana o meno, avere dieci o cinquanta euro in tasca”. “Sono cose senza senso davanti ad una strada che non conosce asfalto, ad un bambino che non indossa vestiti o a donne che vendono frutta appoggiata semplicemente per terra”, ha aggiunto.
I primi frutti. I semi gettati dai giovani del “Gruppo Haiti ’09” hanno già iniziato a produrre i primi frutti. Non mancano infatti, iniziative, nate in seguito alle loro testimonianze e al loro impegno. La prima è l’invito che hanno ricevuto per partecipare, sabato 13 febbraio, ad un’assemblea di istituto presso il liceo “A.Doria” di Genova, durante la quale racconteranno la loro esperienza ai propri coetanei. Altre iniziative riguardano una raccolta fondi, da realizzarsi nel periodo pasquale, e un torneo di calcio il cui ricavato verrà interamente devoluto al sostegno dei terremotati. “Noi giovani del ‘Gruppo Haiti 09’ – ha concluso Cavezarsi – continueremo a tenere i contatti personalmente con Haiti e ci impegneremo per portare concretamente il nostro aiuto per tutte le necessità che emergeranno”.