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È ancora crisi

Domani a Bruxelles il vertice del Consiglio europeo

Occorre impostare una nuova strategia per la crescita e il lavoro. Herman Van Rompyu, presidente "permanente" del Consiglio europeo, lo va ripetendo da tempo. Gli fa eco il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, che dal 10 febbraio guida il suo secondo Esecutivo, in carica fino al 2014. Entrambi domani saranno "sotto esame" al vertice informale dei capi di Stato e di governo Ue, riuniti a Bruxelles con tre questioni sul tavolo: le risposte alla recessione, la prosecuzione dell’impegno contro i cambiamenti climatici alla luce della Conferenza di Copenaghen del dicembre scorso, gli aiuti umanitari e la ricostruzione di Haiti.
Il summit prenderà avvio in mattinata con un intervento del presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek; quindi si aprirà la sessione dedicata ai temi economici, protraendosi durante il pranzo; nel pomeriggio sarà la volta di ambiente e di Haiti.
Nella lettera di convocazione del vertice, Van Rompuy è stato esplicito: la crisi è tutt’altro che passata, produzioni e mercati sono al palo e così non siamo in grado di creare posti di lavoro e viene messo in pericolo persino il "modello di vita europeo". Preoccupano in particolare le condizioni dei conti pubblici di Grecia e altri Paesi (fra cui Spagna, Portogallo e Irlanda), ai quali l’Europa comunitaria – secondo i commissari Joaquin Almunia e Olli Rehn – deve portare soluzioni condivise e solidali. "È la crisi peggiore dal varo della moneta unica", ha affermato il 9 febbraio a Strasburgo lo stesso Almunia nel corso di un dibattito con l’Euroassemblea.
Se alcuni conti nazionali traballano – è questo il timore – "si prospettano seri rischi di contagio per altri Paesi della zona euro". Non a caso al summit brussellese è stato convocato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet: l’istituto centrale potrebbe essere chiamato in causa sul caso greco.

Gianni Borsa