PATTI LATERANENSI

Il cardinale che firmò

Un ritratto di Pietro Gasparri

La sua immagine, tramandata ai posteri dalle fotografie e dai film dell’Istituto Luce, è entrata nella storia accanto a quella di Benito Mussolini, ma sono in pochi a ricordarlo e a ricordarne il nome. Eppure il cardinale Pietro Gasparri non è stato solo il firmatario per conto del Papa e della Santa Sede del trattato di riconciliazione tra Vaticano e Italia, ma è stato anche, innanzitutto, un personaggio e un grande servitore della Chiesa, e poi studioso, teologo, giurista, docente universitario, delegato apostolico in Sud America, segretario di Stato sotto due pontefici, diplomatico. Se non bastasse, la Chiesa deve al cardinal Pietro Gasparri un’impresa che molti avevano giudicato impossibile, la codificazione del diritto canonico. Si trattava di mettere insieme le leggi e le disposizioni di duemila anni di storia, catalogarle, tradurle in norme chiare e comprensibili, riunirle armonicamente in un solo volume. Un’opera mai tentata prima di allora, per la vastità e la complessità della materia. Gasparri vi lavorò per tredici anni chiamando accanto a sé una schiera di collaboratori e, al termine, riuscì a presentare a Benedetto XV (che lo promulgò il 27 maggio 1917) il primo Codice di diritto canonico, conosciuto come Codice Pio-Benedettino perché era stato Pio X ad affidarne a Gasparri la redazione.
Oltre al concordato tra Santa Sede e Italia, Gasparri portò a conclusione altri nove trattati simili con altrettanti Stati europei, tra cui Francia, Portogallo, Polonia, Lituania.
Benché abile diplomatico, Gasparri del diplomatico non aveva né l’aspetto né i modi. Massiccio, dal carattere piuttosto sanguigno, era facile alle sfuriate, soprattutto quando vedeva che nelle discussioni a soccombere era la verità. Preferiva dire pane al pane e vino al vino, da vero montanaro. Era nato il 5 maggio 1852 in un piccolo paese sui monti Sibillini, Ussita, in provincia di Macerata, da una famiglia di pastori, ed era rimasto legato alla sua gente e alle sue montagne. Ordinato sacerdote nel 1875 a Roma, Gasparri aveva insegnato nella capitale e a Parigi, era stato delegato apostolico in Perù, Ecuador e Bolivia. Cardinale dal 1907, fu segretario di Stato dall’ottobre 1914 (con Benedetto XV) al febbraio 1930 (con Pio XI), quando cedette l’incarico al cardinale Eugenio Pacelli, futuro papa Pio XII.
L’11 febbraio 1929 Gasparri arrivò alle 11.20 nella sala dei Papi del Palazzo del Laterano. Lo accompagnava, tra gli altri, l’avvocato Francesco Pacelli (fratello di Eugenio) che aveva negoziato i Patti per conto della Santa Sede. Al momento di sottoscrivere i due protocolli (Trattato e Concordato) il cardinale, con un gesto che gli era abituale, si sistemò bene la berretta prima di apporre la firma. Poi in piedi, con Mussolini, si strinsero la mano e posarono per i fotografi e i cineoperatori. Gasparri morirà nel 1934, il 18 novembre. La sua salma riposa nel paese natale.