MOLISE

Per una sana edilizia

Piano casa: bioedilizia, qualche limite e qualche rischio

Dovrebbe essere giunto a conclusione il lungo iter che ha portato anche la Regione Molise a dotarsi del Piano casa. La legge 30/2009 – “Intervento regionale straordinario volto a rilanciare il settore edilizio, a promuovere le tecniche di bioedilizia e l’utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili, nonché a sostenere l’edilizia sociale da destinare alle categorie svantaggiate e l’edilizia scolastica” -, emanata lo scorso 11 dicembre, è stata modificata dal Consiglio regionale nella seduta dell’8 febbraio per metterla al riparo da eventuali eccezioni di legittimità costituzionale nella parte in cui concedeva un eccesso di potere ai Comuni in materia urbanistica. Successivamente all’emanazione della legge, inoltre, il consigliere regionale Michele Petraroia aveva richiesto l’intervento del Consiglio dei ministri per valutare la possibile impugnativa del provvedimento davanti alla Corte costituzionale lamentando una deregolamentazione in materia edilizia senza adeguati standard di sicurezza in relazione al rischio sismico dellaRegione. Sulla vicenda era stata anche presentata una interrogazione urgente al Governo da parte dei senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, non solo per i rischi ambientali connessi al provvedimento, ma anche per quelli di infiltrazione eco-mafiosa. La legge 30/2009 consente ampliamenti fino al 40% e interventi di demolizione e ricostruzione fino al 50% del volume di edifici ad uso residenziale, in cambio della riduzione di almeno il 20% del fabbisogno energetico degli edifici stessi e dell’impiego di fonti di energia rinnovabile. La normativa consente il cambio di destinazione d’uso delle aree agricole, sulle quali diventerà possibile edificare, e introduce incentivi per l’edilizia sociale, ricettiva, scolastica e sportiva.Luci e ombre. “Il Consiglio regionale – afferma Franco Mirando, presidente dell’associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) del Molise – nel modificare la legge 30/2009 non ha accolto la nostra richiesta di una proroga per l’adozione da parte dei sindaci dei provvedimenti di loro competenza entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge: molti di essi saranno in difficoltà nel rispettare il termine del prossimo 14 febbraio”. Entro questa data, i Comuni possono escludere l’applicabilità della legge in relazione a singole zone urbanistiche del proprio territorio sulla base di specifiche valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e individuare aree degradate da riqualificare e assoggettare a piani esecutivi di intervento con le premialità previste dalla legge. “Nonostante i vari incontri che l’Anci ha promosso sul territorio regionale con amministratori e tecnici per valutare le novità introdotte dalla legge – prosegue Mirando -, i tempi sono troppo stretti per l’adozione di decisioni importanti che andranno ad incidere sul riassetto urbanistico dei Comuni”. Si tratta di un provvedimento “con luci ed ombre” che anche rispetto all’obiettivo del sostegno al settore edilizio “potrà muovere qualcosa nei centri urbani più grandi ma non nei piccoli Comuni”.Rischio “spregiudicatezza”. “Rispetto al provvedimento iniziale – commenta Giovanni Paolo Canè, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Isernia – sono state recepite molte delle osservazioni degli ordini professionali. Con tempi più lunghi di concertazione e preparazione avremmo potuto avere una legge migliore, ma questa è abbastanza soddisfacente”. Alla fine di dicembre, l’Osservatorio delle professioni tecniche del Molise costituito dagli Ordini di ingegneri e architetti e dei Collegi dei geometri delle due Province molisane oltre che dall’Ordine regionale dei geologi, aveva inviato una lettera a tutti i Comuni della Regione sottolineando come il Piano casa del Molise adottasse “in positivo uno snellimento delle procedure con l’ambizione di favorire lo sviluppo economico, ma in negativo un sistema di regole che travalicano i concetti basilari della pianificazione urbanistica e che rischiano, in alcuni casi, di rafforzare fenomeni di rinvigorimento della speculazione immobiliare oltre che di aumento del rischio idrogeologico e sismico”. “In effetti – concorda Cané – la legge ha delle maglie un po’ larghe che possono determinare un rischio ‘spregiudicatezza’ nella loro interpretazione. Per questo occorre la vigilanza di tutti e il monitoraggio sulle scelte delle diverse amministrazioni assicurato dall’Osservatorio”.Il consumo del suolo. “Il patrimonio edilizio esistente è già sovradimensionato rispetto alla popolazione del Molise: anche gli imprenditori edili concordano nel ritenere che sia la riqualificazione degli edifici il vero snodo della ripresa del settore”: è quanto afferma Maria Assunta Libertucci, presidente di Legambiente Molise. “Questo Piano casa – prosegue Libertucci – consente di edificare anche sulle aree agricole e non prevede nulla sulla salvaguardia del paesaggio”. Soprattutto “non sono previsti controlli sulle realizzazioni a norma da parte dei privati”. “Il nostro territorio – prosegue la presidente di Legambiente – è sottoposto ad un consumo che minaccia un bene, il suolo, non più ripristinabile”.a cura di Chiara Santomiero(11 febbraio 2010)