COMMISSIONE UE

La priorità assoluta

La squadra Barroso contro la crisi economica e per l’occupazione

Una maggioranza ampia (488 sì, 137 voti contrari, 72 astensioni) ha dato il semaforo verde al "Barroso II", ossia al secondo Esecutivo europeo guidato dal politico portoghese. Dopo un lunghissimo iter procedurale, la Commissione è dunque entrata nel pieno delle sue funzioni il 10 febbraio e vi resterà fino al 31 ottobre 2014. Sostegni "convinti" e "condizionati". La squadra capitanata da José Manuel Barroso si è subito messa al lavoro. La attendono numerose questioni urgenti, dalla recessione economica ai cambiamenti climatici, dall’applicazione del Trattato di Lisbona alla politica estera, passando per le migrazioni, la sicurezza, la coesione sociale. "Condividiamo l’impostazione di fondo di questa Commissione", spiega Joseph Daul, capogruppo dei Popolari a Strasburgo. L’eurodeputato francese è stato uno dei principali sostenitori del reincarico a Barroso. "Ora c’è una priorità assoluta da affrontare: fornire risposta alla crisi economica e creare posti di lavoro. Su questo fronte vigileremo sull’operato dell’Esecutivo". Se dal gruppo del Ppe giunge un "sì" pieno al nuovo collegio, un "ok condizionato" è invece espresso dal gruppo dei Socialisti e democratici. Il capogruppo Martin Schulz, tedesco, afferma che "i candidati commissari hanno mostrato durante le audizioni presso il Parlamento tanta genericità, idee poco chiare, poche ambizioni". Schulz promuove "sul campo" solo il francese Michel Barnier, lo spagnolo Joaquin Almunia e la bulgara Kristalina Georgieva. Da qui l’appoggio "scettico": "Ora abbiamo bisogno di una Commissione che sia operativa, che abbia un ruolo da svolgere e che capisca quale sia il suo lavoro. Se sarà così, staremo dalla parte di Barroso". Progetti e unità di intenti. Via libera condizionato anche da Guy Verhofstadt, belga, leader dei Liberaldemocratici. A suo avviso la Commissione deve essere "la forza motrice dell’Europa, contrariamente agli ultimi cinque anni". I commissari, poi, "lavorino come un vero collegio, con una forte unità, individuando progetti e azioni che possano essere sostenute dalle tre famiglie politiche che compongono il collegio, ossia liberali, popolari e socialisti". No deciso, invece, da parte dei Verdi. Il capogruppo "storico", il francese Daniel Cohn-Bendit, è del parere che i commissari designati non hanno mostrato "né visione né ambizione nel corso delle audizioni". D’altronde gli ambientalisti promettono alla Commissione "appoggio su diversi argomenti fondamentali, fra i quali la lotta ai cambiamenti climatici, il contrasto alla crisi economica, la pace", purché "si vada nella giusta direzione". Jan Zaharadil, ceco, del gruppo dei Conservatori, ricorda che "Barroso nel 2005 aveva giustamente proposto di ridurre la burocrazia e di semplificare la legislazione. Se dimostrerà di essere un vero riformatore, la sosterremo, ma se seguirà sentieri già battuti, ci opporremo". Pollice verso dalla Sinistra unitaria: il leader Lothar Bisky, tedesco, critica le posizioni ultraliberiste di Barroso e la "scarsa sensibilità e capacità di azione sui temi della disoccupazione, dell’inclusione sociale, dell’ambiente". "Da noi – avverte – Barroso avrà un’opposizione dura, ma equa". Il nuovo Esecutivo: chi, come perchéLa Commissione appena entrata in carica comprende un rappresentante per ogni Stato membro Ue. I vicepresidenti sono 7, compresa Catherine Ashton, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nuova figura prevista dal Trattato di Lisbona. Le donne nel collegio sono 9. La formazione, in carica per 5 anni, vede delle novità nella distribuzione delle deleghe rispetto alla precedente. Ci sono nuovi portafogli (azione per il clima; affari interni; giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza), altri sono stati riorganizzati (istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù; salute e politica dei consumatori; industria e imprenditoria; ricerca e innovazione; cooperazione internazionale, aiuti umanitari e risposta alle crisi). Nelle intenzioni di José Manuel Barroso l’"agenda digitale" riceverà maggiore attenzione e sarà dato ulteriore "risalto all’inclusione nel quadro del portafoglio occupazione, affari sociali e integrazione". Il programma di lavoro è stato presentato lo scorso settembre dal presidente e comprende cinque "sfide cruciali" per l’Europa: rilanciare la crescita economica e garantirne la sostenibilità nel lungo periodo; contrastare la disoccupazione e rafforzare la coesione sociale; trasformare la sfida di un’Europa sostenibile in un vantaggio competitivo; garantire la sicurezza dei cittadini; rafforzare la cittadinanza europea.