TERREMOTO HAITI
Caritas Italia un mese dopo: preghiera e aiuto concreto
Un Paese a rischio epidemie con una situazione critica per la sicurezza interna, ospedali gravemente danneggiati, aeroporto agibile ma limitato per la carenza di carburante e circolazione interna estremamente difficoltosa. È il quadro della situazione ad Haiti che emerge dal Rapporto diffuso oggi dalla Caritas italiana, ad un mese dal sisma che ha sconvolto il Paese più povero dell’America Latina. Gli sforzi internazionali, si legge nel documento, "si sono finora concentrati nella rimozione delle macerie e nella ricerca tra queste di eventuali superstiti". Tra le costruzioni colpite, la cattedrale di Port-au-Prince è crollata ed e morto l’arcivescovo Joseph Serge Miot mentre risultano danneggiate strutture di accoglienza della Caritas. Mons. Pierre André Dumas, presidente di Caritas Haiti e vescovo di Anse-a-Veau et Miragoane, esprime gratitudine a Caritas italiana "sia per la vicinanza nella preghiera che ha subito espresso, sia per l’impegno concreto accanto alla nostra Caritas e all’intera rete internazionale". Con la Cei, che ha messo subito a disposizione due milioni di euro indicendo nel contempo la colletta nazionale del 24 gennaio, la Caritas, come segno di attenzione alle fasce più colpite, ha stanziato 1 milione di euro per il primo piano d’emergenza.
Bisogni immediati. Fin dai giorni immediatamente successivi al terremoto, "la Caritas ha portato aiuti alla popolazione, riuscendo a distribuire cibo e acqua a 200.200 persone e generi di prima necessità ad altre 22.000". Con il coordinamento di 58 sacerdoti e responsabili di comunità attivi in 32 parrocchie, il sostegno dell’intera rete e di un team giunto appositamente a Port-au-Prince, Caritas Haiti è riuscita a distribuire in modo mirato "quanto era già nei diversi centri Caritas e a far arrivare generi di prima necessità soprattutto dalla Repubblica Dominicana, evitando così il congestionamento del porto e dell’aeroporto". Inoltre "la Caritas, insieme ad altri 8 organismi cattolici, ha raccomandato ai competenti organismi internazionali in questa fase di emergenza massima attenzione e monitoraggio sul rispetto dei diritti umani, con particolare riguardo alle donne e ai bambini". Per rispondere con urgenza nella capitale e nelle zone limitrofe ai bisogni immediati di 200.000 persone (40.000 famiglie), è stato avviato un piano bimestrale per circa 31 milioni di euro. I principali settori d’intervento, prosegue il Rapporto, sono stati quelli degli "aiuti alimentari, indumenti e coperte, medicinali e servizi sanitari di prima necessità, acqua e materiale igienico di base, sostegno psicologico". L’attività di Caritas italiana, in base alle esperienze precedenti, si articola su alcune direttrici in stretto coordinamento con la sezione locale: sostegno finanziario nell’immediato per l’attuazione del piano di prima emergenza descritto; partecipazione nella fase di emergenza per l’assistenza psicologica alle persone traumatizzate, con un’attenzione anche all’accompagnamento pastorale e spirituale; valutazione, insieme alla Caritas locale e alla rete internazionale, dei bisogni effettivi e predisposizione di un piano per le fasi successive (piano di riabilitazione annuale, piani di ricostruzione e sviluppo pluriennali), con invio in loco di personale di Caritas italiana per periodi medio-lunghi; finanziamento di progetti di ricostruzione mirati (strutture comunitarie, di accoglienza, scuole, infrastrutture per l’agricoltura come pozzi, sistemi di irrigazione); sostegno a programmi in fasi successive per la riabilitazione della capacità lavorativa (artigianato, allevamento, agricoltura) anche con strumenti quali il microcredito. Aggiornamenti e momenti di coordinamento vengono effettuati quotidianamente.
Acqua e assistenza sanitaria. Tra le priorità dell’impegno della Caritas ad Haiti, quella di fornire alla popolazione "alimenti, kit igienici, rifugi temporanei, attrezzatura di prima necessità per cottura di alimenti (pentole e utensili), opportunità di lavoro, acqua potabile" e "assistenza sanitaria" nei 20 campi di sfollati in cui opera l’organismo pastorale. Nella prima fase di risposta all’emergenza, "Caritas mira a portare acqua potabile presso i campi di sfollati mediante attrezzature facilmente e rapidamente replicabili e dislocabili in altri campi qualora gli sfollati si muovessero in direzione di campi più grandi". La Caritas, inoltre, fornisce assistenza sanitaria nell’ospedale San Francesco di Sales, nel centro della capitale, dove sono state riattivate tre sale operatorie, un laboratorio e apparecchiature radiografiche ed è stata aperta una banca del sangue. Tante le storie di persone incontrate da Caritas ad Haiti: Moni Marion, ad esempio, è uno studente universitario che dopo aver perso la casa si è unito alla Caritas offrendosi come traduttore durante la distribuzione degli aiuti; Guesly Delva, invece, è un dottore haitiano che lavora e vive negli Stati Uniti d’America ma è tornato sull’isola per mettere a disposizione la sua professionalità in un momento di grande bisogno.