SETTIMANA SOCIALE
“La possibilità di ‘tornare a crescere'”, nel nostro Paese, “dipende dalla capacità di mettere o rimettere in gioco altre energie sociali, capaci di modificare gli equilibri in cui ci troviamo e generare più opportunità per tutti e per ciascuno”. È un passaggio della “lettera di aggiornamento” sul “cammino di discernimento” in preparazione alla 46ª Settimana Sociale, che si terrà a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre 2010. “Il processo di discernimento – riporta il documento reso noto nei giorni scorsi dal Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali – si è messo in moto da alcuni mesi e sta raccogliendo interessi e contributi”: dalla diffusione del “biglietto d’invito” a partecipare al cammino fino ad oggi “presentazioni, seminari di approfondimento, audizioni di singole personalità o di gruppi si sono succeduti con un’intensità che è andata al di là delle attese” e “i prossimi mesi si presentano ancor più densi di impegni”.
La famiglia, primo dei “soggetti vitali”. Il Comitato giudica “prematuro” tracciare un bilancio; tuttavia “è utile mettere in comune alcune delle prospettive che spesso compaiono nei lavori preparatori”, laddove “la ricerca dei problemi cruciali si è trasformata anche in ricerca di soggetti sociali vitali, capaci di cooperare alla rigenerazione della pòlis“. Da qui la “lettera di aggiornamento”, che vede nella famiglia “il primo di questi soggetti vitali”, “protagonista diretta e indiretta di vigilanza e di rinnovamento umano e sociale”, capace di generare “relazioni forti e vere” e fortificare “il tessuto della nostra società e della stessa comunità ecclesiale”. In secondo luogo il Comitato mette in luce la “capacità di lavoro e d’impresa” presente nel Paese, tema che richiama “le questioni di una maggiore giustizia fiscale, di una maggiore qualità e produttività della spesa pubblica (a partire dal settore della spesa per la salute), dell’efficienza del mercato del credito, dell’orientamento scolastico e della formazione professionale, del legame tra dinamiche economiche e territori”.
Giovani, immigrazione, educazione, partecipazione politica. Ancora, al bene comune contribuiscono quegli adulti che “non vengono meno alla vocazione a crescere come persone e ad accompagnare nell’avventura educativa i giovani e i piccoli con i quali si trovano a interagire”. Tra le questioni che stanno emergendo nel corso del cammino di discernimento vi è poi l’immigrazione, processo che “arricchisce sotto svariati profili il Paese, dotandolo di risorse che non produce e di cui ha bisogno per crescere”. “Dare opportunità e responsabilità a queste risorse – afferma il Comitato – è un dovere per la comunità nazionale”, anche se “tale risultato non può certo essere assicurato da un ingenuo multiculturalismo”. “Riserva di energie” sono pure i “giovani che studiano, che fanno ricerca, che lavorano”, sebbene facciano “fatica a esprimere le proprie potenzialità nella nostra società” a causa di una carenza nella “qualità media” e nella “quantità complessiva dell’istruzione, della formazione e delle opportunità di ricerca”. Infine, la “spinta alla partecipazione politica”, che spetta “alla responsabilità di tutti e non solo di ‘professionisti'”.
La ricchezza dell’Italia. “La Chiesa italiana e il cattolicesimo nel nostro Paese sono ricchi di forze vitali”, ha rilevato Luca Diotallevi, sociologo e vicepresidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, presentando la lettera. È questo, infatti, che ha permesso, con il “cammino di discernimento” verso la Settimana Sociale, di “mettere in moto un processo che, a priori, non era scontato”. “Abbiamo scoperto una grande voglia, soprattutto da parte dei giovani, d’interessarsi e impegnarsi per il futuro del Paese”, gli ha fatto eco il segretario del Comitato, Edoardo Patriarca, raccontando dell'”impegno per un percorso partecipato e condiviso, che ha mobilitato e sta mobilitando tutte le esperienze e le speranze che percorrono la comunità cristiana, e non solo”. Un “fermento positivo” che si sta manifestando in iniziative delle diocesi e delle associazioni, seminari di studio, audizioni con esperti su questioni particolari, forum dei giovani e convegni pubblici su temi specifici.
I punti dell’Agenda. Da Reggio Calabria, ha spiegato il presidente del Comitato, mons. Arrigo Miglio, usciranno “pochi punti, precisi, che andranno a costruire l”Agenda di speranza per il futuro del Paese'”. Questo è l’obiettivo della Settimana Sociale, ossia “mettere in moto la ripresa dell’Italia su alcune questioni particolari, scegliendo strade percorribili e capendo quali sono i problemi oggi dirimenti per lo sviluppo del Paese”. “Riprendere a crescere” è il motto che già da ora fa da filo conduttore. “Questo Paese, così come è oggi, non ha un grande futuro”, ha denunciato Diotallevi. Un’affermazione che, però, non deve gettare nello sconforto, poiché “possibilità di futuro, di cambiare direzione, ce ne sono. Lo dimostra il fatto che i soggetti che lo abitano hanno una volontà di ripresa nell’ottica del bene comune”. Ciò che ora serve, ha concluso il sociologo, “è uno scatto in avanti”.
(12 febbraio 2010)