L’Europarlamento dice no al Consiglio su “Swift””L’opinione maggioritaria del Parlamento è che il testo sottopostoci dal Consiglio non offre un giusto equilibrio tra la sicurezza, da una parte, e la protezione delle libertà civili e dei diritti fondamentali dall’altra”. Jerzy Buzek, presidente dell’Assemblea Ue, ha commentato con queste parole il voto con il quale gli eurodeputati hanno negato il via libera all’accordo sul trasferimento dei dati bancari agli Stati Uniti attraverso la rete Swift, impedendo così la sua entrata in vigore. L’aula, applicando le nuove disposizioni del Trattato di Lisbona, ha risposto negativamente alla posizione sottoposta dal Consiglio degli Stati approvando, nel corso dell’ultima plenaria, la relazione stesa dalla rappresentante olandese Hennis-Plasschaert (378 voti favorevoli, 196 contrari e 31 astensioni). I deputati chiedono ora di “negoziare un ulteriore accordo a lungo termine che rispetti il trattato di Lisbona e, in particolare, la Carta dei diritti fondamentali”. “Le inquietudini del Parlamento sull’utilizzo dei dati personali”, sul rispetto della privacy e dei diritti, “non sono state superate”. Buzek ricorda che Lisbona assegna all’Eurocamera “un diritto di veto sugli accordi internazionali di questo tipo”.Per la prima volta una donna presiede il CdRRappresentare “in modo efficace l’interesse comune di tutti gli enti territoriali” europei. Mercedes Bresso, alla guida della regione Piemonte (Italia) è la prima donna presidente del Comitato delle Regioni, organo consultivo dell’Unione europea. Eletta dai 344 membri dell’Assemblea, provenienti da città ed altri enti locali di 27 Stati, esprime la missione principale del CdR (www.cor.europa.eu) e aggiunge: “Il dibattito istituzionale si è concluso. È ormai tempo di dare vita al Trattato di Lisbona. Il Comitato non si limiterà più a chiedere che si tenga conto degli enti regionali e locali. Non saremo soltanto spettatori del dibattito politico: vi prenderemo parte con proposte concrete e, se necessario, non rifuggiremo la controversia politica”. Già eurodeputata e membro del Comitato da diversi anni, nel discorso programmatico ha sottolineato alcuni punti, fra cui: migliorare la politica di coesione dell’Ue, “evitando a ogni costo la sua ri-nazionalizzazione”; coinvolgimento degli interessi regionali e locali nel dibattito sulle prospettive finanziarie; attuazione del nuovo strumento giuridico Gect (gruppo europeo di cooperazione territoriale); lancio di una strategia di Lisbona rinnovata. Alla vicepresidenza è stato eletto Ramón Luis Valcárcel Siso, spagnolo, presidente della regione Murcia, il quale subentrerà alla Bresso come presidente nel 2012.Rimesse dei migranti: cifra da 32 miliardi l’annoAmmontano a 32 miliardi di euro le “rimesse” dei lavoratori migranti presenti nei 27 Stati dell’Unione europea (i dati si riferiscono alla fine del 2008). Nel 2004 la cifra totale delle rimesse era pari a 19 miliardi. L’invio di fondi nel proprio Paese d’origine da parte di persone che lavorano all’estero riguarda per oltre due terzi Stati extra Ue. “L’aumento di questi invii di denaro nel corso degli ultimi anni – si legge nello studio recentemente pubblicato da Eurostat – è dovuto soprattutto a un forte aumento dei flussi extra Ue, passati da 11 miliardi del 2004 a oltre 22 del 2008”, in connessione con la crescita dell’immigrazione verso l’Europa comunitaria. Diversamente, i flussi intra Ue sono “aumentati più lentamente, passando da 7,9 a 9,3 miliardi” nel giro di cinque anni. “In conseguenza di ciò”, spiegano gli esperti dell’Istituto statistico dell’Unione, “la parte di invio dei fondi extra Ue è passata dal 59% del totale nel 2004 all’attuale 71%”. Eurostat spiega inoltre che “due terzi del totale delle rimesse dei lavoratori parte da quattro Paesi: Spagna (7,8 miliardi nel 2008), Italia (6,4), Francia (3,4) e Germania (3,1)”.Internet: l’Esecutivo chiede più tutele per i minori Secondo uno studio effettuato per conto della Commissione, “il 50% degli adolescenti europei diffonde su internet informazioni personali che possono rimanere online in via definitiva ed essere accessibili a chiunque”. Per tale ragione l’Esecutivo, dopo la giornata “Safer Internet” celebratasi la scorsa settimana, ha accolto con favore “le azioni intese a proteggere i minori che fanno uso di siti di socializzazione in rete intraprese dalle 20 società che lo scorso anno hanno sottoscritto i principi dell’accordo su un uso più sicuro di tali siti”. La maggior parte di queste società “ha messo i minori in condizione di gestire i rischi online rendendo più semplice modificare le impostazioni relative alla privacy, bloccare gli utenti o cancellare commenti e contenuti indesiderati”. Per la Commissione “bisogna però fare di più” e la vicepresidente Viviane Reding afferma: “I profili dei minori devono essere automaticamente classificati come ‘privati’, e le richieste di aiuto e le segnalazioni di abuso devono ricevere risposte rapide e adeguate”.