ROBERT SCHUMAN

I 60 anni della Dichiarazione

Celebrazioni per ricordare il 9 maggio 1950

Una iniziativa “particolarmente rivolta a tutti coloro che colgono l’importanza di un impegno concreto per lo sviluppo della pace”. Si colloca in questa direzione il programma delle celebrazioni che due diocesi francesi, in collaborazione con altri organismi ecclesiali e sotto il patrocinio dell’Unione europea, propongono in vista del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Schuman.Riconciliazione e pace. “Il 9 maggio festeggeremo l’anniversario della Dichiarazione di Robert Schuman del 9 maggio 1950. Iniziativa audace per il suo tempo, essa fu promotrice di riconciliazione e di pace”. Mons. François Maupu e mons. Pierre Raffin, rispettivamente vescovo di Verdun e di Metz, presiedono il Comitato che intende ricordare la Dichiarazione pronunciata dall’allora ministro francese degli esteri e che diede concretamente inizio al processo di integrazione. I Vescovi delle diocesi segnate “in modo particolare dai conflitti di ieri” (specialmente nel XIX e XX secolo), desiderano sottolineare l’anniversario “con una ambiziosa manifestazione europea. Lo faremo con gli organismi religiosi che accompagnano il processo della costruzione Ue e ugualmente con la rete delle congregazioni e comunità religiose d’Europa”. Con lo slogan “Le neuf en Europe” verranno proposti incontri che culmineranno in una tre-giorni di seminari di studio e momenti religiosi dal 7 al 9 maggio prossimi.Fra economia e politica. La Dichiarazione del ministro Schuman, cattolico, “uomo di frontiera” per origine e formazione culturale, era stata preparata in accordo con alcuni governi dell’allora Europa occidentale, essendo il continente diviso dalla “cortina di ferro”. Dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale, si ravvisava la necessità di una stretta cooperazione tra i Paesi del centro Europa, mirando a creare interessi economici comuni i quali avrebbero poi innestato – secondo i “padri ispiratori” – un parallelo processo politico di pacificazione e di collaborazione tra gli Stati. Schuman si era assicurato il sostegno di altri due premier democratico-cristiani, il tedesco Konrad Adenauer e l’italiano Alcide De Gasperi, oltre all’appoggio di Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Dalla Dichiarazione scaturì l’anno successivo la fondazione della Ceca (Comunità europea del carbone e dell’acciaio), la prima comunità sovranazionale dotata di poteri delegati dai sei Stati aderenti. Da tale positiva esperienza prese poi origine, nel 1957, la Cee (Comunità economica europea), dalla quale a sua volta, per estensione geografica, istituzionale e di competenze, si arriva all’attuale Unione europea. Sul confine franco-tedesco. Tornando alle manifestazioni del 9 maggio, esse si svolgeranno nell’area francese sul confine con la Germania. Verdun in particolare fu teatro, nel 1916, di una delle più feroci battaglie della “grande guerra”; Metz è invece la città più a lungo frequentata da Robert Schuman, la cui casa si trova in località Scy-Chazelles, dove sono tuttora conservate le sue memorie. “Ancora troppo spesso – affermano Maupu e Raffin – i popoli percepiscono la comunità europea troppo distante, troppo tecnica. Così a noi sembra importante ridare un senso a questo ideale. Il futuro dell’Europa non è stato dimenticato dai cristiani”. Il programma prevede l’apertura delle celebrazioni il 7 maggio con una retrospettiva storica e un momento di preghiera nella cattedrale di Verdun; il giorno successivo visita all’ossario di Douamont (guerra franco-prussiana del 1870); si passerà quindi l’8 e 9 maggio a Scy-Chazelles e alla cattedrale di Metz dove sono previsti interventi dei cardinali Peter Erdo e André Vingt-Trois, di alcuni vescovi, fra cui l’irlandese mons. Noel Treanor, storici e politici europei. Tra i promotori degli eventi figurano la Commissione Ue, la Comece (Commissione degli episcopati dell’Ue), l’Institut Saint Benoit Patron de l’Europe, che segue la causa di beatificazione dello stesso Schuman. Sito internet con programma, storia e Dichiarazione”La pace mondiale non potrà essere salvaguardata senza sforzi creatori che siano all’altezza dei pericoli che la minacciano”. “L’Europa non si farà in un solo colpo, né attraverso una costruzione d’insieme; essa si farà attraverso realizzazioni concrete, creanti anzitutto una solidarietà di fatto”. Sono due passaggi della Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950, considerata il punto di inizio dell’integrazione europea. Vi si legge: “A questo fine il Governo francese propone” di “porre l’insieme della produzione franco-tedesca del carbone e dell’acciaio sotto un’autorità comune in un’organizzazione aperta alla partecipazione degli altri Paesi dell’Europa”. Le manifestazioni principali di quest’anno sono disponibili sul sito www.9mai2010.eu, che offre, in cinque lingue (francese, inglese, tedesco, italiano e spagnolo), una spiegazione del Piano Schuman e un’analisi storica dei luoghi prescelti per le manifestazioni.