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Il sentimento europeo

Un valore fondamentale per il processo di unificazione

Una nuova Commissione europea ha assunto le sue funzioni. Il Consiglio europeo si è riunito per la prima volta sotto la presidenza di Herman van Rompuy. La settimana scorsa è stata ricca di eventi europei. Dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, che rinnova in modo essenziale il metodo di lavoro delle istituzioni europee, i nuovi dirigenti hanno assunto le proprie funzioni a Bruxelles. Vi resteranno per gli anni a venire.Herman van Rompuy ha indicato chiaramente che intende fare della riforma economica la sua principale priorità. La crisi economica, difatti, ha messo chiaramente in luce le sfide con le quali l’Europa si dovrà confrontare negli anni futuri. Con il suo stile sobrio e modesto, tenterà di convincere i suoi colleghi, ma anche i cittadini europei, che la dinamica dei Paesi emergenti in Asia, la perdita di velocità della ricerca in Europa, l’inquietante dipendenza energetica e una popolazione in costante invecchiamento hanno bisogno di un sussulto a livello europeo per non correre il rischio di ritrovarsi fra vent’ anni in zona emarginazione.José Manuel Barroso, che guiderà la Commissione europea per la seconda volta e per un mandato di cinque anni, dirà pressappoco la stessa cosa, ma lui e gli altri 26 membri del collegio devono ancora trovare il loro stile ed il loro modo di fare politica per convincere. Molti nuovi membri della Commissione non sono ancora conosciuti fuori dal loro Paese d’origine. Alcuni possono appoggiarsi sull’esperienza di un secondo mandato. Pochissimi di loro hanno davvero lasciato intravedere un genuino entusiasmo europeo al momento della loro audizione davanti ai deputati europei.Tra questi ultimi bisogna citare Michel Barnier, il francese che torna alla Commissione dopo essere stato responsabile della politica regionale sotto Romano Prodi. Beninteso, la sua prestazione davanti ai parlamentari è stata molto ben preparata e le sue idee in materia di regolazione dei mercati finanziari o di maggiore apertura dei servizi al mercato comune sono apparse molto precise.Tuttavia, ciò che ha sorpreso nelle sue dichiarazioni è la sua intenzione di creare un maggiore attaccamento dei cittadini al mercato comune, di cui ha d’ora in avanti la responsabilità nell’istituzione fondamentale della costruzione europea. Incrementare il sentimento affettivo per il mercato unico sarebbe una priorità della sua azione, ha riconosciuto davanti ai parlamentari. Questa sembra un’intuizione giusta.Quale visionario, al momento della fine della seconda guerra mondiale, avrebbe potuto immaginare i progressi compiuti nella cooperazione pacifica delle nazioni europee? Chi avrebbe immaginato il grado raggiunto dall’integrazione europea? Ciononostante, l’attaccamento dei cittadini agli affari europei resta molto debole. In questo senso, Michel Barnier ha perfettamente ragione di volerne fare un punto forte della sua azione. Ma si può amare un mercato? Che sia unico, comune o interiore, il mercato non suscita veramente una relazione affettiva.Dopo la guerra, i tedeschi hanno saputo dedicarsi al “Soziale Marktwirtschaft”. Gli architetti di questo regime economico si sono lasciati direttamente ispirare dall’insegnamento sociale della Chiesa. La nozione di un'”economia di progressione sociale” è ormai fissata nell’articolo 3 del Trattato di Lisbona. Forse Michel Barnier sarebbe meglio ispirato se si basasse su questa nozione. Infatti, accanto all’economia di mercato, che possiamo trovare utile, anzi indispensabile, c’è l’aggettivo “sociale”, che rievoca la cura e l’attenzione degli uni nei confronti degli altri. Contiene una promessa di carità e di aiuto concreto contro gli enormi rischi della vita che può toccare i nostri cuori.Detto questo, si tratta soltanto di una riflessione supplementare a proposito del nuovo commissario europeo per il mercato comune. La filosofa Simone Weil, che è diventata cristiana alla fine della sua vita, ha scritto nel suo libro “L’Enracinement” che bisognerebbe “nutrire e alimentare il sentimento per l’unificazione europea”. Era il 1943 e ci si trovava in piena guerra. Nella pace europea del 2010, questa rimane un’estrema urgenza.