CHIESA E MEZZOGIORNO
Un vescovo del Sud e un vescovo del Nord
Frutto del lavoro di tutti i vescovi italiani, il documento sul Mezzogiorno, dal titolo "Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno", è stato diffuso dalla Cei mercoledì 24 febbraio. Il SIR ha raccolto i commenti di mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo e vicepresidente della Cei per il Sud, e mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace.
Un segno di solidarietà e fiducia. Il documento rappresenta "un segno di solidarietà e di fiducia offerto a tutta la nazione", commenta mons. Agostino Superbo, rilevando che esso "giunge da tutti i vescovi italiani", come già l’altro testo "Sviluppo nella solidarietà. Chiesa italiana e Mezzogiorno", pubblicato nel 1989 e al quale questo fa esplicito riferimento sin dal principio. L’arcivescovo ricorda che "è nello stile del Vangelo partire dalle debolezze e dalle fragilità per donare, anche a chi si sente forte, l’incredibile ricchezza della speranza". Nel documento, aggiunge, "non manca lo stile realistico dell’analisi delle povertà, mentre si constatano aspetti di validità del cammino percorso dal 1989 ad oggi. Tutto è un segno di amore per la propria terra, anche il riconoscere la piaga profonda della criminalità, che crea, ancora, lutti e sofferenze alla gente del Sud". I vescovi italiani, prosegue mons. Superbo, "riaffermando la scelta della condivisione fraterna, riconoscono l’impegno di promozione umana manifestato dalla parte migliore della Chiesa nel Sud" che, come si legge nel documento, "si è presentata come testimone credibile della verità e luogo sicuro dove educare alla speranza per una convivenza civile più giusta e serena".
Creare un rinnovamento. "I molteplici frutti del lavoro umile e silenzioso delle Chiese del Sud, illuminato dai coraggiosi testimoni che hanno donato la loro vita per l’annuncio del Vangelo, vanno dalla vitalità del laicato alla fecondità di vocazioni alla vita consacrata e al ministero ordinato", ricorda mons. Superbo. "Questi frutti dice l’arcivescovo vengono presentati a tutta l’Italia, affinché possano essere un vero punto di forza nella creazione di un rinnovamento, che appare urgente, ma che sarà autentico solo se sarà basato, come affermato più volte dal Papa, ‘sulla trasformazione delle coscienze’ e andrà decisamente nella direzione del riconoscimento effettivo dei valori, che rendono dignitosa la vita dell’uomo". L’invito finale del documento al "coraggio della speranza", spiega ancora mons. Superbo, presenta "le caratteristiche della concretezza e della solidità: si fonda, infatti, sulla fiducia nell’opera del Signore, incessante e inesauribile, ed è proposto all’interno di un grande progetto educativo, pensato e attuato per dare risposta alle grandi sfide culturali del nostro tempo". In questo modo, conclude, "viene tracciato un itinerario di crescita per una ‘nuova generazione di cristiani’, pronti a porre competenza, creatività e coraggio al servizio di un’Italia solidale, in cui l’attenzione efficace e privilegiata ai poveri determinerà la realizzazione della giustizia per tutti".
Scoprire le ricchezze del Sud. "Imparare a guardare al Sud senza mettere a fuoco solo gli aspetti negativi, scoprendo le ricchezze che pure ci sono", è una delle indicazioni del documento ad avviso di mons. Arrigo Miglio. Il vescovo punta l’attenzione sulla "reciprocità", temine "risuonato più volte" durante la preparazione del testo, che è "espressione di tutto l’episcopato italiano", da Nord a Sud. "Reciprocità spiega significa maggiore conoscenza, nella consapevolezza che le Chiese del Nord hanno molto da ricevere da quelle del Sud". Il vescovo ricorda "l’esperienza emblematica del Progetto Policoro", ma anche "le forme di pietà popolare, ancora radicate nel Mezzogiorno, mentre al Nord non sono più conosciute". Talora queste forme vanno "purificate" da apporti che vanno al di là del senso religioso, ma "indubbiamente costituiscono un patrimonio che per molte Chiese del Nord è da riscoprire". Ancora, mons. Miglio pone l’attenzione sulle "vocazioni di speciale consacrazione", la cui presenza numerosa nel Meridione si contrappone alla scarsità che si registra nelle diocesi del Nord Italia.
Solidali perché "il Paese non crescerà se non insieme". "Dal punto di vista dell’educazione aggiunge dobbiamo prestare attenzione alla famiglia, risorsa ancora forte nel Mezzogiorno d’Italia rispetto ad alcune zone del Nord. E anche la questione demografica nel Sud si pone in maniera diversa". Il documento, precisa il vescovo, "in più punti mette in guardia dalla tentazione del vittimismo: il Sud deve avere coscienza delle proprie possibilità e delle risorse". Fin dal titolo, infine, si richiama la "solidarietà", dal momento che "il Paese per crescere bene dev’essere solidale". "È una convinzione, questa, già espressa dai vescovi italiani in occasione del precedente documento sul Mezzogiorno, nel 1989", annota mons. Miglio, convinto che "il Paese non crescerà se non insieme".