La disoccupazione colpisce più gli uomini delle donneSfiorano la cifra di 23 milioni i disoccupati nell’Ue27: lo rivela Eurostat nel diffondere i dati di gennaio 2010. Secondo l’istituto statistico della Commissione, “nella zona euro (16 Stati) il tasso di disoccupazione si è stabilito al 9,9% a fine gennaio, immutato rispetto a dicembre 2009”. Un anno fa il tasso era all’8,5%. Nell’Unione a 27, invece, lo stesso dato è al 9,5%. Nel solo mese di gennaio i disoccupati nell’Europa comunitaria sono aumentati di 136mila unità. Per quanto riguarda i singoli Paesi, il saggio dei senza lavoro è più basso nei Paesi Bassi (4,2%) e in Austria (5,3%); è invece ai massimi livelli in Lettonia (22,9%) e in Spagna (18,8%). Su base annua, “tutti i Paesi aderenti hanno riscontrato un aumento della disoccupazione”: gli aumenti più modesti si riferiscono a Germania (dal 7,2 al 7,5%), Lussemburgo, Belgio; gli aumenti più consistenti si riferiscono invece alla Lettonia (passata dal 12,3 al 22,9%), alla Lituania e all’Estonia. Ancora: “Tra gennaio 2009 e gennaio 2010 la percentuale di disoccupazione degli uomini è passato da 7,8 a 9,7 nell’Ue27. Per le donne si è passati invece dall’8,1 al 9,3%”. Infine il tasso dei senza impiego tra i giovani sotto i 25 anni ha raggiunto a gennaio di quest’anno il 20,9% nell’Europa comunitaria.Cile e Francia: interventi Ue per le catastrofi naturaliTre milioni di euro: è il primo stanziamento da parte della Commissione Ue per far fronte ai danni causati dal terremoto che ha colpito il Cile. “La cifra andrà alle organizzazioni che sono operative sul posto”, ha spiegato la commissaria agli aiuti umanitari Kristalina Georgieva. I fondi – che dovrebbero aumentare di consistenza in questi giorni – sono gestiti da Echo, l’apposito ufficio dell’Esecutivo. Lo stesso presidente della Commissione José Manuel Barroso segue gli sviluppi della situazione, raccordandosi con la presidenza stabile del Consiglio Ue, l’Alto rappresentante per la politica estera e la presidenza di turno spagnola. Ancora Barroso ha espresso domenica 28 febbraio la “solidarietà e la vicinanza” alle regioni europee, e in particolare la Francia, colpite dalla tempesta Xynthia. “Anche in questo caso – ha affermato il presidente della Commissione – l’Ue è pronta a mobilitarsi per portare soccorso alle popolazioni, qualora fosse richiesto” dagli Stati colpiti dalla catastrofe naturale.Foreste, funzione ambientale e socio-economicaLe foreste e le altre aree boschive “ricoprono quasi 176 milioni di ettari”, “vale a dire più del 42% del territorio” comunitario. “Negli ultimi 60 anni le foreste dell’Ue si sono continuamente ampliate fino a costituire oggi il 5% dell’area boschiva del mondo”. La Commissione fornisce queste indicazioni per mostrare l’importanza “ambientale, economica e sociale” che le foreste ricoprono nei 27 Stati aderenti all’Unione. Su questo tema l’Esecutivo ha infatti adottato il 1° marzo un Libro verde che “delinea le opzioni possibili per definire un approccio” comune “in materia di protezione delle foreste”. Il Libro verde apre una discussione pubblica che si protrarrà fino al 31 luglio prossimo e che vede alcune tappe prestabilite, fra cui la conferenza internazionale del 6 e 7 aprile a Valsain, in Spagna, e una a Bruxelles il 3 giugno al fine di comprendere se occorrono interventi normativi o specifici progetti Ue per la salvaguardia del patrimonio boschivo. “Le foreste europee sono una risorsa preziosa che deve essere protetta dalle conseguenze negative dei cambiamenti climatici e dal pericolo di perdita della biodiversità”, ha spiegato il commissario all’ambiente Janez Potocnik. “Dobbiamo riflettere su quale valore aggiunto un’azione europea può apportare agli sforzi nazionali tesi a proteggere le foreste”. Aumentano gli ettari di terreno per l’agricoltura “bio” Cresce, con dati complessivamente pur sempre modesti, l’agricoltura biologica nei 27 Stati Ue. La superficie consacrata a questi tipi di colture rappresentava (dati 2008) 7,8 milioni di ettari, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. Si tratta del 5% circa della superifice totale coltivata nell’Europa comunitaria. Confrontando i dati disponibili, relativi al periodo 2005-2008, l’aumento delle superfici raggiunge, in quattro anni, il 21%. Lo attesta uno studio di Eurostat, che segnala anche i Paesi che dedicano più spazi all’agricoltura “bio”: la Spagna è in prima posizione con 1,3 milioni di ettari, seguita da Italia, Germania, Regno Unito e Francia. Una crescita dei terreni dedicati alle produzioni bio riguarda tutti i Paesi Ue (ad eccezione dell’Italia, dove si registra un -13%), con in testa Spagna, Bulgaria, Slovacchia, Ungheria e Grecia. Tra le colture biologiche diffuse si segnalano cereali, foraggi, legumi e patate.