Pensare, scrivere, attuare

SETTIMANA SOCIALE

“Il Risorto pellegrino cerca i suoi, cerca perennemente ogni uomo nei suoi nascondigli e ci invita, a nostra volta, a cercarlo nei Suoi nascondimenti, a riconoscerLo nel volto degli ultimi della storia, nei quali egli perennemente sosta come dentro una Sua dimora. Nasce così la Speranza”. La Speranza di un Dio che é “presente” anche quando appare “assente”; la speranza di una “ricerca” che “può giungere all”incontro’, di una sete che può essere saziata, di un’attesa che si concluda con l’abbraccio”. È quanto scrive mons. Vittorio Mondello, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, in un messaggio ai fedeli della diocesi – datato 14 marzo – per la Pasqua e in vista della prossima Settimana Sociale dei cattolici italiani – sul tema “Cattolici nell’Italia di Oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del Paese” – che si svolgerà proprio a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre.

I tre verbi. “In un contesto completamente nuovo, e dentro una cultura permeata sempre dai valori cristiani, ma insidiata, tra l’altro, dal diffondersi di un relativismo esasperato”, scrive mons. Mondello, il tema delle Settimane Sociali “ci impegnerà in una direzione finora non attraversata: quella di pensare, scrivere e attuare un’Agenda di speranza per il futuro del Paese. Dico ‘pensare, scrivere e attuare’. Si tratta di ‘agenda’” e “agenda” è “una parola della lingua latina: significa le cose che devono essere fatte'”. Dopo aver ricordato che 50 anni fa la città dello Stretto ospitò (25 settembre-1 ottobre 1960) la 33ª Settimana Sociale sul tema delle migrazioni, mons. Mondello sottolinea che oggi è necessario “pensare”; è “importante scrivere ciò che si è pensato; ma è indispensabile attuare ciò che viene pensato e scritto”. E ciò in vista del “futuro del Paese”. Un futuro che sarà “fragile, se non si lotterà, insieme e con passione”, per il “bene comune” di tutti. E tutto questo avviene, spiega, in una stagione “difficile, non solo dell’Italia, ma dell’Europa e del mondo; e non solo a motivo della crisi economica internazionale, ma a motivo di una crisi esistenziale più profonda, che tocca il senso stesso della vita dell’uomo e del suo essere nel mondo”. Per questo, “l’Agenda di speranza per il futuro del Paese” é un “impegno che ci coinvolge pienamente”.

Il cammino della Chiesa reggina. La Chiesa reggina da tempo sta “camminando” verso questo appuntamento: si è costituito un apposito Comitato che si raduna periodicamente “per dare il suo contributo di riflessione, di proposte e di concreto sostegno allo svolgersi di quelle giornate; il settimanale interdiocesano “L’Avvenire di Calabria” che “si distingue nel tenere desta l’attenzione di tutti su questa singolare tappa del nostro cammino ecclesiale” con una serie di spunti che invitano a “conoscere, pensare, riflettere, operare”. Occorre ora – scrive mons. Mondello – che “tutte le realtà della nostra Chiesa locale si mobilitino in vista del singolare appuntamento: le parrocchie, le associazioni, i gruppi, i movimenti”. Tutto il mondo ecclesiale deve diventare un “popolo che cammina” per essere “pronto ad ottobre ad accogliere, accompagnare, condividere, dialogare… vivere insomma, con i cattolici dell’Italia intera, una indimenticabile esperienza che potrà diventare oltremodo significativa per la storia di questo territorio, oltre che per il cammino cristiano dell’Italia intera”.

Problemi e proposte per una nuova Italia. “Quello che il Comitato scientifico, che organizza le Settimane Sociali – prosegue il messaggio – si attende è che da questa mobilitazione, nostra e dell’Italia intera, emergano un insieme di pochi problemi intorno ai quali si realizzi una serena analisi, una discussione approfondita, un discernimento comunitario, per giungere a delle proposte operative, concrete, precise, da offrire all’intera Nazione come contributo dei cattolici italiani alla crescita del Paese e del suo futuro. Problemi e proposte operative da scegliere, ovviamente, all’interno della vita della gente, dei problemi culturali, politici ed economici, all’interno del cammino dei giovani e dei fanciulli, dentro lo spessore delle famiglie, o nell’esperienza della sofferenza, nel panorama insomma della vita e del suo valore”. L’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova esprime “il compiacimento a tutte quelle realtà della Chiesa diocesana che hanno già cominciato questa sorta di ‘laboratorio comunitario di base'” ed esorta tutte le altre ad iniziare a “vivere la stessa esperienza, che sicuramente servirà per coinvolgere l’intero Popolo di Dio che è in Reggio Calabria-Bova in questo progetto dei cattolici italiani che si avvia a stilare l’Agenda di speranza per il futuro dell’intero Paese”. Un’Agenda che sarà ufficialmente definita e scelta, ad ottobre, “più o meno nell’imminenza di una data storica per l’Italia, qual è quella dei 150 anni dalla sua Unità, che ricorre nel 2011″ e che affonda le sue radici molto più in là nel tempo, alle origini stesse del cristianesimo e della sua storia”.

(12 marzo 2010)