GIOVANI E CHIESA
Con Benedetto XVI nella sera dell’Annunciazione
Eccoli in piazza san Pietro, eccoli con la loro gioia e le loro preoccupazioni, eccoli a fare domande, ad ascoltare le risposte. Eccoli a pregare.
Sono 70.000 da Roma e dal Lazio.
Tra due giorni, Domenica delle Palme, verranno anche da molte altre parti del mondo.
All’inizio del pontificato di Benedetto XVI qualcuno aveva previsto un loro allontanarsi dal nuovo Papa perché troppo grande e bella era stata l’avventura vissuta in tanti anni con Giovanni Paolo II.
Previsioni subito smentite, fin dal primo momento non è stato così.
I giovani vanno oltre le analisi e puntano all’essenziale.
Nella sera dell’Annunciazione, con i sacerdoti che li accompagnano nella vita, hanno stretto Benedetto XVI in un abbraccio più vigoroso del solito.
Hanno appreso la lezione di papa Wojtyla che sempre li invitava ad amare la Chiesa e i suoi pastori e a seguirli con l’entusiasmo, la serietà, l’audacia della loro età.
Loro, i giovani, hanno capito lo spessore dell’umanità, della spiritualità, del magistero di questo Papa e non l’hanno più lasciato solo.
Hanno incontrato il suo volto.
Hanno compreso che in questi giorni il crescendo di attacchi contro di lui, peraltro non nuovi e neppure rari nella storia della Chiesa, ha uno scopo preciso: svuotare la sua parola per togliere a loro il motivo di un’intesa profonda, pensata e cercata con lui.
I giovani non amano chi vuole zittire una voce che inquieta la coscienza, una voce che le chiede di rimanere vigile di fronte al bivio tra la verità e la menzogna perché qui si compie la scelta definitiva nella ricerca della felicità.
I giovani in piazza san Pietro, come in altre piazze del mondo, non sono degli sprovveduti sanno che chi tenta di spegnere la voce della Chiesa indossa le maschere più diverse.
Sanno che dietro questo tentativo c’è il disegno del nulla.
Sanno altrettanto bene che il Papa non ha bisogno di difensori ma di testimoni.
A difenderlo c’è Qualcuno che da sempre veglia su di lui.
Il Papa chiede testimoni.
I giovani sanno che la sua domanda, come quella di Giovanni Paolo II, è di cercare e di incontrare Colui che riempie la vita di gioia, di pensieri grandi, di gesti belli, di scelte anticonformiste, di responsabilità.
Non indica scorciatoie, per primo si mette in cammino lungo una strada in salita, una strada che porta in alto.
È la strada maestra dei “sì” alla bellezza, alla verità, alla felicità: quella che i giovani cercano anche oggi.
Con loro è il Papa, é la Chiesa dei “sì”, di quei grandi “sì” che stanno alla radice dei “principi non negoziabili” come stanno alla radice dell’impegno per una società più giusta e più solidale.
È quella Chiesa che proprio la sera dell’Annunciazione in piazza san Pietro ricorda il “sì” di una giovane donna, un “sì” che ha cambiato la direzione della storia.
I giovani questo lo sanno ed è nel “sì” di Benedetto che ne risentono un’eco che viene da lontano, che appartiene all’eterno.
Paolo Bustaffa