Irlanda: il card. Brady su dimissioni mons. MageeIl Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Cloyne (Irlanda), presentata da mons. John Magee, in conformità al Codice di Diritto Canonico. Il vescovo si era già autosospeso dall’incarico il 7 marzo del 2009 e la diocesi di Cloyne era stata affidata dal Pontefice all’arcivescovo di Cashel e Emly, mons. Dermot Clifford, nominato amministratore apostolico. In una nota diffusa il 24 marzo dalla Conferenza episcopale irlandese si spiega che l’amministratore apostolico è nominato temporaneamente a governare una diocesi quando circostanze “speciali e molto gravi” rendono questo incarico vagante. Nella stessa nota mons. Clifford, “ringrazia il vescovo Magee per la cooperazione” data quest’anno per la guida della diocesi. “Chiedo – ha aggiunto – continue preghiere e supporto ai fedeli laici, ai preti e ai religiosi della diocesi di Cloyne per tutti coloro che hanno sofferto di abuso”. “Chiedo scusa e perdono – scrive da parte sua il vescovo Magee in un comunicato-confessione – a coloro che ho deluso in qualsiasi modo, o che hanno sofferto per qualche mia omissione”. Sulle dimissioni accettate dal Papa, si pronuncia anche il card. Seán Brady, Arcivescovo di Armagh e Primate di tutta l’Irlanda. “Desidero – si legge in un comunicato diffuso dall’ufficio comunicazioni sociali della Conferenza episcopale irlandese – riconoscere il ministero lungo e variegato del vescovo John Magee nella Chiesa. Lo ringrazio per il suo contributo ai lavori della Conferenza episcopale irlandese negli ultimi venti anni, in particolare nel campo della liturgia. Gli assicuro le mie preghiere e gli auguro buona salute per il suo ritiro”. “Tuttavia – prosegue il cardinale – più di tutti nei miei pensieri in questi giorni sono quelli che hanno subito abusi da parte di clero e coloro che si sentono arrabbiati e delusi dalla risposta spesso inadeguata dei capi della Chiesa”. Polonia: “no” dei vescovi a fecondazione in vitroIn occasione della Giornata della sacralità della vita, celebrata in Polonia ieri 25 marzo, e della Giornata nazionale della vita (24 marzo), il gruppo di esperti della Conferenza episcopale polacca (Kep) ha pubblicato il documento contenente i motivi dell’opposizione della Chiesa al ricorso alla fecondazione assistita in vitro. Il documento è stato annunciato dall’Ufficio stampa della Kep come contenente una “valutazione totalmente negativa del metodo di fecondazione extrauterina in quanto contraria alla fede cristiana, inaccettabile moralmente, e pericolosa sia per il bambino che per la madre”. Il testo, afferma il comunicato, “è stato concordato con il Presidio della Kep, non è quindi una semplice valutazione bensì un documento ufficiale della Chiesa polacca”. Gli esperti, pur contrari alla fecondazione in vitro, rilevano tuttavia che !i figli concepiti con quel metodo dovrebbero essere accolti con rispetto e amore in quanto, come ogni persona umana, meritevoli di godere in pieno dei diritti dell’uomo”. Il documento inoltre, ricordando che “il metodo in vitro porta allo sviluppo e alla nascita del 5-10% dei feti mentre la restante percentuale è condannata alla morte”, sottolinea la rilevanza della “sindrome in vitro” che colpisce non solo i genitori dei figli così concepiti ma potrebbe in futuro colpire anche i figli stessi !venuti a conoscenza del fatto che la loro nascita è stata possibile al prezzo della morte dei fratelli allo stato embrionale”. Il testo infine raccomanda il ricorso ai “metodi alternativi alla fecondazione assistita in vitro” sottolineando soprattutto l’importanza delle cure contro l’infertilità e si appella a tutte le famiglie che “con coraggio e amore potrebbero adottare i bambini provenienti da orfanotrofi”.Slovacchia: i vescovi contrari al nuovo casinòI vescovi cattolici della Slovacchia si sono espressi contro la costruzione di un parco dei divertimenti e di un casinò nell’area di Bratislava, al confine con l’Austria. Come riportato il 23 marzo dall’agenzia di stampa Kathpress, nel corso dell’ultima assemblea plenaria la Conferenza episcopale slovacca ha espresso perplessità nei confronti di qualsiasi tipo di gioco d’azzardo. I vescovi hanno inoltre criticato “una politica che favorisce anche a livello fiscale la realizzazione di grandi progetti eticamente discutibili”. “I giochi d’azzardo sono eticamente controversi poiché nocciono alle persone e alla società” e pertanto “sono dubbi anche i presunti vantaggi economici”, hanno affermato i vescovi sostenendo la loro tesi con il risultato di studi scientifici su questo tema. Accanto a un elenco degli effetti negativi causati dal gioco d’azzardo, la Conferenza episcopale ha espresso parere contrario sulle nuove normative promosse in tal senso dalle autorità slovacche. Secondo “Harrah’s”, l’azienda statunitense leader del settore che dovrebbe costruire il casinò, il parco dei divertimenti di Bratislava dovrebbe diventare uno dei più grandi d’Europa. Sulla realizzazione del progetto si sono divisi anche i partiti politici in Slovacchia, nell’imminenza delle elezioni del Consiglio nazionale slovacco che si terranno il 12 giugno prossimo.