LIGURIA

Un bilancio di cinque anni

Informazione utile purché non sia occasionale

Per la prima volta, la Regione Liguria, al termine di una legislatura, ha pubblicato un bilancio di mandato che è stato reso disponibile sia in formato cartaceo sia tramite internet attraverso il sito ufficiale della Regione Liguria (www.regione.liguria.it). In circa duecento pagine è stata inserita una documentazione del lavoro svolto e delle attività avviate nel corso della legislatura, prendendo come punto di partenza il programma di Governo presentato nel 2005, al fine di poter valutare l’azione del Governo regionale nell’ultimo quinquennio. Tra gli argomenti, ambiente, territorio, turismo, commercio, porti, logistica, infrastrutture, industria, ricerca, sanità e politiche sociali, formazione e diritto allo studio, sicurezza, cultura e spettacoli. Il testo è stato curato da Liguria Ricerche con la collaborazione degli uffici regionali.Conoscere per giudicare e migliorare. È uno strumento utile per “conoscere”, per “giudicare” e, dove è possibile, “migliorare” ma è uno strumento che è stato sottovalutato dagli stessi politici che lo hanno commissionato perché avrebbe potuto costituire la base per un nuovo programma di governo. È il commento di Paolo Petralia, presidente Anspi Liguria. “Pubblicare il bilancio di un’esperienza – ha spiegato Petralia – comporta sempre di aver fatto in precedenza una sintesi di quanto svolto e inevitabilmente esprimere poi un giudizio di merito su quanto emerge”. Nello stesso tempo “richiede un metodo oggettivo e rigoroso per raccogliere e presentare i dati, certi e misurabili, mancando la certezza del quale il lavoro non assume valore obiettivo e universale, connotandosi di autoreferenza”. Il bilancio di mandato si configura come strumento utile per valutare l’operato degli amministratori in maniera più oggettiva. “Leggere il bilancio di mandato di un ente quale la Regione rappresenta un’opportunità per conoscere meglio cosa ha fatto la Regione e potrebbe anche consentire una valutazione in termini oggettivi, e non solo propagandistici, dei risultati ottenuti”. In questo senso, ha precisato, questa pubblicazione “rappresenterebbe un valore aggiunto, nel solco di quelle azioni divulgative e partecipative che in altri settori sono ormai ben consolidate, come la pubblicazione delle carte dei servizi e dei bilanci sociali”. Petralia ha quindi sollevato una domanda che deriva dal “metodo con cui questo testo è stato redatto”, ossia “perché non aver fondato su un’analisi oggettiva i programmi per la prossima legislatura, come si fa in tutti i processi di verifica e riprogettazione, o almeno del nuovo programma della stessa coalizione che ha governato in questo quinquennio e che quindi ha realizzato quanto descritto in questo bilancio di mandato”.Strumento per il confronto. Enrico Cimaschi, presidente dell’Associazione Cineguida Cineclub Nickelodeon e coordinatore degli animatori della cultura e della comunicazione della diocesi di Genova, ha desiderato prima di tutto “evidenziare la buona norma di presentare a fine mandato un bilancio delle cose fatte”. “Questa – ha proseguito – è una metodologia che permette di confrontarci sui contenuti della politica di Governo” e non su scontri preconcetti. Per quanto riguarda il settore dello spettacolo e della cultura, Cimaschi ha poi evidenziato il problema che coinvolge i soggetti medi e piccoli – comprese le numerose attività culturali legate al volontariato – che difficilmente riescono a competere con i grandi enti culturali nei quali spesso confluisce la maggior parte delle risorse economiche pubbliche e private. Tale situazione, ha spiegato, è segno della “mancanza di una politica che esca fuori dai problemi di bilancio dei grandi contenitori culturali per ricominciare a fare cultura fra la gente”. “Fare cultura – ha continuato Cimaschi – presuppone investimenti nei centri di aggregazione territoriali e nel sostegno concreto a chi vuole sfruttare i propri talenti in campo artistico”.Innovazione importante. “Un quadro conoscitivo molto dettagliato, che permette di valutare i progetti e le azioni dell’ente, un’innovazione importante che dovrebbe diventare una buona prassi per tutte le amministrazioni locali, non solo per la Regione”. È il commento di Giovanni Sollenni, presidente provinciale di Genova del Movimento cristiano lavoratori, il quale spiega come “forme di comunicazione diretta come questa possono davvero contribuire a ridurre le distanze tra istituzioni e cittadini, altrimenti costretti a valutare solo in base a interviste, dichiarazioni e opinioni”. Un passo verso la chiarezza e la trasparenza. “È importante – ha aggiunto – avere amministrazioni capaci di ‘parlare’ molto e in modo trasparente, per meglio comprendere come funzionano gli enti, per capire i motivi di certe scelte, per poter applaudire a ciò che si ritiene buono e criticare quello che non piace”. In conclusione “simili iniziative servono a gettare le basi per un dialogo più ampio, partecipato e proficuo, utile ai cittadini ma anche agli stessi amministratori”.a cura di Adriano Torti(31 marzo 2010)