EDITORIA

Un atto inaccettabile

La sospensione delle agevolazioni postali

“Raddoppiare le spese postali, da un giorno all’altro, subito dopo le elezioni, costituisce un atto inaccettabile”, è necessaria perciò “l’immediata sospensione del decreto”. È quanto chiedono i 186 settimanali cattolici della Fisc (la Federazione che li raggruppa) in una lettera, a firma del presidente don Giorgio Zucchelli, inviata ieri (1° aprile) al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e ai sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti. Nella lettera le testate (circa un milione di copie a settimana) esprimono “sconcerto” per il decreto interministeriale del 30 marzo 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo, in base al quale vengono soppresse le tariffe agevolate postali per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica. Il decreto è in vigore da ieri, 1° aprile. Sulla stessa posizione della Fisc anche il Forum del Terzo Settore, molte Organizzazioni no profit, associazioni e Federazioni. Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera dei settimanali Fisc.

La Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) ha letto con sconcerto il decreto con cui il ministero dello Sviluppo Economico dispone la sospensione fino al 31 dicembre 2010 delle agevolazioni postali per l’editoria.
Di fatto tutti i settimanali che hanno consegnato le loro copie alle poste per la spedizione, questa mattina 1° aprile, si sono trovati di fronte alla richiesta di integrazione delle spese di spedizione, con un incremento di oltre il 121%.
Ci chiediamo come sia possibile un intervento improvviso di tal genere che potrebbe causare la chiusura di un considerevole numero delle nostre testate cattoliche diocesane. Lo consideriamo un atto gravissimo e antidemocratico perché viene a colpire il pluralismo dell’informazione. Mi permetta di dirle che costituisce anche una sorta di attacco all’informazione della Chiesa cattolica, cosa che dal Governo mai ci saremmo aspettati.
Le agevolazioni postali sono approvate dal Parlamento della Repubblica da decenni con leggi che ne fissano i criteri di applicazione e demandano ai decreti ministeriali esclusivamente la misura delle tariffe e delle conseguenti agevolazioni. I decreti, quindi, non hanno altra funzione che quella di eseguire concretamente la volontà del Parlamento. E solo quest’ultimo può disporre la sospensione delle agevolazioni e, quindi, la fine di questa forma di sostegno all’editoria.
A nulla vale la considerazione secondo la quale la sospensione delle agevolazioni sarebbe dovuta all’esaurimento del Fondo nel bilancio della presidenza del Consiglio dei ministri. A partire dalla Legge 46 del 2004 (art. 3, 1° comma) è stato previsto, e sempre ribadito, che il rimborso a Poste Italiane per le agevolazioni viene effettuato nei limiti dello stanziamento previsto nei capitoli. Ma la norma prevede che siano i rimborsi a Poste Italiane a dipendere dall’ammontare dello stanziamento, non le tariffe agevolate. Quindi anche qualora venissero meno i fondi (come viene affermato nell’attuale frangente), mai dovranno cessare le agevolazioni postali, perché verrebbe aggirata la volontà del Parlamento.
La Fisc esprime la massima contrarietà a questo provvedimento che arriva soprattutto improvviso e in un momento in cui tutti gli editori hanno già chiuso la campagna abbonamenti e programmato l’attività del 2010. Un provvedimento che va ad aggiungersi a quello di cui all’art. 10 sexies comma 1 della legge 26 febbraio 2010, n. 25, recante conversione in legge con modifiche del DL 30/12/2009 n. 194, e che infligge un colpo mortale all’editoria periodica locale che è per la gran parte distribuita in abbonamento.
La Fisc chiede, quindi, l’immediata sospensione del decreto, in attesa di definire, con una corretta e tempestiva regolamentazione le agevolazioni complessive del settore editoriale. Non possiamo credere che il Governo si assuma la responsabilità della chiusura di numerose testate cattoliche nell’intero Paese, testate che costituiscono una rete informativa positiva, completa e seria sul territorio (186 giornali per circa un milione di copie) per il bene della società italiana. È fin troppo ovvio che raddoppiare le spese postali, da un giorno all’altro, subito dopo le elezioni, costituisce un atto inaccettabile.
Fiducioso che il nostro appello verrà attentamente considerato e assicurando la nostra piena disponibilità ad un confronto immediato, le invio i più deferenti ossequi miei e dell’esecutivo della Fisc.

Giorgio Zucchelli
presidente Fisc