SCANDALO ABUSI

Svizzera, Germania, Belgio

Svizzera: “fare piena luce sul passato”I vescovi svizzeri si dicono “mortificati e sgomenti per i casi di abusi sessuali nella pastorale” e chiedono che “venga fatta piena luce sul passato”. “Dobbiamo riconoscere di aver sottovalutato l’ampiezza del fenomeno – si legge in una dichiarazione della Conferenza episcopale diffusa il 31 marzo -. I responsabili nelle Diocesi e negli Ordini religiosi hanno compiuto errori” per i quali “chiediamo perdono”. Dai vescovi l’incoraggiamento a chi ha subito abusi a recarsi presso i centri diocesani di consulenza, ed a sporgere eventuale denuncia. “Ci importa – affermano – che venga fatta piena luce sul passato”. Ai colpevoli di tali abusi i presuli chiedono di “assumere le loro colpe dinanzi a Dio e agli uomini, presentandosi al loro responsabile”, mentre ringraziano chi vive “la vocazione nella fedeltà”. La nota rammenta che già nel 2002 la Conferenza dei vescovi svizzeri aveva emanato “speciali direttive, incentrate sugli interessi delle vittime, la prevenzione degli abusi e il conseguente agire nei confronti dei colpevoli”. “Applicheremo queste direttive, aggiornate nel 2009, con vigore” assicurano i presuli, secondo i quali occorre migliorare “la collaborazione tra diocesi e ordini religiosi, anche a livello internazionale” mentre “i rispettivi responsabili devono essere certi” dell’integrità dei loro collaboratori. La questione sarà affrontata nella plenaria dei vescovi di giugno. Germania: attivato il numero verdeÈ stato attivato il 30 marzo il numero verde allestito dalla Conferenza episcopale tedesca per fornire consulenza alle vittime di abusi sessuali in organizzazioni ecclesiastiche. “Con questa offerta vogliamo incoraggiare le vittime che si rivolgono a noi, indipendentemente dal fatto che si tratti di casi caduti in prescrizione o meno”, ha detto mons. Stephan Ackermann, incaricato della Conferenza episcopale tedesca per i casi di abuso, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Treviri. “Vogliamo parlare, vogliamo sapere cosa è stato patito e stare accanto alle vittime”, ha aggiunto. Mons. Ackermann ha ringraziato le vittime che hanno trovato il coraggio di denunciare gli abusi: “In questo modo hanno contribuito in modo sostanziale a far sì che la Chiesa in futuro ponga maggior attenzione a ciò che avviene nelle nostre istituzioni, nelle nostre scuole, nei gruppi giovanili e negli asili. Faremo il possibile per ottenere che non si ripetano abusi in istituzioni della Chiesa cattolica”. Il presule ha inoltre rivolto un appello a “chi si è reso colpevole di questi atti, affinché riconosca la sua colpevolezza. Solo così si apre la via alla verità e alla riconciliazione”, ha concluso.Belgio: “a nulla serve piangere o nascondere””A nulla serve piangere o nascondere”: non usa mezzi termini mons. Johan Bonny, vescovo di Anversa. Gli scandali di abusi sessuali compiuti da uomini di Chiesa vanno affrontati “in modo risoluto e chiaro, con un visione di prospettiva volta a riedificare o restaurare la fiducia là dove è stata minata”. In un’intervista rilasciata nei giorni scorsi ad un quotidiano fiammingo, il presule ribadisce: “la Chiesa ha sottovalutato il problema degli abusi sessuali sui bambini anche se in questo campo non è la sola come dimostrano le tante inchieste che pendono su questo doloroso tema. Questo non deve, però, rappresentare una scusa, poiché la Chiesa ha una visione etica dell’uomo che la obbliga a prendere la difesa di colui che è più vulnerabile e debole. Di fronte ai danni provocati alle vittime ed al rancore profondo che ne deriva, esiste un obbligo di riparazione per giungere ad una guarigione. Nei casi di abusi non giuridicamente prescritti – aggiunge – la Chiesa chiede a tutti gli interessati di collaborare in modo costruttivo con la polizia e la giustizia. L’abuso è un delitto che deve essere trattato come tale, e davanti ad un delitto del genere il diritto canonico prevede anche la perdita della funzione o dello stato religioso”. “Nel trattare casi del genere – conclude – la Chiesa dovrà essere un esempio ed per questo che i vescovi hanno creato una commissione di esperti a disposizione delle vittime e dei loro familiari che gioca un ruolo utile di consiglio sia per le vittime che per i colpevoli”. Di questa commissione è referente per l’episcopato del Belgio, mons. Guy Harpigny, vescovo di Tournai, il quale, il 30 marzo, ha ribadito “la vicinanza e la solidarietà alle vittime” e chiesto ai vescovi, agli istituti religiosi di “prendere misure chiare per portare chi ha abusato dei minori davanti alla giustizia, a riconoscere i propri peccati davanti a Dio, a chiedere perdono e a riparare ai torti con mezzi appropriati. La posizione dell’episcopato belga – ha concluso – è ferma e in perfetto accordo con la Congregazione per la Dottrina della fede”.