Ucraina

La Chiesa greco-cattolica chiede uguaglianzaLa Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) chiede al presidente Viktor Yanukovych di garantire l’uguaglianza di tutte le chiese e organizzazioni religiose di fronte alla legge. “La legislazione ucraina – si legge in un testo inviato nei giorni scorsi a Yanukovych dal Sinodo dei vescovi del Supremo arcivescovato di Kyiv-Halych – prevede che tutte le nostre chiese e comunità religiose debitamente registrate presso le istituzioni statali godano di uguali diritti. Pertanto facciamo appello a voi, in qualità di garante della Costituzione”, affinché “questa uguaglianza di fronte alla legge e nella vita pubblica di tutte le chiese e organizzazioni religiose venga coscienziosamente rispettata”. “Proteggere solo una particolare confessione rispetto alle altre – è l’avvertimento dei vescovi – approfondirà la spaccatura tra cittadini e Stato che potrebbe essere molto dannosa per l’intera nazione ucraina”. La Chiesa greco-cattolica manifesta preoccupazione per il mancato rispetto, lo scorso 25 febbraio, della tradizione di invitare i leader di tutte le Chiese ucraine alla cerimonia congiunta nella cattedrale di Santa Sofia per l’insediamento di Yanukovych. Rammentando il monito evangelico sulle “tristi conseguenze di un regno diviso”, i vescovi ammoniscono: “Le forze che non apprezzano le tradizioni storiche” del Paese, non riescono a convivere “con il suo stato attuale e non associano ad esso il proprio futuro, stanno tentando di imporre all’Ucraina lo stesso scenario” mentre “la nostra nazione è pluriconfessionale”. A conclusione del documento i presuli sottolineano l’importanza di “norme etiche nella vita politica” e la necessità di “prestare attenzione alla spiritualità oltre che all’economia”. L’Ugcc conta nel Paese circa cinque milioni di fedeli.Il card. Husar parla on line con i migranti”Immigrazione: il compito della Chiesa nel ministero per i migranti”. Questo il tema della conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi a Kiev, alla quale è intervenuto il card. Lubomyr Husar, arcivescovo maggiore di Leopoli degli Ucraini. L’immigrazione, spiega una nota, “sarà il principale tema del Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) del 2010”. Per un paio d’ore il card. Husar ha quindi comunicato online con alcuni emigrati ucraini in diversi Paesi del mondo per raccogliere suggerimenti in vista dell’elaborazione di domande e raccomandazioni per il Sinodo patriarcale in materia di cura pastorale e assistenza sociale agli emigrati e alle loro famiglie in tutto il mondo. Attualmente, fa sapere l’Ugcc, quasi un quarto dei fedeli risiede all’estero per motivi di lavoro; per questo la Chiesa greco-cattolica ucraina può a buon titolo essere definita “Chiesa di migranti”. Richiamando il sinodo sull’immigrazione dello scorso giugno, i vescovi ucraini ribadiscono che “la Chiesa ha l’obbligo di alzare la voce a favore dei propri cittadini obbligati a emigrare” e chiedono “maggiore attenzione da parte delle istituzioni per questo fenomeno”. La Chiesa ritiene necessaria “l’esistenza a livello legislativo di una speciale categoria di cittadini ucraini – riconosciuti come lavoratori emigrati – ai quali assicurare statuto legale”. Urgente, secondo i vescovi, la creazione di “un unico organismo statale in materia di migrazioni”.A Leopoli mostra sui martiri della fedeÈ stata inaugurata nei giorni scorsi, presso il Museo nazionale di Leopoli “Andrey Sheptytskyj”, una mostra fotografica dedicata al 20° anniversario della legalizzazione della Chiesa greco-cattolica ucraina. “Verso la luce della resurrezione attraverso le spine delle catacombe” il titolo dell’iniziativa, realizzata dall’Istituto di storia della Chiesa dell’Università cattolica ucraina con il sostegno del Consiglio regionale di Leopoli, degli archivi del Dipartimento di Stato del Servizio di sicurezza, del Museo di storia delle religioni e del Centro di ricerca del movimento di liberazione. “Con questa mostra – spiega il direttore dell’Istituto di storia della Chiesa, padre Andrei Mykhaleiko – desideriamo esprimere gratitudine ai martiri e ai confessori della fede conosciuti e ignoti che” con la loro testimonianza “hanno reso possibile la rigenerazione della Chiesa sul suolo ucraino”. In esposizione materiale d’archivio dell’Istituto, tra cui ricordi di testimoni oculari e di persone che hanno partecipato attivamente alla vita della Chiesa negli anni della clandestinità, raccolti tra il 1992 e il 2009; documenti degli archivi di Stato e fotografie provenienti da collezioni private. “La mostra – proseguono gli organizzatori – copre un arco di tempo che va dal 1939 al 1991 e ripercorre le tre fasi della tragica ma eroica storia dell’Ugcc nel XX secolo: la violenta eliminazione, l’attività sotterranea e la legalizzazione nel 1989”. Illustrate “le vicende di rappresentanti del clero greco-cattolico, del monachesimo e del laicato”, testimoni di “profonda fede cristiana e di incrollabile lealtà alla Chiesa e alla nazione”.