COMMISSIONE UE
La via della coesione per uscire dalla crisi
Dopo aver messo nero su bianco il proprio programma di lavoro per il 2010 e le linee direttrici per l’intero quinquennio, la Commissione Barroso ha definito nei giorni scorsi alcuni documenti e proposte riguardanti vari ambiti di azione, fra cui l’applicazione del Trattato di Lisbona, la politica di coesione interna, i problemi relativi alla sanità mondiale.La parola ai cittadini. Anzitutto l’Esecutivo ha fissato le modalità operative mediante le quali i cittadini dell’Unione potranno – in base a quanto disposto dal Trattato di Lisbona – far giungere suggerimenti per nuove leggi comunitarie. “L’Iniziativa permetterà a cittadini dell’Unione, in numero di almeno un milione e appartenenti ad almeno un terzo degli Stati membri, di invitare la Commissione a presentare proposte legislative nei suoi settori di competenza”. La proposta stabilisce il numero di firme che è necessario raccogliere in ciascuno Stato membro, a seconda della popolazione, e “suggerisce che la Commissione esamini l’ammissibilità dell’iniziativa, una volta che siano state raccolte 300mila firme in almeno tre Stati membri”. Essa fissa inoltre un limite di tempo di un anno per raccogliere le altre firme e lascia alla Commissione quattro mesi per esaminare la proposta popolare e decidere come agire. Maros Sefcovic, responsabile per le relazioni interistituzionali, ritiene che l’Iniziativa “introdurrà nell’Ue una forma di democrazia partecipativa del tutto nuova. Si tratta di un reale progresso nella vita democratica dell’Unione ed è un esempio concreto di come si possa avvicinare l’Europa ai cittadini”. La Commissione “si augura che il Consiglio e il Parlamento raggiungano un accordo definitivo sull’Iniziativa dei cittadini prima della fine dell’anno in corso”, in modo che le prime proposte possano essere presentate già nel 2011.Coesione e sviluppo territoriale. Il collegio ha anche reso nota una relazione sui programmi di coesione dell’Ue per il periodo 2007-2013, secondo la quale negli ultimi tre anni dal budget comunitario sono usciti 93 miliardi di euro (27% dei finanziamento totali) diretti “a progetti d’investimento per promuovere l’occupazione e la crescita in Europa”. La relazione valuta il “ritmo di avanzamento” di ciascun Paese verso il raggiungimento degli obiettivi concordati ed “evidenzia in che misura gli Stati membri hanno allineato i rispettivi programmi agli obiettivi Ue nel campo della crescita economica e territoriale e dell’occupazione”. Il documento, rilevando anche alcuni aspetti problematici, “invita gli Stati membri a migliorare l’attuazione dei programmi e a utilizzare al meglio i fondi erogati, in particolare nel settore del trasporto ferroviario, in progetti chiave nei settori dell’energia e dell’ambiente e nell’ambito dell’inclusione sociale”. Johannes Hahn, commissario per la politica regionale, afferma: “La crisi economica mondiale ha avuto un impatto sull’attuazione” di tale ambito di azione comune, “tuttavia il quadro d’insieme è positivo e dimostra il successo della politica di coesione per quanto concerne gli investimenti nelle regioni”. L’attuazione delle strategie concordate procede “a un buon ritmo e i progressi compiuti in settori fondamentali quali la ricerca e lo sviluppo e l’innovazione sono particolarmente incoraggianti”. La relazione sottolinea che “milioni di europei e centinaia di migliaia di imprese” beneficiano dei programmi della politica di coesione: gran parte di queste risorse sono state destinate a investimenti per ricerca, innovazione, apprendimento permanente e politiche attive del mercato del lavoro. Nel periodo 2007-2013, attraverso i suoi tre fondi – Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo e Fondo di coesione – l’Ue investirà in tutto 347 miliardi di euro.Cura della salute a livello mondiale. Nei giorni immediatamente precedenti le vacanze pasquali, la Commissione ha infine adottato una serie di proposte che “mirano a rafforzare il ruolo mondiale dell’Unione europea nel campo della sanità e a dare maggiore efficacia all’azione svolta dall’Europa per aiutare i Paesi in via di sviluppo a raggiungere gli Obiettivi del millennio”. Le proposte della Commissione, hanno spiegato in una nota congiunta i commissari Andris Piebalgs, John Dalli e Máire Geoghegan-Quinn, “per migliorare le condizioni sanitarie nel mondo si articolano attorno a quattro cardini”: una gestione mondiale “più democratica e coordinata”; un “impegno collettivo a favore di una protezione universale e dell’accesso di tutti ai servizi sanitari”; una maggiore “coerenza” delle politiche europee in ambito sanitario; un migliore coordinamento della ricerca Ue e un “maggiore accesso nei Paesi in via di sviluppo alle nuove conoscenze e alle nuove cure”. Le proposte stese dall’Esecutivo saranno valutate nel Consiglio affari esteri dell’11 maggio, mentre a giugno una riunione dei ministri della sanità e dello sviluppo dell’Unione europea sarà dedicata all’esame delle possibili iniziative collegate.