TRAGEDIA MERANO
La preghiera del vescovo Karl, la solidarietà Ue e Caritas
(da Bolzano) – “Lunedì era una bella giornata di primavera, tutto sembrava essere avvolto dalla pace. I viaggiatori saliti su quel treno si sentivano sicuri. E poi, all’improvviso, ecco la tragedia”. Nell’incidente ferroviario in Val Venosta (Bolzano) lunedì 12 aprile hanno perso la vita nove persone. Una frana di fango e sassi si è staccata dalla montagna tra Laces e Castelbello, proprio mentre transitava il treno della Sad. Dei 28 feriti una quindicina – i più gravi – sono ancora ricoverati negli ospedali di Merano e Bolzano. Nella chiesa parrocchiale di Silandro, capoluogo venostano, mons. Karl Golser, vescovo di Bolzano-Bressanone, ha presieduto il 13 aprile una celebrazione eucaristica in suffragio delle vittime del più grave disastro ferroviario mai accaduto in Alto Adige.
Credere nella risurrezione. Nella chiesa parrocchiale di Silandro i volti delle nove vittime sono stati proiettati all’inizio della celebrazione e a ciascuno di loro è stato dedicato un breve pensiero. “Desidero esprimere ancora una volta la mia vicinanza a tutti coloro che in questa tragedia hanno perduto un loro caro – ha detto mons. Golser – e ai tanti feriti auguro una pronta guarigione e che non rimanga loro alcun segno permanente di questa disgrazia”. Il vescovo ha ricordato che, come cristiani, crediamo nella resurrezione dei morti perché Cristo è risorto: “Proprio per questo crediamo che un giorno potremo rivedere i nostri cari, morti in un modo tanto tragico, e che fin da ora siamo uniti con loro nella preghiera”.
Una grande tragedia. “Si tratta senza ombra di dubbio della più grande tragedia ferroviaria mai avvenuta in Provincia di Bolzano – ha detto il governatore Luis Durnwalder -. Vogliamo portare il cordoglio del governo altoatesino a tutti i parenti delle vittime. Faremo tutto il possibile per aiutare e dare conforto a chi ha perso i propri cari in questa tragedia. Il nostro grazie va comunque ai soccorritori, il cui intervento è stato pronto e immediato”. Sul luogo della tragedia, nel pomeriggio di lunedì è arrivato anche il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli, e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. “Porto il cordoglio del governo italiano alle famiglie coinvolte da questa tragedia e a tutta la comunità altoatesina”, ha dichiarato Altero Matteoli. La tragedia ferroviaria ha avuto grande eco all’estero. “In questo momento di grande dolore per il mio Paese, invio le mie condoglianze alle famiglie e agli amici di coloro che hanno perso la vita in questo incidente ferroviario”. Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, ha espresso solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime altoatesine. Nel suo messaggio Buzek, di nazionalità polacca, fa riferimento al lutto che ha colpito il suo Paese con l’incidente aereo di Smolensk, dove hanno perso la vita 96 persone fra cui il presidente della Repubblica Lech Kaczynski.
Il sostegno della Caritas. Sono partite anche le prime iniziative di solidarietà a favore delle famiglie delle vittime e di quanti sono rimasti feriti. La Caritas diocesana di Bolzano-Bressanone ha messo a disposizione delle vittime 30.000 euro del “Fondo di solidarietà per persone in stato di bisogno”. “Il disastro ferroviario – spiega la Caritas in una nota – ha suscitato grande commozione e partecipazione in provincia di Bolzano e nel resto del Paese. I familiari delle vittime e i superstiti hanno bisogno di solidarietà concreta. La Caritas, assieme a molti altoatesini, desidera aiutarli e per questo invita a sostenere la sua iniziativa di raccolta fondi. Con la causale ‘Incidente ferroviario Venosta’ sarà possibile effettuare donazioni presso quattro banche della nostra provincia”. Purtroppo, dicono Mauro Randi e Heiner Schweigkofler, direttori della Caritas altoatesina, “non siamo in grado di cancellare tutto il carico di disperazione e di lutto causato dalla perdita di vite umane nell’incidente ferroviario, ma possiamo comunque dare prova della nostra solidarietà con un gesto concreto”.
Accertare le cause. Sostegno finanziario alle famiglie colpite dal lutto e da conseguenti difficoltà economiche, assistenza nei casi di procedimenti legali per il riconoscimento di risarcimenti sono stati decisi anche dalla giunta provinciale. In segno di lutto, sono state sospese le sedute del Consiglio provinciale e i singoli assessori ridurranno tutte le loro attività pubbliche programmate fino ai funerali delle vittime. Sul fronte dell’accertamento delle cause del disastro ferroviario (si ipotizza la rottura di un impianto di irrigazione a monte che avrebbe inzuppato pesantemente il terreno franato poi a valle proprio mentre passava il treno), il procuratore capo Guido Rispoli ha iscritto otto persone sul registro degli indagati. “Dobbiamo prima stabilire con certezza le cause della frana, per questo per il momento la linea ferroviaria della Val Venosta resterà chiusa nel tratto tra Castelbello e Laces – ha dichiarato -. Va stabilito se la condotta dell’impianto d’irrigazione è stata l’unica causa del disastro o se ci sono concause, come per esempio la presenza di falde acquifere”.