BENEDETTO XVI
Il “buon pastore” nelle parole del Papa
Nella quarta Domenica di Pasqua, detta del "Buon Pastore", la Chiesa celebra la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che quest’anno ha avuto per tema "La testimonianza suscita vocazioni". Tema, ha sottolineato Benedetto XVI, il 25 aprile, prima d’introdurre la recita del Regina Cæli in piazza San Pietro, "strettamente legato alla vita e alla missione dei sacerdoti e dei consacrati".
Come santa Monica. "La prima forma di testimonianza che suscita vocazioni ha detto il Papa è la preghiera, come ci mostra l’esempio di santa Monica che, supplicando Dio con umiltà e insistenza, ottenne la grazia di veder diventare cristiano suo figlio Agostino". Seguendo l’esempio di santa Monica, il Pontefice ha invitato "i genitori a pregare, perché il cuore dei figli si apra all’ascolto del Buon Pastore, e ‘ogni più piccolo germe di vocazione… diventi albero rigoglioso, carico di frutti per il bene della Chiesa e dell’intera umanità’". Ma come possiamo ascoltare la voce del Signore e riconoscerlo? "Nella predicazione degli Apostoli e dei loro successori", ha osservato il Santo Padre, "risuona la voce di Cristo, che chiama alla comunione con Dio e alla pienezza della vita". Solo il Buon Pastore, ha sottolineato Benedetto XVI, "custodisce con immensa tenerezza il suo gregge e lo difende dal male, e solo in Lui i fedeli possono riporre assoluta fiducia".
L’impegno dei sacerdoti. "In questa Giornata di speciale preghiera per le vocazioni ha aggiunto il Papa esorto in particolare i ministri ordinati, affinché, stimolati dall’Anno Sacerdotale, si sentano impegnati ‘per una più forte e incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi’. Ricordino che il sacerdote ‘continua l’opera della Redenzione sulla terra’; sappiano sostare volentieri davanti al tabernacolo; aderiscano ‘totalmente alla propria vocazione e missione mediante un’ascesi severa’; si rendano disponibili all’ascolto e al perdono; formino cristianamente il popolo a loro affidato; coltivino con cura la ‘fraternità sacerdotale’. Prendano esempio da saggi e zelanti Pastori, come fece san Gregorio di Nazianzo". "Ringrazio tutti i presenti e quanti con la preghiera e l’affetto sostengono il mio ministero di Successore di Pietro, e su ciascuno invoco la celeste protezione della Vergine Maria, alla quale ci rivolgiamo ora in preghiera", ha concluso il Pontefice prima della recita del Regina Cæli.
Due esempi da seguire. Dopo la recita della preghiera mariana, il Santo Padre ha ricordato: "Stamani, rispettivamente a Roma e a Barcellona, sono stati proclamati beati due sacerdoti: Angelo Paoli, carmelitano, e José Tous y Soler, cappuccino". Del beato Paoli, originario della Lunigiana e vissuto tra i secoli XVII e XVIII, il Papa ha rammentato che "fu apostolo della carità a Roma, soprannominato ‘padre dei poveri’. Si dedicò specialmente ai malati dell’Ospedale San Giovanni, prendendosi cura anche dei convalescenti". "Il suo apostolato ha proseguito traeva forza dall’Eucaristia e dalla devozione alla Madonna del Carmine, come pure da un’intensa vita di penitenza. Nell’Anno Sacerdotale, propongo volentieri il suo esempio a tutti i sacerdoti, in modo particolare a quanti appartengono ad Istituti religiosi di vita attiva". José Tous y Soler, invece, fu fondatore nel secolo XIX delle Cappuccine della Madre del Divino Pastore. "Nonostante le numerose prove e difficoltà ha detto il Santo Padre non si lasciò mai vincere dall’amarezza e dal risentimento", anzi "si distinse per la sua capacità di sopportare e comprendere le mancanze degli altri", un riferimento per tutti, specie per i consacrati "a vivere la fedeltà a Cristo".
Un saluto speciale a Meter. Al termine della recita del Regina Cæli, Benedetto XVI ha salutato "cordialmente tutti i polacchi e, in modo particolare, i partecipanti alla Marcia per la vita, che oggi si svolge a Szczecin. Mi unisco spiritualmente a questa nobile iniziativa. Che essa desti in ogni cuore la sollecitudine per la vita nascente e sia sostegno per le famiglie in attesa di figli". Uno speciale saluto, poi, il Papa lo ha rivolto all’associazione "Meter", che da 14 anni promuove la Giornata nazionale per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza. "In questa occasione ha detto il Santo Padre voglio soprattutto ringraziare e incoraggiare quanti si dedicano alla prevenzione e all’educazione, in particolare i genitori, gli insegnanti e tanti sacerdoti, suore, catechisti e animatori che lavorano con i ragazzi nelle parrocchie, nelle scuole e nelle associazioni".