Diritti indivisibili

SETTIMANA SOCIALE

Diritto alla salute e diritto al lavoro sono due facce della stessa medaglia: al centro vi è l’uomo e l’attenzione al suo sviluppo. Che la tutela dell’ambiente sia un’esigenza urgente e ineludibile, ma d’altra parte non possa chiedere la chiusura indiscriminata di industrie che danno da mangiare a migliaia di lavoratori, è un tema particolarmente sentito a Taranto, capoluogo noto per una concentrazione d’industria pesante che l’ha reso la località maggiormente inquinata d’Italia. Ha assunto, pertanto, un valore particolare, nel cammino verso la prossima Settimana Sociale, l’aver affrontato il tema ambientale nella cornice della cittadina ionica, con un seminario su “Sviluppo umano e ambiente” che si è tenuto il 23-24 aprile al Circolo ufficiali della Marina Militare.

Un appello alla collaborazione. Il problema ambientale “dev’essere risolto con la collaborazione di tutti”, poiché “il diritto alla salute non può essere messo in contrasto con il diritto al lavoro”. Così l’arcivescovo di Taranto, mons. Benigno Luigi Papa, ha aperto i lavori, con un invito alle “nuove generazioni” affinché “amino l’ambiente come la propria casa” e un richiamo a “considerare il rapporto tra uomo e ambiente parte integrante della pastorale ordinaria della Chiesa”. L’attenzione al creato, ha rimarcato il presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, mons. Arrigo Miglio, è attenzione al bene comune, e “le modalità con cui l’uomo tratta l’ambiente influiscono sulle modalità con cui tratta se stesso, e viceversa”. Mentre il segretario del Comitato, Edoardo Patriarca, riconoscendo che “in questo territorio i cittadini vivono lacerati tra il bisogno di lavorare e la malattia da inquinamento”, ha auspicato che Taranto “possa diventare un grande laboratorio per ricostruire un tessuto industriale finalmente attento all’ambiente”.

Diritto alla salute e diritto al lavoro. Mantenere la presenza della grande industria sul territorio, sebbene “in forma meno aggressiva, ecocompatibile”, oppure giungere a “una Taranto post-industriale”, sono le due sensibilità che percorrono la cittadina ionica alla luce dei problemi connessi all’inquinamento. In un’indagine diffusa durante il seminario si ricorda che “Taranto è una delle città con le maggiori emissioni industriali dell’Europa occidentale”. Definita area “ad elevato rischio ambientale” nel 1990, diversi studi “hanno confermato l’eccesso di mortalità per tumori legati all’inquinamento ambientale”. Al “sogno dell’industrializzazione come panacea”, durato quarant’anni, è subentrata la “presa di coscienza del valore dell’ambiente”, con l’emergere di “un’antitesi pericolosa tra diritto alla salute e diritto al lavoro, tra difesa dell’ambiente e futuro occupazionale delle nuove generazioni”. “Per troppi decenni – ha rilevato il direttore regionale dell’Arpa, Giorgio Assennato – c’è stata irresponsabilità: ora serve conoscenza, trasparenza e responsabilità per coniugare diritto alla salute e al lavoro”.

L’uomo e l’ambiente. Unanime il richiamo alla responsabilità. Per Pierluigi Malavasi (direttore dell’Alta scuola per l’ambiente, Università Cattolica) “la formazione di un ethos civile” implica “l’elaborazione di politiche dell’ambiente in stretta continuità con politiche della famiglia e dell’istruzione”. D’altra parte “è possibile coniugare sviluppo e ambiente”, ha affermato Antonio Ballarin Denti (docente di fisica dell’ambiente all’Università Cattolica) facendo appello a un “nuovo tipo di sviluppo”, “compatibile con l’ambiente”, ma anche “con la salute dell’uomo” e con la “crescita economica”. Il rapporto tra alimentazione, sostenibilità e ambiente è stato indagato da Pier Sandro Cocconcelli (docente di microbiologia degli alimenti alla Cattolica), mentre Pier Alberto Bertazzi (docente di medicina del lavoro all’Università di Milano) ha puntato l’attenzione sulla correlazione “tra mancanza di lavoro e mancanza di salute”: durante l’attuale crisi economica, ad esempio, “viene denunciato un aumento del 30% di sindromi d’ansia e del 15% di depressione”, nonché “l’incremento di suicidi tra i disoccupati”.

L’impegno dei cristiani. Tra gli altri relatori, Roberta Cucca (Università Cattolica) ha parlato delle “azioni istituzionali per la promozione di stili di vita sostenibili”, Bruno Notarnicola (Università di Bari) si è concentrato su “strategie per la produzione e il consumo sostenibili”, Giuliana Martirani (Università “Federico II” – Napoli) su “stili di vita” e “modelli di sviluppo e di produzione”, Antonio Felice Uricchio (Università di Bari) su “etica e diritto ambientale”. “Vita, lavoro e casa” sono le “tre esigenze fondamentali di ogni essere umano”, ha ricordato Enrico Maria Tacchi (Università Cattolica), sottolineando che “oltre alla nostra casa ‘privata’ ce n’è una comune, la terra in cui viviamo”. In chiusura, la riflessione di Simone Morandini (Fondazione Lanza), che ha ricordato come la crisi ecologica coinvolga “questioni di vita e di morte”. In tal senso, ha concluso, “la salvaguardia del creato è ‘valore non negoziabile’ e richiede uno slancio nell’impegno delle comunità cristiane”.

(28 aprile 2010)