INGHILTERRA
Documento dei vescovi dedicato al dialogo
“Meeting God in friend and stranger”, ovvero, incontrare Dio nell’amico e nel forestiero. È questo il titolo del documento con il quale i vescovi di Inghilterra e Galles invitano i cattolici al dialogo con altre religioni quale parte integrante della loro chiamata battesimale. Il testo prende in analisi ogni aspetto del dialogo interreligioso e, in quanto tale, è anche una fonte di informazione per i non cattolici sulla posizione della Chiesa riguardo al tema. In sei capitoli i vescovi sviscerano aspetti teologici e pratici dell’esperienza interreligiosa dando consigli concreti e affrontando questioni difficili come il matrimonio tra religioni diverse.Perché un nuovo documento. La segretaria per la Conferenza episcopale del Comitato per le relazioni con altre religioni, Katharina Muller, spiega così a SIR Europa le ragioni del nuovo documento. “È un segno dei nostri tempi che lavoriamo da vicino con altre religioni ed è importante che il dialogo che ne risulti sia produttivo. I vescovi spiegano ai fedeli che, se sono convinti della loro vocazione battesimale, allora collaborare e dialogare con persone di altre religioni è un fatto normale della vita di tutti i giorni”. Nel documento si nota che il Governo, così come il mondo politico, si è reso conto dell’importante lavoro che le Chiese fanno per la società. Eppure spesso si parla di scontro tra secolarizzazione e valori religiosi. “Non sono d’accordo, non penso che esista un conflitto. Il governo cerca di formare una società nella quale sia positivo vivere e dove vi sia una maggiore cooperazione tra i vari membri e questo è anche l’obbiettivo delle Chiese. Al “common good”, al “bene comune”, puntano sia le Chiese che le Istituzioni. Nel cuore della nostra società. vi è cooperazione e rispetto per gli altri, anche se è inevitabile che vi siano opinioni diverse”. Nel documento i vescovi notano anche che è importante che, quando la Chiesa cattolica avvia il dialogo, lo faccia in modo ecumenico, ovvero insieme alle altre Chiese cristiane. “È molto doloroso che le Chiese cristiane siano vicine ma ancora così divise e sarebbe meraviglioso poter avere finalmente una Chiesa unita. Per questo è importante che il dialogo con le altre religioni venga avviato dalle Chiese cristiane tutte insieme”.Il dialogo. “Meeting God in friend and stranger” si apre con la definizione di dialogo. Secondo i vescovi “è inutile arrivare al dialogo con pregiudizi sull’altra persona o sull’altra comunità. Per quanto possibile dobbiamo liberarci di questi giudizi prematuri così che l’identità dell’altro possa venirci rivelata ed incontrare la vera persona e non un prodotto della nostra immaginazione”. Riconoscere la verità nelle altre religioni. “La Chiesa cattolica oggi riconosce la presenza di quello che è vero e santo in altre religioni come “raggi di verità” e “semi della parola” ma è anche cauta nell’identificare troppo frettolosamente quei “raggi” e quei “semi”, scrivono i vescovi. “Questa cautela dovrebbe segnare il nostro dialogo non per indebolirlo ma per garantire la sua integrità”.Dialogare in Gran Bretagna. Nel contesto di una Gran Bretagna che conosce tensioni religiose i vescovi indicano quello che è il messaggio chiave del loro documento, la necessità di mantenere un equilibrio, ovvero “riconoscere quello che è vero e sacro in altre religioni e, nello stesso tempo, insistere sull’importanza di una fede esplicita in Cristo e sull’appartenenza alla Chiesa attraverso il battesimo”. Modello di dialogo è lo spirito di Assisi. Il documento offre indicazioni molto concrete su come avviare funzioni insieme ad altre religioni senza correre il rischio del sincretismo. “Il modello di Assisi rimane un esempio. Mentre ogni religione prega, gli altri non partecipano: rispettano e incoraggiano in silenzio quelli che pregano”. Matrimonio interreligioso . Secondo i vescovi è di cruciale importanza la preparazione al matrimonio perché la coppia e chi li aiuta, si tratti del sacerdote o di un team parrocchiale, deve mettersi d’accordo sull’educazione religiosa dei figli, su come fare i conti con le pressioni a convertirsi alla religione dell’altro o anche a limitarsi nella pratica della propria. Occorre anche una particolare dispensa dal vescovo per l’impedimento di “disparità di culto”. I vescovi suggeriscono che il sacerdote adatti la cerimonia, entro i limiti canonici stabiliti, per evitare che le due famiglie la trovino troppo traumatica. Il testo passa in rassegna anche i rapporti con le autorità locali. I vescovi notano che il Governo ormai considera le Chiese fondamentali per la costruzione della società e per questo incoraggiano i cattolici a partecipare alle iniziative locali di dialogo interreligioso. “Capire qualcosa degli scopi di Dio richiede una fede viva. Questo contraddice la cultura di oggi nella quale anche per chi crede è facile vivere come se Dio non esistesse”, scrivono i presuli alla fine del documento che comprende una appendice con esempi di esperienze interreligiose in diverse diocesi e parrocchie.