MEDIATORE EUROPEO
Per migliorare il rapporto cittadini – Istituzioni Ue
Chiede “più trasparenza” e “maggiore attenzione verso i cittadini” ed è convinto che una “buona amministrazione” a livello comunitario possa effettivamente avvicinare gli europei alle istituzioni dell’Unione. Il Mediatore europeo, Nikiforos Diamandouros, ha presentato il 29 aprile il Rapporto, intitolato “Compendio 2009”, sulla sua attività, segnalando alcune “sfide e opportunità” che devono essere colte per avvicinare l’Europa comunitaria ai cittadini dei 27 Stati membri.Rispettare la Carta dei diritti fondamentali. Diamandouros, eletto nel ruolo di Ombudsman (come viene chiamato il Mediatore o “difensore civico” dell’Unione) nel 2003, ha esposto nella sede dell’Europarlamento il Rapporto annuale affermando: “La Carta dei diritti fondamentali è ormai giuridicamente vincolante” grazie all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona; “essa conferisce ai cittadini il diritto a una buona amministrazione e il diritto all’accesso ai documenti. Intendo accrescere i miei sforzi per assicurarmi che questi diritti siano presi in seria considerazione” dalle istituzioni comuni. Il giurista greco ha spiegato che “è un periodo entusiasmante per guidare questa istituzione: una delle principali attività del Mediatore per i prossimi cinque anni sarà infatti quella di contribuire a far sì che l’Ue garantisca effettivamente” alle persone, alle famiglie, alle imprese, alle associazioni, “quanto è stabilito nel Trattato di Lisbona”.Denunce e inchieste. Nel rapporto si legge che le denunce pervenute al Mediatore (che è un organismo indipendente eletto dal Parlamento Ue) sono state 3.098 nel 2009, contro le 3.406 del 2008. “Nell’80% dei casi abbiamo risposto positivamente alle richieste dei cittadini, aprendo un’inchiesta interna, oppure trasferendo il dossier all’istituzione competente o fornendo i chiarimenti richiesti”. Le inchieste avviate verso amministrazioni comunitarie sono state 339 e ne sono state chiuse 318. Il Mediatore ha puntualizzato che “la maggior parte delle inchieste condotte nel 2009 hanno riguardato la Commissione (56% dei casi), seguita dal Parlamento, dall’Ufficio europeo di selezione del personale, dal Consiglio e dalla Corte di giustizia”. Le denunce più comuni hanno riguardato la “mancanza di trasparenza”, “il rifiuto di dare informazioni”, l’abuso di potere, ritardi di vario genere, procedure insoddisfacenti, negligenza. “Nella metà dei casi trattati”, ha specificato Nikiforos Dimandouros, “l’istituzione chiamata in causa ha accettato una soluzione amichevole con il richiedente”. Germania e Spagna in cima alla classifica. Il documento del “difensore civico” segnala anche quali sono i Paesi dai quali proviene il maggior numero di denunce: la Germania è in testa con 413 casi in un anno, seguita da Spagna (389), Polonia e Francia (235), Belgio (207), Italia (183), Regno Unito (176), Portogallo (102). In proporzione al numero degli abitanti, invece, in cima alla classifica si colloca il Lussemburgo, seguito da Malta, Cipro e Belgio. Nel commentare il Rapporto, Diamandouros ha segnalato una serie di casi concreti in cui è intervenuto: ha citato un caso riguardante la Commissione, uno sulla Banca centrale di Francoforte, uno sull’Ufficio antifrode. Spesso i cittadini si lamentano dell’Ufficio per la selezione del personale che lo scorso anno ha ad esempio “accettato di consentire a tutti i candidati di conoscere l’esito delle prove dei concorsi sostenuti per accedere a posti di lavoro” banditi dalle istituzioni di Strasburgo, Bruxelles, Lussemburgo. Ma il Mediatore ha riconosciuto anche di “aver lodato la Commissione per il sostegno dimostrato a un cittadino tedesco in un caso relativo ai diritti dei passeggeri”.Una “dichiarazione” con ruolo e compiti. “Il numero delle denunce irricevibili sono diminuite, soprattutto grazie a una guida interattiva, pubblicata sul sito internet del Mediatore, che indica ai cittadini, alle imprese o alle organizzazioni non governative i temi di competenza, come – ed eventualmente a chi – rivolgersi nel caso si ritenga di essere stati lesi in un proprio diritto”. In effetti il sito dell’istituzione (che ha sede a Strasburgo), www.ombudsman.europa.eu, è uno strumento essenziale per guidare i cittadini o chi li rappresenta per rivolgersi al “difensore” così da far valere un diritto che si ritiene leso. Sempre nel 2009 è stata adottata una “dichiarazione” sintetica che specifica ruolo e compiti di questo ufficio: “Il Mediatore europeo – vi si legge – si propone di dare un esito equo alle denunce sporte contro le istituzioni dell’Unione europea, incoraggia la trasparenza e promuove una cultura amministrativa del servizio. Mira a costruire la fiducia attraverso il dialogo tra i cittadini e Ue e a favorire i più elevati standard di condotta nelle istituzioni dell’Unione”.