Portogallo: incontro vocazionale dei giovani europeiCome frutto della prossima visita di Benedetto XVI in Portogallo, tra l’11 ed il 14 maggio, il Cammino Neocatecumenale ha organizzato un Incontro vocazionale di preghiera ed evangelizzazione, per il quale si prevede la presenza al Santuario di Fatima di 25-50 mila giovani provenienti da tutta Europa. Presentando l’iniziativa, il portavoce dell’organizzazione, Fernando Alvarez ha spiegato che “il Cammino Neocatecumenale è un itinerario formativo di piccole comunità che si costituiscono nelle parrocchie per iniziativa del parroco. Dopo un iniziale periodo di catechesi, i membri, giovani e vecchi, di diverse classi sociali e differenti livelli di istruzione, nella riscoperta del tesoro inesauribile del Battesimo e della partecipazione ai Sacramenti, lasciano cadere le barriere culturali che li separano, e formano una comunità che risorge con un solo cuore ed una sola anima, in cui l’altro è Cristo”. L’Incontro di Fatima, convocato dai fondatori del Cammino Neocatecumenale, Kiko Argüello, Carmen Hernández, e da padre Mario Pezzi, sarà presieduto il 14 maggio dal cardinale-patriarca di Lisbona, mons. José Policarpo: “il programma include la partecipazione dei giovani a tutte le celebrazioni organizzate nei giorni della visita del Papa, durante le quali essi faranno opera di evangelizzazione tra la folla e nelle strade. Al ritorno al Santuario, l’Incontro prevede una processione dell’immagine della Vergine Maria, seguita da una catechesi. Tutto terminerà con la “chiamata vocazionale”, durante la quale i giovani e le giovani che vorranno, si offriranno per entrare in seminario o convento di clausura, aiutati dai Centri Vocazionali di ciascun paese di appartenenza”.Svizzera: 16 maggio la domenica dei media”Buone notizie in più”: questo lo slogan della Domenica dei media che sarà celebrata il 16 maggio nel Paese. L’iniziativa, promossa dall’Associazione cattolica svizzera per la stampa (Acsp) su mandato della commissione Media della Conferenza episcopale svizzera, si avvale di un sito appositamente predisposto, www.buone-notizie-in-piu.ch. “I mezzi di comunicazione contribuiscono a fabbricare l’immagine che ci facciamo delle istituzioni, delle persone, delle opinioni e questo anche per quanto riguarda la Chiesa e la fede, ragion per cui – scrive don Italo Molinaro, direttore del Centro cattolico radio tv di Lugano nella presentazione dell’evento – la Chiesa non può distanziarsi dall’attività informativa. Essa ha bisogno dei suoi mezzi di comunicazione e deve sostenerli. Tutto ciò non è evidentemente gratis. È in tale prospettiva che viene raccolta la colletta di domenica”. Il sito della Giornata intende “dare più spazio alle buone notizie in senso largo, in un mondo mediatico abituato a valutare le notizie in funzione del loro contenuto di conflitti e scandali. La Chiesa cattolica è pertanto alla ricerca di buone notizie: una manifestazione particolarmente riuscita, un evento speciale nella parrocchia, zona pastorale o chiesa cantonale. Le notizie di una Chiesa vivente sono buone notizie per la società”. La campagna di per sé punta su notizie della vita ecclesiale ma, aggiunge il sacerdote, “tutto ciò che è buono, vero e giusto può rientrare in questo sito di buone notizie. Non buonismo o sdolcinature, ma vita concreta che mostra la forza del bene, anche nella semplicità”. La scelta del tema e dell’iniziativa è stata fatta prima che scoppiasse la questione degli abusi sessuali, quindi non si tratta di una contromossa, come spiega l’abate di Einsiedeln, mons. Martin Werlen, l’ondata di cattive notizie per la Chiesa va presa sul serio, senza cercare scusanti: “solo se affrontiamo con trasparenza ciò che sta dietro a queste notizie, le buone notizie potranno di nuovo ottenere il posto che trovano. Le buone notizie non sono il contrappeso a quelle cattive, sono il modo per rappresentare con più completezza le realtà in cui viviamo”.Germania: salario minimo e tutela dei lavoratoriIn occasione del 1° maggio, festa dei lavoratori, l’arcivescovo di Berlino card. Georg Sterzinsky si è detto a favore dei salari minimi e di una miglior tutela nei confronti di condizioni di lavoro basate sullo sfruttamento. “Se le parti che negoziano le tariffe accettano la richiesta che le persone possano vivere del proprio lavoro, devono garantire anche salari minimi”, ha detto Sterzinsky a Berlino. Inoltre, “Anche i lavoratori ‘illegali’ devono avere la possibilità di rivolgersi ai tribunali del lavoro senza rischiare di essere espulsi. Poiché finora non è stato così, ciò favorisce rapporti di lavoro iniqui”, ha aggiunto il cardinale, che ha aggiunto: “Anche chi è contrario all’occupazione di immigrati senza permesso di soggiorno non può tollerare queste situazioni”. Anche il card. Karl Lehmann, arcivescovo di Magonza, si è pronunciato sul tema del lavoro nella stessa data, chiedendo “una nuova solidarietà” in una “società frantumata”, in cui “prevalgono spesso solo singoli interessi e bisogni”. “In base alla dottrina sociale cattolica, invece”, ha ribadito, “la solidarietà reciproca è un dovere etico”, ha affermato Lehmann.