TOSCANA
Accordo per la Via Francigena
Francigena, ogni tanto qualcosa si muove. A piccoli passi, come si conviene a un’antica via di pellegrinaggio. Un po’ meno alla necessità di offrire un percorso pedonale degno di questo nome in tempi non biblici. L’ultima novità è l’accordo firmato nei giorni scorsi dall’assessore regionale alla Cultura, Turismo e Commercio, Paolo Cocchi, e da mons. Liberio Andreatta, vicepresidente dell’Opera romana pellegrinaggi (Orp), che si occupa della promozione e organizzazione dei pellegrinaggi a Roma e nei più importanti luoghi d’interesse religioso, culturale ed ecumenico in Italia e nel mondo. Il protocollo d’intesa. Con questo protocollo d’intesa, il tracciato toscano della Francigena si connette virtualmente al Cammino di Santiago de Compostela e i milioni di visitatori che raggiungono ogni anno la tomba di San Giacomo saranno sollecitati alla scoperta dei circa 300 chilometri di Francigena toscana come destinazione privilegiata. La collaborazione avviata dall’assessorato al turismo con l’Opera romana pellegrinaggi, che tra l’altro in vista dell’Anno santo compostelano 2010 ha anche il compito di riorganizzare il Cammino di Santiago e il sistema di accoglienza della città spagnola, contribuirà infatti alla valorizzazione e promozione della Francigena toscana e degli altri itinerari regionali di pellegrinaggio. In particolare la Regione Toscana s’impegna a “operare affinché si arrivi ad aprire il tratto regionale del Cammino d’Europa, denominato ‘Il Cammino di Santiago da e verso Roma’ e a dar corso e sviluppare tutte le attività propedeutiche e correlate; coinvolgere l’Orp nell’attività di valorizzazione del turismo religioso svolta dalla Regione, in considerazione della pluriennale esperienza di Orp nella progettazione degli itinerari anche con riferimento all’individuazione dei servizi necessari per l’accoglienza, l’ospitalità e il ristoro dei partecipanti alle varie iniziative; collaborare altresì alla realizzazione, all’interno dello stesso ‘Josp Fest’, di iniziative promozionali ed eventi particolari”. L’Opera romana pellegrinaggi s’impegna invece a “valorizzare la Regione Toscana come destinazione protagonista dei flussi del Cammino di Santiago in Italia e della Via di Roma in Toscana; sostenere l’attivazione e lo sviluppo del tratto toscano della Via Francigena; promuovere, presso il centro di accoglienza del pellegrino a Santiago de Compostela, gestito da Orp, gli itinerari individuati e il sistema di accoglienza della Regione Toscana anche attraverso la distribuzione di materiale informativo”.Per le province e i comuni. L’impegno della Regione sul fronte della Via Francigena ha visto raggiungere recentemente un altro importante traguardo: a tutte le province e i comuni toscani coinvolti sono state illustrate le procedure da seguire per l’attivazione dei contributi previsti dal master plan della Francigena, approvato dalla Giunta regionale il 28 dicembre 2009, e sono stati distribuiti i materiali digitali necessari a ciascuna amministrazione per il progetto esecutivo degli interventi. Complessivamente sono stati stanziati ad oggi 10 milioni di euro per gli interventi da realizzare nel corso dei prossimi mesi, di cui 6,3 di contributo regionale e il resto a carico degli enti locali. Da ricordare infine che la Toscana è la capofila del progetto interregionale, che riguarda anche Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria (per un breve tratto) e, naturalmente, il Lazio.Il “taccuino”. Ma la Regione non si è fermata qui. Infatti ha riunito in una pubblicazione (“Il taccuino della Francigena in Toscana”) 26 tra musei, chiese, abbazie, centri storici, rocche che si trovano sul cammino della Francigena. Il “taccuino” propone un percorso fra musei, eremi, castelli, ospedali, chiese, tabernacoli, selciati tardo-medievali. Tutti nella parte toscana del “grande itinerario culturale” che attraversa Gran Bretagna, Francia, Svizzera e Italia fino al Vaticano: si parte da Massa Carrara (con 6 luoghi) per scendere a Siena (9) passando da altre tre province (5 in lucchesia, 2 nel pisano, 3 in provincia di Firenze). Alcune fra le maggiori suggestioni proposte sono legate al passaggio degli antichi pellegrini: nel paese di Filattiera si possono veder tracce dell’ospitale di san Giacomo; a Villafranca in Lunigiana una cappella benedettina per assistere i pellegrini impegnati nel guado del Magra; nel museo di Seravezza ci si imbatte in uno scheletro su cui da anni sono in corso ricerche scientifiche e che sembra proprio appartenuto a un pellegrino attorno al Mille dopo Cristo. A Camaiore si entra in un monastero che forse ospitò, per una notte, Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury, che visitando il Pontefice nel 990 descrisse le 79 tappe compiute nel viaggio di ritorno. A Galleno (Pisa) è percorribile un tratto di strada selciata tardomedievale; a Castelfiorentino si scoprono oggetti (fra cui una croce di zolfo) che santa Verdiana riportò, ai primi anni del XIII secolo, tornando dalla Galizia. E poi si arriva a Siena, passando per San Gimignano, Colle Val d’Elsa e Monteriggioni. Al complesso monumentale di Santa Maria della Scala, visita d’obbligo alla grande corsia affrescata del “Pellegrinaio”.a cura di Simone Pitossi(07 maggio 2010)