EUROPA-USA

Per un’Ue forte e viva

Il vicepresidente Joe Biden al Parlamento europeo

“L’amministrazione Obama è convinta della necessità di una Unione europea forte e viva”: Joe Biden, vicepresidente degli Stati Uniti, ospite dell’Europarlamento a Bruxelles il 6 maggio, ha voluto rimarcare l'”alleanza strategica” tra le due sponde dell’Atlantico per affrontare “insieme” (termine ripetuto varie volte) le “sfide presenti e quelle che ci attendono”. Un discorso, quello del numero 2 della Casa bianca, che si è concentrato sui temi della sicurezza, dell’economia, toccando inoltre punti delicati come i diritti umani e la difesa dell’ambiente.“Un personaggio-chiave”. È stato il presidente dell’Assemblea, il polacco Jerzy Buzek, a introdurre il discorso di Biden, che ha definito “un personaggio-chiave della politica americana”, ripercorrendone il curriculum e la sua stretta collaborazione con Barack Obama. Buzek ha sottolineato come il vicepresidente americano sia giunto in emiciclo 25 anni dopo la visita del presidente Ronald Reagan, avvenuta l’8 maggio 1985, “in occasione della celebrazione del quarantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale”. Biden, prendendo la parola, si è dapprima soffermato sui valori condivisi tra Ue e Stati Uniti, fra cui pace, libertà, sicurezza, sviluppo. Poi ha dedicato una parte di intervento, forse inaspettata, a delineare gli aspetti positivi del processo di integrazione comunitaria, compresi gli ultimi sviluppi: “Con il Trattato di Lisbona – ha affermato – questo Parlamento ha acquisito nuove competenze e può dar voce più efficacemente a 500 milioni di cittadini. Questa Assemblea è un bastione della democrazia europea”. Qui è stato collocato il passaggio sul sostengo Usa al progetto europeo, per poi aggiungere: “Noi abbiamo bisogno di alleati forti”.Sì al piano per la Grecia. Biden si è quindi concentrato sui temi economici: “Abbiamo cercato” e “avviato una risposta comune alla crisi finanziaria” internazionale, ha spiegato, e “in questo modo è stato prevenuto un crollo generale dell’economia mondiale”. “Seguiamo, il presidente Obama e io, la situazione greca e siamo favorevoli al programma di salvataggio” deciso dall’Eurozona. Il vice dell’amministrazione americana ha affermato che gli Usa “sono partecipi attraverso il Fondo monetario internazionale” di quanto sta avvenendo e dei tentativi esperiti per “andare incontro alle necessità di Atene”. Applausi dall’emiciclo sono giunti quando Biden ha spiegato la posizione Usa nei confronti del programma nucleare iraniano (“che minaccia l’intera regione mediorientale”) e quando ha ricordato che “l’amministrazione Obama ha chiuso Guantanamo”. Il discorso ha invece evitato alcuni punti delicati nei rapporti tra Washington e Bruxelles, fra cui l’impegno per la riduzione delle emissioni inquinanti (un breve accenno al dopo Copenaghen non sembra aver convinto l’aula), gli accordi sul trasferimento dei dati dei passeggeri aerei e quello sui dati delle transazioni bancarie, il cosiddetto accordo Swift.Fra storia e attualità. Molta enfasi si è invece avvertita nella parte centrale del discorso, quando Biden si è concentrato sui primi passi della ricostruzione post-bellica e dell’integrazione nell’Europa occidentale, citando alcuni “padri” della Comunità come Robert Schuman e Jean Monnet. “Da allora l’Europa ha fatto dei grandi passi avanti e, dopo l’inizio della collaborazione riguardante il carbone e l’acciaio”, essa ha ampliato il suo raggio d’azione “agli accordi commerciali, alla difesa dell’ambiente, alla tutela dei diritti, assumendo una voce unica nel mondo”. Si è così “rafforzata un’Europa libera, unita, in pace”. “E noi, insieme – ha proseguito Biden -, dopo aver ricostruito l’Europa all’indomani della seconda guerra mondiale mediante il Piano Marshall, abbiamo operato per la sicurezza mediante la Nato”; “ancora insieme ci siamo mossi per portare aiuti e speranza in tante parti del mondo, come ad esempio nei Balcani, in Congo e, tuttora, ad Haiti”. Copenaghen e l’11 settembre. Il vice presidente statunitense si è in seguito concentrato su alcuni argomenti di politica internazionale. “A Copenaghen – ha affermato, dinanzi a un emiciclo perplesso e silenzioso su questo tema – si è fatto un grande passo” per la lotta ai cambiamenti climatici, “ma adesso è venuto il momento di procedere realmente al taglio delle emissioni”. Un ampio inciso è stato rivolto alla realtà mediorientale: “In Afghanistan stiamo operando contro la violenza talebana e per far marciare questi Paesi verso la democrazia”. Per quanto riguarda l’Iran, “ribadiamo la nostra preoccupazione, perché il programma nucleare in atto viola gli accordi per la non proliferazione”. Non è mancato un riferimento all’11 settembre, all’attacco alle Torri gemelle e a quanto hanno rappresentato per l’America e, infine, all’impegno “rinnovato” per tutelare la privacy dei cittadini. Il discorso si è concluso con la frase: “Che Dio vi benedica”.