KIRCHENTAG

Insieme in cammino

Conclusa a Monaco la seconda Giornata ecumenica delle Chiese

Con una grande celebrazione sulla spianata della Theresienwiese a Monaco si è conclusa il 16 maggio la Seconda Giornata ecumenica delle Chiese (Ökt). Nella funzione, cui hanno partecipato 100.000 fedeli, i due presidenti del Kirchentag, l’evangelico Eckhard Nagel e il cattolico Alois Glück hanno esortato i cristiani tedeschi ad osare “una nuova svolta” per risolvere insieme i problemi sociali ed ecclesiastici. “Abbiamo bisogno di una crescita di solidarietà, di rispetto e considerazione”, ha ammonito Nagel. E Alois Glück, ha aggiunto: “Siamo cristiani in questo mondo e per questo mondo. Dobbiamo prenderci questa responsabilità insieme”. Secondo entrambi, l’incontro di Monaco ha rappresentato un progresso determinante nell’ecumenismo. “L’ecumenismo vive”, ha sottolineato Glück. “A Monaco, il sogno dell’unità nella molteplicità delle Chiese è diventato in parte realtà”, ha aggiunto Nagel. Relativamente alla crisi nella Chiesa cattolica a seguito degli abusi, il presidente cattolico ha inoltre sollecitato i laici cattolici a dare il proprio contributo, “affinché da questa crisi scaturisca nuova vitalità, nuova forza, nuova attrazione”. Mille tavole. Oltre 3.000 eventi hanno caratterizzato questo incontro ecumenico, che ha visto la partecipazione di oltre 130.000 visitatori fissi: temi principali erano la crisi economico-finanziaria, la pace, la guerra in Afghanistan, la situazione delle Chiese e dell’ecumenismo, nonché il dialogo interreligioso con gli ebrei e i musulmani. Il clou della Giornata ecumenica delle Chiese è stata tuttavia la celebrazione dei vespri di rito ortodosso, seguita da oltre 20.000 persone: si è svolta venerdì 14 maggio. 10.000 persone di diverse confessioni hanno spezzato insieme il pane benedetto, sedute attorno a 1.000 tavole apparecchiate a tal fine nella Odeonsplatz. Il pane era stato precedentemente benedetto dal metropolita Augoustinos. Il pane è stato poi consumato insieme con olio e mele, una tradizione delle Chiese ortodosse che rimanda all’agape dei primi cristiani. Tutti potevano partecipare poiché non si trattava di una celebrazione sacramentale. Erano presenti personalità del mondo politico, nonché l’arcivescovo cattolico di Monaco, mons. Reinhard Marx e il capo della Chiesa evangelica Schneider. Il nodo dell’Eucaristia. Il comitato organizzatore del Kirchentag è stato chiaro: una celebrazione eucaristica comune tra cattolici e protestanti non si poteva svolgere perché dal punto di vista del dialogo teologico non è ancora possibile celebrare insieme. Sia l’arcivescovo cattolico di Monaco, mons. Reinhard Marx che l’evangelico Eckhard Nagel hanno spiegato che si tratta di un passo che richiederà ancora del tempo: prima occorrerà risolvere le difficili questioni relative all’ufficio e alla comprensione della Chiesa. Tuttavia, al termine dei vespri, nell’esprimere “profonda riconoscenza”, il presidente cattolico dell’Ökt, Alois Glück ha detto: “Con il segno della tavola, l’ecumenismo ha un nuovo simbolo”. E il presidente evangelico Nagel ha ribadito che “Le tavole sono un segno visibile del profondo desiderio di fare comunità. Il mondo non sarà più lo stesso” dopo questa celebrazione comune. Da parte sua, il metropolita Augoustinos ha esortato i partecipanti, una volta tornati a casa, a “guardare negli occhi e possibilmente accogliere nel cuore” anche i vicini ortodossi. “Dio benedica le nostre Chiese e ci doni l’unità”, ha infine esclamato tra gli applausi. I vespri di rito ortodosso, oltre a rappresentare il simbolo più significativo dell’incontro ecumenico di Monaco hanno perciò sancito il rafforzamento del legame con le Chiese ortodosse e con le altre Chiese cristiane. Alcuna alternativa all’ecumenismo. “La giornata ecumenica delle Chiese significa in realtà essere in cammino con altre persone, come gente che cerca e spera, crede e ama. Essere in cammino con una nostalgia e con un obiettivo”, ha detto mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca nell’omelia pronunciata il 16 maggio nella celebrazione di chiusura dell’evento. “Non esiste per me alcuna alternativa all’ecumenismo”, aveva sottolineato il presidente della Dbk in una conferenza stampa svoltasi il giorno prima. “L’ecumenismo non è morto né bloccato in un’era glaciale”, ha aggiunto, rivelando ai giornalisti di tornare “rafforzato” dall’Ökt: “Non è stata una Giornata ecumenica di euforia e di arroganza, ma di gioia e riflessione”, ha commentato. Parlando poi del tema degli abusi, affrontato durante la manifestazione, Zollitsch ha osservato: “È stato un bene aver riflettuto insieme nella crisi della nostra responsabilità. Come Chiesa cattolica lavoriamo assiduamente all’elaborazione di questa crisi. Ci vuole del tempo. L’Ökt mi ha spronato a proseguire su questa strada”, ha concluso.