GIOVANI IN EUROPA
Il programma “Gioventù in azione” della Commissione Ue
Investire sui giovani “fa bene” alle nuove generazioni e all’Europa nel suo insieme. La convinzione emerge da una recente ricerca effettuata per conto della Commissione Ue, che ha voluto valutare i risultati del programma “Gioventù in azione”: finanziato con circa 900 milioni di euro per il periodo 2007/2013, coinvolge ogni anno decine di migliaia di giovani degli Stati comunitari.Studio delle lingue e opportunità professionali. I giovani che partecipano ai progetti transnazionali comunitari di formazione e istruzione ritengono che tali esperienze accrescano le possibilità professionali, la capacità di vivere in un contesto internazionale e l’interesse a partecipare alla costruzione europea. Lo rileva l’indagine commissionata dall’Esecutivo Ue fra 4.550 under30, educatori, responsabili di organizzazione giovanili dei 27 Stati membri, che hanno preso parte a uno dei 7mila progetti sostenuti dall’Unione nell’ambito di “Gioventù in azione”. “Il 95% dei giovani partecipanti a progetti sostenuti da tale programma – si legge nel resoconto – ha migliorato le proprie abilità linguistiche e il 66% ritiene che l’esperienza abbia anche aumentato le opportunità di trovare lavoro”. Dalla ricerca si evince inoltre che il 60% di loro ha votato alle elezioni del Parlamento europeo, nel giugno 2009, contro una media di partecipazione del 43% complessiva e una partecipazione giovanile ferma al 29%. Corsi di studio, scambi, volontariato. Secondo la stessa ricerca, il 92% degli intervistati “afferma che questi progetti rendono più ricettivi verso il multiculturalismo in Europa”. “Gioventù in azione” può contare su fondi per 140 milioni di euro l’anno nel periodo 2007-13: lo scorso anno ha coinvolto, tra corsi di studio linguistico, scambi, viaggi e formazione all’estero, esperienze di volontariato internazionale, circa 130mila partecipanti. “I risultati di questa indagine – riassume la Commissione – confermano, nell’ottica dei beneficiari stessi, l’efficacia del programma Gioventù in azione per quanto concerne i suoi due obiettivi principali: offrire ai giovani opportunità per acquisire nuove abilità attraverso l’apprendimento non formale e incoraggiarli a partecipare attivamente nella società”.Si aprono nuove prospettive transnazionali. Tornando all’indagine, si scopre ancora che, tra i giovani che hanno usufruito di “Gioventù in azione”, l’86% ritiene di “aver imparato come realizzare qualcosa nell’interesse della collettività o della società”; tra gli operatori giovanili, l’88% è convinto di “aver acquisito abilità e conoscenze che non avrebbe potuto maturare tramite progetti organizzati a livello nazionale”. Le organizzazioni giovanili interpellate insistono soprattutto sul miglioramento nella gestione di progetti, in senso lato, e su una maggiore capacità di “apprezzare la diversità culturale”. Alla richiesta se essi abbiano partecipato a una nuova iniziativa internazionale europea dopo la conclusione del loro progetto o se intendono parteciparvi in futuro, “l’83% dei giovani partecipanti, il 96% degli operatori giovanili, il 97% delle organizzazioni giovanili ha risposto positivamente”. Grandi obiettivi e cinque azioni operativeIl programma “Gioventù in azione” per il periodo 2007-2013, istituito dall’Ue nel 2006 in linea con il precedente programma “Gioventù”, ha lo scopo di “sviluppare e sostenere la cooperazione nel settore della gioventù nell’Unione europea” e “si prefigge di rafforzare il sentimento di appartenenza all’Europa” da parte delle nuove generazioni. Intende, in particolare, “incoraggiare la partecipazione dei giovani alla vita pubblica, soprattutto dei più svantaggiati e dei disabili”, e “sviluppare il loro spirito d’iniziativa imprenditoriale e di creatività”. Gli obiettivi generali del programma, dedicato ai cittadini di età compresa tra i 13 e i 30 anni, decentrato nella sua attuazione, vengono attuati mediante cinque azioni. L’azione “Gioventù per l’Europa” vorrebbe potenziare gli scambi tra giovani con la prospettiva di aumentare la loro mobilità (scambi a livello transnazionale, studio delle lingue). Il “Servizio volontario europeo” si prefigge di potenziare la partecipazione dei giovani a diverse forme di attività di volontariato, gratuite, per un periodo da due a dodici mesi. “Gioventù per il mondo” “contribuisce allo sviluppo della comprensione reciproca e all’impegno attivo in uno spirito di apertura sul mondo” (progetti organizzati con i Paesi terzi, scambi, lavoro nel settore giovanile). L’azione “Sistemi di sostegno alla gioventù” sostiene gli organismi attivi a livello europeo, le organizzazioni non governative, il Forum della gioventù e le sue attività, le azioni di informazione destinate ai giovani. Infine l’azione “Sostegno alla cooperazione europea nel settore della gioventù” è promossa allo scopo di “organizzare un dialogo strutturato tra le varie parti in causa nel mondo della gioventù, ad esempio i giovani, le organizzazioni e le persone che lavorano in tale settore oltre che i responsabili politici”.