L’Ue in breve

Futuro Ue: progetto-Gonzales al summit di giugno"Nel 2030 avrei 83 anni. Riprendendo dal cassetto il vostro lavoro, vorrei verificare se avevate ragione": Herman van Rompuy, presidente "stabile" del Consiglio europeo, si è espresso con una uscita improvvisata ricevendo da Felipe Gonzales, presidente del "Gruppo di riflessione sul futuro dell’Europa", la relazione finale intitolata "Progetto Europa 2030 – Sfide e opportunità" (www.consilium.europa.eu). Il gruppo di riflessione era stato istituito nel dicembre 2007 dal Consiglio europeo "per individuare, analizzare e proporre soluzioni alle sfide che si delineano per l’Unione all’orizzonte del 2030". La squadra, presieduta dall’ex primo ministro spagnolo, composta da 12 membri (politici, studiosi, imprenditori con esperienza a livello internazionale), ha analizzato i seguenti temi: rafforzamento del modello economico e sociale europeo; stato di diritto; sviluppo sostenibile, energia e protezione del clima; stabilità globale e lotta contro l’insicurezza e il terrorismo; migrazione e temi demografici. Il gruppo è stato invitato a "prestare particolare attenzione al modo migliore per stabilire un contatto con i cittadini e rispondere alle loro aspettative ed esigenze". Dalle competenze del gruppo erano invece esclusi i temi istituzionali, già affrontati dal Trattato di Lisbona. Il documento finale sarà ora portato all’attenzione del summit dei 27 capi di Stato e di governo nella riunione di giugno. Esso "elenca – ha spiegato Gonzales – un’ampia serie di problemi cui l’Unione e gli Stati aderenti si trovano a far fronte, ad esempio la crisi economica mondiale e il soccorso prestato dagli Stati alle banche, i cambiamenti climatici e l’approvvigionamento energetico". Il gruppo di riflessione "è convinto che l’Ue può superare le difficoltà, se tutti, politici e cittadini, sono decisi a unire le forze". Internet e Tic per far crescere l’economia"Internet e le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (Tic) stanno rivoluzionando la nostra vita così come lo hanno fatto oltre un secolo fa la diffusione dell’elettricità e lo sviluppo delle reti di trasporto"; ma ora è arrivato il momento di "puntare su un maggiore sviluppo" del web "per offrire a tutti i cittadini i benefici dell’economia digitale". Neelie Kroes, commissaria responsabile per l’Agenda digitale, ha presentato il 17 maggio la relazione sulla "competitività digitale", curata dall’Esecutivo Ue, secondo cui "l’economia digitale si sta rafforzando e ampliando, interessando tutti i settori dell’economia" comunitaria e coinvolgendo "tutti gli aspetti della nostra vita". "Negli ultimi 15 anni la produttività in Europa è aumentata del 50% grazie alle tecnologie dell’informazione – ha spiegato Kroes -. Sei europei su dieci usano internet regolarmente. Tuttavia, se l’Europa intende cogliere tutti i vantaggi potenziali offerti" da questi nuovi strumenti "deve accelerare il passo e fornire servizi a banda larga più veloci e un internet di cui le persone si possano fidare"; occorre inoltre "migliorare le competenze dei cittadini e incoraggiare ancora di più l’innovazione". Nella strategia Europa 2020, in fase di definizione nelle sedi Ue e della quale si occupa l’Euroassemblea nella sessione plenaria del 17-20 maggio, sarà inserita una "Agenda europea del digitale" per "proporre misure specifiche che saranno avviate a breve termine in questi settori".Diritti umani, l’impegno dell’Europa nel mondo"Diritti umani, democrazia e stato di diritto sono valori fondamentali dell’Unione europea. Non solo sono parte integrante della sua identità, ma l’Ue è chiamata anche ad applicarli alle sue relazioni esterne". Catherine Ashton, Alto rappresentante dell’Ue27 per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha presentato il 10 maggio, sulla base di tali principi, la Relazione annuale 2009 con le attività operate dall’Europa comunitaria per promuovere i diritti umani in tutto il mondo (http://eeas.europa.eu). "La relazione – ha spiegato – affronta questioni tematiche come la libertà di pensiero e i diritti umani delle donne, oltre che l’azione svolta dall’Unione nel campo dei diritti fondamentali in vari Paesi". "A titolo di esempio, nel periodo di riferimento l’Ue ha erogato finanziamenti a favore di 900 progetti di organizzazioni non governative in circa 100 Paesi per un importo di oltre 235 milioni di euro". L’Ue ha inoltre "parlato in difesa dei diritti umani alle Nazioni unite e in altri ambiti internazionali e ha aumentato il numero dei dialoghi in materia di diritti umani che conduce con i Paesi terzi". Attualmente, gli accordi conclusi dai 27 con oltre 120 Paesi prevedono una clausola sui diritti umani che "dà la possibilità di riesaminare ogni accordo in caso di gravi violazioni dei diritti umani". All’interno delle istituzioni si insiste affinché tale principio diventi prioritario e se ne è parlato ancora di recente rispetto ai rapporti con importanti Paesi come la Cina e la Russia, dove si ritiene che molti diritti e libertà essenziali siano negati o limitati.