Portogallo, Ucraina, Austria

Portogallo: matrimoni gay, “un passo indietro””Un passo indietro”. Cosi padre Manuel Morujão, portavoce della Conferenza episcopale portoghese, commenta la legge che legalizza anche nel Paese lusitano i matrimoni omosessuali e che il presidente della Repubblica, Anibal Cavaco Silva, ha deciso di varare, dopo che l’11 febbraio scorso era stata approvata dal parlamento. In una nota diffusa il 17 maggio, padre Morujão scrive: “Prendendo atto della decisione del Presidente della Repubblica di promulgare la legge che legalizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso” la Conferenza episcopale dichiara innanzitutto che “questa legge costituisce un passo indietro nella costruzione della coesione sociale, ed è in contrasto con uno dei principi più consolidati delle diverse civiltà del genere umano”. A questo proposito il portavoce dei vescovi portoghesi ricorda quanto Benedetto XVI aveva detto non più di una settimana fa a Fatima parlando ai rappresentanti delle istituzioni sociali cattoliche chiedendo loro di “tutelare i valori essenziali e primari della vita, dal suo concepimento, e della famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna”. Così si legge nella nota: “Lo scorso 13 maggio a Fatima, Papa Benedetto XVI ha ricordato che la famiglia è fondata sulla unione di amore tra un uomo e una donna, e che la sua tutela è uno dei fattori chiave per la costruzione del bene comune”. Condanna anche da parte di Isilda Pegado, presidente della Federazione portoghese per la vita che, a SIR Europa, ha parlato di “attacco alla famiglia tradizionale che creerà gravi perturbazioni in tutta la società. La legge è stata sostenuta da una ristretta élite politica, in netta minoranza rispetto ai padri e alle madri che vogliono educare i propri figli nella verità”.Ucraina: card. Husar, “pace e riconciliazione”Il 9 e il 16 maggio si sono tenute in Ucraina due giornate di preghiera. Nelle due domeniche sono stati ricordati, rispettivamente, il 65° anniversario della conclusione della seconda guerra mondiale e la vittoria finale sul regime nazista, e le vittime delle repressioni politiche. In occasione di questi due importanti anniversari il card. Lubomyr Husar, primate della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) ha rivolto un monito alla popolazione: “Potremo sognare un futuro migliore solo se supereremo le colpe del passato, ma ciò non potrà avvenire senza la preghiera e senza un impegno consapevole”. “La vera e definitiva vittoria- ha detto l’arcivescovo – sarà possibile solo se tutti noi sapremo portare la pace”. Richiamando le operazioni militari degli anni 1941 – 1945 e i “soldati che hanno dato la propria vita per la liberazione della loro patria”, il card. Lubomyr ha affermato: “Anche se da 65 anni celebriamo la vittoria della guerra, non vi è la sensazione che questa vittoria abbia portato una pace diffusa e profonda, giacché tutta la seconda metà del 20° secolo è stata, per la nostra nazione ucraina e per altre nazioni confinanti, un periodo di nuove contrapposizioni e crudeli prove”. Nel periodo della persecuzione, ha annotato il cardinale, “alcuni hanno usato tutti i beni e i privilegi del mondo comportandosi impunemente con gli altri; alcuni per paura o per desiderio si compiacere le autorità si sono comportati iniquamente; la maggior parte della popolazione è stata invece ingiustamente oppressa e intimidita”. “Per tutti coloro che hanno fatto parte di questi tre gruppi – ha ammonito – dobbiamo provare comprensione e compassione, e pregare intensamente: essi fanno parte del nostro amaro passato, anche se oggi qualcuno di loro tenta inutilmente di farlo ritornare”. Dal card. Lubomyr l’esortazione conclusiva a “non voler giudicare nessuno; ciascuno si interroghi piuttosto sullo stato della sua coscienza per riconciliarsi con Dio e con il prossimo”.Austria: per risposati e separatiElaborare nuove proposte per la pastorale di separati e risposati: questo l’obiettivo dei vescovi austriaci, annunciato il 17 maggio dal card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca. “Una commissione episcopale, diretta dall’arcivescovo di Salisburgo, mons. Alois Kothgasser è già stata allestita; entro la plenaria della Conferenza episcopale di novembre 2010 dovranno essere presentate proposte concrete”, ha detto Schönborn in una conferenza stampa insieme con il vescovo della Carinzia mons. Alois Schwarz. L’iniziativa è un risultato concreto del congresso dei consigli pastorali conclusosi a Mariazell il 15 maggio. Mons. Schwarz ha auspicato un approccio di “grande sensibilità”, che consideri “diversi punti di vista”, che la Chiesa deve adottare per “poter trovare soluzioni” alla questione dei separati e dei risposati, così come al “valore dato dalla Chiesa alla sessualità e il sesso come dono” e il “ruolo della donna nella Chiesa”. Sugli abusi, tema discusso anche a Mariazell, Schönborn ha parlato di esperienze “molto dolorose e opprimenti”. Tuttavia, ha concluso a Mariazell è emerso che questa situazione può essere una “opportunità per ripensare ai compiti fondamentali dei cristiani e della Chiesa”.