ECUMENISMO

Un passo avanti

Un bilancio del secondo Ökumenische Kirchentag di Monaco

“Ogni giornata del secondo ‘Ökumenische Kirchentag’ ci ha regalato straordinari momenti forti”, racconta Stefan Vesper, segretario generale del Comitato Centrale dei Cattolici tedeschi, a SIR Europa, all’indomani della chiusura del secondo convegno ecumenico delle Chiese tedesche. “Rispetto al primo appuntamento, che si era svolto a Berlino nel 2003, mi sembra di poter dire che Monaco ha rappresentato un significativo passo avanti. E un incoraggiamento per un terzo appuntamento. Non sappiamo quando, ma queste giornate ci hanno veramente riempito di speranza e possiamo dire che certo ci sarà”.Quali sono stati i momenti che secondo lei hanno dato uno slancio particolare all’appuntamento di Monaco? “Direi innanzitutto la grande celebrazione di apertura, sulla Theresienwiese, alla presenza di migliaia di persone. Il suono delle campane che ha investito la città e i cristiani è stato un momento liberatorio che contemporaneamente ha concluso i cinque anni di preparazione ed ha aperto le celebrazioni. Un altro momento forte è stato la mattina del giovedì, festa dell’ascensione: il programma prevedeva le liturgie confessionali in tre grandi Chiese della città e poi un pellegrinaggio che dai tre punti diversi ci ha riuniti su una grande spianata, dove si è svolta la celebrazione ecumenica: questo momento ha dato un impulso spirituale molto forte all’Ökt”.Mai nessuno ha messo in dubbio il fatto che in un appuntamento ecumenico del genere si dovessero celebrare liturgie confessionali separate?“No, per la presidenza responsabile dell’Ökt è chiaro che tutto si deve svolgere con il massimo rispetto reciproco nei confronti delle regole e delle prassi delle singole Chiese. E fino ad ora questo principio di fondo è sempre stato rispettato con estrema sensibilità e non ha mai generato problemi. Certo ci sono in Germania gruppi che hanno abitudini e prassi differenti; il tema della condivisione eucaristica, come altre questioni teologiche, è stato al centro di tavole rotonde e dibattiti nei giorni scorsi, ma la regola del rispetto non è stata infranta e non ha generato problemi”.Altri momenti forti delle giornate di Monaco? “Il venerdì è stato molto importante il tempo dedicato al tema delle violenze sessuali all’interno della Chiesa. Il tema, che in Germania ha generato tanto dolore e tante polemiche in questi mesi, è tornato più volte nel corso dell’Ökt, ma il fatto di averlo affrontato esplicitamente nella tavola rotonda del venerdì e le parole del vescovo Ackermann di Trier, presidente della commissione per le violenze sessuali, è servito molto. La celebrazione dei vespri ortodossi il venerdì sera, che si è conclusa con la benedizione del pane e la sua distribuzione da migliaia di tavoli disseminati sulla Odeonplatz ha dato un contributo straordinario a questo Ökt”.A Berlino gli ortodossi non erano stati così visibili. Come mai?“Una grande differenza rispetto all’edizione del Kirchentag di Berlino è stata proprio questa presenza: già nella preparazione di Monaco, oltre all’organismo cattolico e a quello evangelico, anche tre rappresentanti delle 17 chiese membra del Consiglio ecumenico tedesco (Ack) sono parte integrante della presidenza dell’Ökt, tra cui appunto un ortodosso. Inoltre a Monaco la comunità ortodossa è molto grande e in questi giorni abbiamo potuto vederla e incontrarla più da vicino”. Sono intervenute le più alte cariche politiche. Quale il loro messaggio?“Sia il Presidente Khöler che la cancelliera Merkel hanno avuto parole molto chiare e molto incoraggianti verso le Chiese: il primo ha parlato delle Chiese come ‘soggetti irrinunciabili della società tedesca’, mentre la Merkel ha fatto riferimento al cristianesimo come al ‘fondamento della nostra società’. In effetti, abbiamo potuto anche vedere attraverso la moltitudine di realtà cattoliche, evangeliche, ecumeniche che si sono presentate nella grande fiera allestita a Monaco, quanto disseminate siano nel tessuto sociale delle nostro Paese le realtà cristiane che contribuiscono significamene alla vita della Germania. Senza distogliere lo sguardo dagli scandali di questi mesi, vedere la forza della testimonianza cristiana attraverso la molteplicità di queste realtà è stato importante per ridare fiducia e coraggio. Ritengo anche particolarmente significativo il contributo dell’iniziativa ‘Insieme per l’Europa’ portata avanti dai movimenti presenti in Germania, che hanno coordinato una giornata nel programma dell’Ökt”.Qual è quindi il suo bilancio di questo Ökt?“Posso dire che l’ecumenismo cresce e la fiducia reciproca aumenta. Il cammino di conoscenza si sta rafforzando: vediamo sempre meglio i doni degli altri, anche se restano molti tesori non scoperti gli uni degli altri. In particolare in questo appuntamento è stata una scoperta nuova l’ortodossia. Mi sembra anche che rispetto a Berlino ci sia stato un ampliamento dello sguardo. E considerato il momento storico che vivono i cristiani in Germania siano stati molti anche gli stimoli che queste giornate insieme ci hanno dato su come andare avanti nel nostro impegno e nelle nostre responsabilità in ambito sociale e politico”.