PAPA A CIPRO
Il programma illustrato da padre Lombardi
"Nessun cambiamento" nel programma della visita di Benedetto XVI a Cipro (4-6 giugno) dopo il blitz israeliano alla flotta Ong del 31 maggio e "nessuna preoccupazione" per le voci che vorrebbero "alcuni metropoliti ortodossi" contrari al viaggio, il primo del Papa in un Paese a maggioranza ortodossa. Lo ha detto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, illustrando, il 1° giugno, ai giornalisti il programma della visita apostolica. Nella sua presentazione il portavoce ha messo in evidenza alcuni dei temi principali che emergeranno durante il viaggio nel quale verrà pubblicato l’"Instrumentum laboris" del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente che si svolgerà in ottobre (10-24) in Vaticano. Si tratta di fatti tristi e preoccupanti sul clima dell’area ha aggiunto p. Lombardi riferendosi all’assalto ma non credo che avranno influssi sul viaggio. Sappiamo di andare in un’area problematica. Il Papa lo sa e vedrà cosa dire. Certamente darà un messaggio di pace in modo equilibrato ma esplicito".
Una buona accoglienza. Il portavoce si è detto certo che il Papa "riceverà una buona accoglienza", nonostante la fronda di alcuni metropoliti ortodossi contrari all’arrivo del Papa. "Sarà un’accoglienza molto buona ha dichiarato sia da parte delle istituzioni sia dell’arcivescovo Chrysostomos, leader forte e rispettato. Non darei peso alle voci di metropoliti che non vogliono partecipare all’accoglienza del Pontefice. In tante occasioni abbiamo sentito parlare di problemi ma poi abbiamo visto una realtà molto diversa. Sono contestazioni di frange non rappresentative di tutta la Chiesa ortodossa. Non ci sono preoccupazioni". Dello stesso avviso anche padre Umberto Barato, vicario generale patriarcale dei cattolici latini di Cipro che, parlando al SIR da Nicosia, ha esortato "a non dare peso a queste critiche" riportate dai media ciprioti nei giorni scorsi, anche perché "la Chiesa ortodossa cipriota ha approvato all’unanimità la visita". Secondo le notizie provenienti da Cipro, infatti, alcuni metropoliti ortodossi si sarebbero detti contrari alla visita papale ed uno di loro si è spinto a dichiarare che il Papa è eretico e che non è un vescovo, dal momento che la Chiesa latina "si è separata dalla vera Chiesa". L’arcivescovo ortodosso Chrysostomos II di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro ha reagito alle critiche dichiarando che "tutti i vescovi ortodossi devono accettare il Papa e devono presenziare al suo ricevimento, ed ha minacciato di sospensione dalla partecipazione alle riunioni del Sinodo ortodosso per un anno quanti si rifiuteranno di essere presenti". Di "atmosfera di positivo impegno" tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa di Cipro ha parlato, a sua volta, mons. Eleuterio Fortino, del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, dalle colonne de "L’Osservatore Romano". Nel quadro delle polemiche s’inserisce anche l’iniziativa di un’associazione locale che ha accusato il Pontefice di aver taciuto sugli scandali di alcuni sacerdoti e per questo ha chiesto al procuratore generale della Repubblica di arrestare il Papa non appena atterrerà a Cipro. "Accuse che non meritano risposta perché sono dettate dal pregiudizio", è stata la secca risposta di padre Barato che si è detto convinto che la visita del Papa "porterà parole di speranza, di riconciliazione e di pace. Ci sarà anche un messaggio di consolazione rivolto ai tanti migranti che vivono qui nell’isola".
Dialogo ecumenico. Nel corso del briefing, padre Lombardi ha parlato anche di "un possibile incontro con i musulmani locali" ma ha precisato che "non c’è niente di sicuro". È sul versante ecumenico che il programma presenta momenti importanti e in questo ambito, ha avvertito il portavoce, "va tenuto presente l’eccellente rapporto tra la Chiesa ortodossa cipriota e il patriarcato di Mosca". Il Papa oltre alla celebrazione ecumenica del 4 giugno a Paphos, visiterà a Nicosia, presso l’arcivescovado ortodosso, "il museo delle icone e l’appartamento dell’arcivescovo Makarios che fu il primo presidente della Repubblica di Cipro dopo l’indipendenza". A sottolineare l’aspetto ecumenico del viaggio è anche mons. Fortino: "La Chiesa di Cipro partecipa attivamente alle iniziative ecumeniche in Medio Oriente, nelle commissioni interortodosse, nell’ambito di consiglio ecumenico delle Chiese. Con la Chiesa cattolica ha mantenuto, con perseveranza contatti positivi e calorosi", accogliendo a Paphos l’ultimo incontro della Commissione mista internazionale.
In segno di pace. Nella capitale il Pontefice alloggerà in nunziatura che si trova proprio sulla Linea di demarcazione tra la Repubblica greco-cipriota e i territori occupati dalla Turchia nel 1974. Per questo, quando in nunziatura, "la protezione del Papa sarà affidata alle truppe della missione Onu". Momento importante del viaggio sarà la pubblicazione, nella messa di domenica 6 giugno, dell’"Instrumentum laboris" del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente il cui schema ricalca quello dei "Lineamenta" arricchiti dalle risposte arrivate nel frattempo. Dal portavoce vaticano infine un gesto del Papa: "All’arrivo e alla partenza benedirà un ulivo in segno di pace".