BENEDETTO XVI A CIPRO" "
Il primo giorno del viaggio apostolico
Con l’auspicio che l’appartenenza all’Unione europea "porti prosperità nel vostro Paese" e l’esortazione a "risolvere pazientemente i problemi che ancora condividete con la comunità internazionale per il futuro della vostra isola", Benedetto XVI si è rivolto oggi al popolo e al governo di Cipro al suo arrivo a Paphos, prima tappa del sedicesimo viaggio apostolico internazionale (4-6 giugno). Ad accogliere il Papa in aeroporto sono stati il presidente greco-cipriota, Demitris Christofias, e il capo della Chiesa ortodossa di Cipro, l’arcivescovo Chrysostomos II. Durante il volo, il Santo Padre ha parlato anche dell’uccisione di mons. Luigi Padovese precisando che "non getta ombra alcuna sulla prosecuzione del dialogo con l’islam" ed esprimendo la convinzione che non si tratta di "un delitto a sfondo politico o religioso".
Risolvere pazientemente i problemi. Entrata recentemente nell’Unione europea, la Repubblica di Cipro "ha iniziato a sentire il beneficio di scambi economici e politici con gli altri Paesi Europei"; tale appartenenza, ha affermato il Pontefice, ha dato "al vostro Paese anche l’accesso a mercati, a tecnologia e a conoscenze pratiche" ed "è grandemente auspicabile che questa appartenenza porti prosperità nel vostro Paese e che gli altri Paesi Europei, a loro volta, vengano arricchiti dalla vostra eredità spirituale e culturale, che riflette il vostro ruolo storico, trovandovi tra l’Europa, l’Asia e l’Africa". In questo senso, ha aggiunto il Santo Padre, "possano l’amore della vostra Patria e delle vostre famiglie e il desiderio di vivere in armonia con i vostri vicini ispirarvi a risolvere pazientemente i problemi che ancora condividete con la comunità internazionale per il futuro della vostra isola". Parlando del viaggio, Benedetto XVI ha affermato di venire "come pellegrino", sulle orme dei Santi Paolo e Barnaba, e di attendere "di salutare gli altri responsabili religiosi ciprioti" con la speranza di "rafforzare i nostri comuni legami e di ribadire la necessità di consolidare la reciproca fiducia e l’amicizia durevole con tutti quelli che adorano l’unico Dio".
L’"Instrumentum Laboris". Il Pontefice, infine, ha ricordato la consegna dell’Instrumentum Laboris del Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente (6 giugno) che "esaminerà molti aspetti della presenza della Chiesa nella regione e le sfide che i Cattolici devono affrontare, talvolta in circostanze difficili, vivendo la comunione con la Chiesa cattolica ed offrendo la loro testimonianza a servizio della società e del mondo"; Cipro, infatti, è "un luogo appropriato dal quale lanciare la riflessione della nostra Chiesa sul posto della secolare comunità cattolica del Medio Oriente, la nostra solidarietà con tutti i cristiani della regione e la nostra convinzione che essi hanno un insostituibile ruolo da sostenere nella pace e nella riconciliazione fra i suoi popoli". A conclusione del suo intervento, il Santo Padre ha benedetto un albero di ulivo come simbolo di pace.
Superare le divisioni. "L’unità di tutti i discepoli di Cristo è un dono da implorare dal Padre, nella speranza che esso rafforzi la testimonianza del Vangelo nel mondo d’oggi". Durante la celebrazione ecumenica di questo pomeriggio nella chiesa della Agia Kiriakì Chrysopolitissa a Paphos, Bendetto XVI ha incontrato l’arcivescovo Chrysostomos II, Sua Eminenza Giorgio, Metropolita di Paphos, e membri delle comunità armena, luterana e anglicana. Dopo aver salutato fedeli e religiose nella sagrestia della Chiesa, il Santo Padre si è spostato nella suggestiva cornice del sito archeologico dove si trovano le vestigia della basilica paleocristiana del IV secolo. Accolto dai cori festosi di alcune centinaia di persone radunate per il benvenuto, il Papa ha ricordato come fu da Cipro che "il messaggio del Vangelo cominciò a diffondersi in tutto l’impero e la Chiesa". La comunione "reale benché imperfetta" tra le Chiese "ci sospinge a superare le nostre divisioni e a lottare per ripristinare quella piena unione visibile che è voluta dal Signore per tutti i suoi seguaci". Dall’isola di Cipro, il pensiero del Santo Padre è quindi volato a Edimburgo, in Scozia, dove proprio in questi giorni delegati di tutte le Chiese stanno celebrando i 100 anni della Conferenza missionaria che ha dato inizio al movimento ecumenico moderno con "l’acuta consapevolezza che le divisioni fra cristiani erano un ostacolo alla diffusione del Vangelo".
Un ponte fra Oriente e Occidente. Il Pontefice ha aggiunto che "oggi dobbiamo essere grati al Signore, il quale, mediante il suo Spirito, ci ha condotto specie negli ultimi decenni a riscoprire la ricca eredità apostolica condivisa da Oriente e da Occidente, e, mediante un dialogo paziente e sincero, a trovare le vie per riavvicinarci l’un l’altro, superando le controversie del passato e guardando ad un futuro migliore". La Chiesa in Cipro, ha sottolineato il Papa, che "si dimostra essere come un ponte fra l’Oriente e l’Occidente, ha contribuito molto a questo processo di riconciliazione". Di fronte ad un uditorio assorto, Benedetto XVI ha concluso con una certezza e un’invocazione: "La via che conduce all’obiettivo della piena comunione non sarà certamente priva di difficoltà, ma la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa di Cipro sono impegnate a progredire sul cammino del dialogo e della cooperazione fraterna. Possa lo Spirito Santo illuminare le nostre menti e irrobustire la nostra determinazione, così che insieme possiamo recare il messaggio della salvezza agli uomini e alle donne del nostro tempo, i quali sono assetati di quella verità che porta libertà autentica e salvezza (cfr Gv 8,32), la verità il cui nome è Gesù Cristo!". Dopo la celebrazione ecumenica, il Santo Padre si è trasferito a Nicosia.