SPAGNA

Una linea autoritaria

La bozza di riforma della legge per la libertà religiosa

Una riforma della legge per la libertà religiosa che non può passare inosservata. È quanto capita in Spagna, dove il Governo sta lavorando ad una bozza della riforma. Secondo quanto anticipato dal quotidiano El País, nei giorni scorsi, la nuova normativa abolirà i funerali di Stato esclusivamente religiosi e l’esposizione dei crocefissi negli uffici pubblici, nelle scuole e negli ospedali, oltre al giuramento dei funzionari pubblici di fronte alla croce. I simboli religiosi saranno rimossi, a eccezione di quelli con valore storico e artistico, architettonico e culturale. Solo ospedali e scuole private di ispirazione religiosa, pur avendo un accordo con lo Stato e ricevendo fondi pubblici, potranno mantenere tali simboli. Inoltre, sempre dalla bozza rivelata dal quotidiano spagnolo, emergerebbe che le autorità pubbliche, se parteciperanno a funzioni o altri eventi strettamente religiosi dovranno farlo in modo che ciò non comporti una violazione dei principi di neutralità e non discriminazione.Legge inutile. “Gli unici aspetti positivi per la libertà religiosa che garantisce la nuova legge sono già tutelati dalla Costituzione o da leggi in vigore” o sono stati sviluppati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale. Questo il parere espresso da Rafael Navarro-Valls, segretario della Reale Accademia di Giurisprudenza e docente della facoltà di Diritto all’Università Complutense, parlando al programma “La Mañana” del network radiofonico Cope riguardo la riforma della legge di libertà religiosa. Per Navarro-Valls, questa legge “è inutile” perché “avanzare nella laicità non è limitare la libertà religiosa, ma tutto il contrario”. “La laicità o l’aconfessionalità – ha aggiunto – non viene a liberarci dalla religione, ma a renderci ufficialmente liberi di praticarla”. Secondo Navarro-Valls, “una legge di libertà religiosa ha senso solo nelle dittature” per garantire la libertà religiosa o per concludere il lavoro iniziato precedentemente in Paesi che hanno vissuto la dittatura. Perciò, attualmente, ha osservato Navarro-Valls, “la legge della libertà religiosa non ha troppo senso, perché le cose che suppone la vera libertà religiosa sono già tutelate”. Navarro-Valls ha messo in rilievo che questa legge, rispetto alla precedente, ha molti più articoli (quasi quaranta rispetto agli otto della legge vigente), qualcuno dei quali interpreta in termini restrittivi. La legge vigente offre, secondo il segretario della Reale Accademia di Giurisprudenza, una cornice più ampia, mentre la nuova legge “sembra più una legge contro la libertà religiosa”.Non si può minimizzare. Un avvertimento sulla “tendenza perniciosa di escludere Dio e il religioso dall’ambito sociale” da parte del “laicismo radicale” che vorrebbe convertire la religione in “parodia”: lo ha fatto l’arcivescovo di Valencia, mons. Carlos Osoro, nella sua lettera pastorale settimanale, mentre in Spagna c’è polemica per la bozza sulla riforma di legge per la libertà religiosa del Governo. Per mons. Osoro, si tratta della “frattura più importante” che si vorrebbe realizzare nella società occidentale, dal momento che “l’essere umano ha desiderio del Dio che si è rivelato a noi in Gesù Cristo, che Dio che cura tutte le ferite che si subiscono nella vita umana e nella storia degli uomini”. Dopo aver distinto tra “laicismo radicale” e “la concezione laica, che è frutto di neutralità o di indeterminazione religiosa”, l’arcivescovo ha sottolineato come per il primo il fatto religioso “è intrinsecamente negativo e appartiene a un’epoca dell’umanità superata”, il che lo porta a voler “espellere l’idea di Dio e della religione dallo spazio pubblico e ridurlo, nel migliore dei casi, a fatto privato”. Così la vita religiosa “sarebbe una parodia o una pura finzione”. Secondo mons. Osoro ci troviamo di fronte a “un problema centrale del nostro tempo che non possiamo minimizzare o ignorare”.Frattura antropologica. L’arcivescovo di Valencia ricorda che la “Chiesa nacque per essere pubblica per la sua stessa natura” e, perciò, “non può restare relegata a spazi privati, né essere una specie di club privato o una società segreta”. Per mons. Osoro, “quando si esclude Dio, si produce una frattura antropologica”, con la quale “si pretende di modificare la natura umana” attraverso la biologia e le leggi. Tutto ciò porta a un “materialismo inumano e disumanizzante, senza la luce del rispetto dello stesso essere umano e della società”, che invece è conseguenza delle “considerazioni morali e religiose”. C’è “un’idolatria politica” per cui “quel partito, la nazione o lo Stato si presentano come se fossero valori superiori ai quali deve assoggettarsi tutto, anche l’ambito religioso”. Tutto ciò, osserva l’arcivescovo di Valencia è una conseguenza della “società dello svincolamento”, la cui “massima aspirazione è l’autodeterminazione individuale, intesa come soddisfazione di tutte le pulsioni, le tendenze e i desideri”, malgrado questo “comporti gravi conseguenze come, per esempio, che non possa esistere vincolo alcuno con nessuna credenza religiosa o filosofica né con nessuna tradizione né storia”. Ciò porta a un “degrado terribile” perché abbiamo bisogno di “identità e questa si sostiene con le tradizioni, la storia, i diritti comuni e una morale”.