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Una buona logica

Federalismo e Ue: più forze insieme per garantirne una maggiore

Si riaccende in tempo di crisi economica e politica il dibattito sul federalismo. Due i fronti, quello nazionale e quello comunitario.Paesi come Italia, Spagna, Grecia, Cipro (ma anche l’Est europeo e la Scandinavia) discutono in questo periodo nelle aule parlamentari e nei talk show televisivi una serie di riforme fondamentali degli ordinamenti interni: federalismo fiscale, autonomie locali, regionalizzazione della sanità e dell’istruzione, governance multilivello. Formule e definizioni diverse, da adattare caso per caso, ma aventi come comune denominatore il decentramento politico ed amministrativo.Forti…della debolezza conclamata del modello centrale – che soprattutto sui temi economici e finanziari ha alzato bandiera bianca – i molti e vari fautori del federalismo e del regionalismo vedono le loro ragioni riprendere quota ed incontrare il sostegno e l’ascolto che in quest’ultimo decennio ha latitato. Quando effettivamente messa in pratica, ed a patto di essere accompagnata da adeguate risorse finanziarie, la delega di competenze a Comuni e Regioni ha prodotto e produce buoni frutti; nella scuola, nei sistemi sanitari, nelle infrastrutture, nella fruizione del tempo libero. Con soddisfazione sia del centro sia della periferia, cittadini compresi.Lo stesso si può affermare del movimento federalista europeo, cui il mezzo fallimento del progetto di Costituzione Ue non ha come si poteva credere tarpato le ali. Come tacere dei recenti risultati elettorali nel Regno Unito ed in Olanda, che premiano come mai sinora i tradizionalmente filoregionalisti liberali? E come non intravedere nella proposta di revisione della politica di coesione attualmente in fase di redazione da parte della Commissione Europea un assist di stampo federalista? Se da un lato diminuiscono a partire dal 2013 i Fondi Strutturali destinati allo sviluppo regionale e rurale, dall’altro si accrescono giustamente ruolo e presenza degli enti locali lungo tutto l’arco del processo decisionale (pianificazione, negoziazione, gestione, valutazione, monitoraggio). Bruxelles lo ripete da anni: vi è la necessità di enti locali forti e rappresentativi delle reali esigenze delle popolazioni con i quali poter dialogare e lavorare senza la continua e cronovora mediazione delle Capitali.Si tratta in fin dei conti di una buona occasione per mettere in pratica quanto contemplato dal rinnovato Trattato Ue. Come accade ad esempio all’interno degli Stati membri per la politica estera e la difesa, l’Unione si dovrebbe occupare direttamente di alcune materie per lei fondamentali lasciando agli ordinamenti interni dei singoli Stati, purché adeguatamente tra loro armonizzati, la gestione del resto. Giovamento ne sarebbe tratto a tutti i livelli: democratico, partecipativo, politico, amministrativo, burocratico. Mettere assieme più forze per assicurarne una maggiore. Non più concorrenza o sovrapposizione di competenze, bensì complementarietà. È questa la logica del federalismo.