Germania, Polonia, Portogallo

Germania: “testimonianza di vita e non a parole””Testimonianza di vita anziché testimonianza a parole”: è l’esortazione del Presidente della Conferenza episcopale, mons. Robert Zollitsch, pronunciata durante un pellegrinaggio al monastero di Andechs svoltosi il 20 giugno. Alla presenza di centinaia di fedeli, l’arcivescovo di Friburgo ha rivolto un appello a una coraggiosa testimonianza di fede dei cristiani nella società, che deve essere una “risposta vissuta”. “Oggi non possiamo più semplicemente dare per scontato che la fede cristiana sia il fondamento ovvio delle famiglie. Il fondamento cristiano è diventato piuttosto scarso”, ha constatato Zollitsch. Perciò “è importante che impariamo oggi sempre più a relazionarci anche con chi è distante dalla Chiesa e con chi a prima vista è disinteressato, a dar loro il benvenuto nelle nostre comunità”. “Spesso vengono scavati fossati e costruiti muri laddove invece sarebbe così necessario costruire ponti. Diamoci la mano per riconciliarci”. Il capo della Chiesa tedesca ha inoltre sottolineato il compito solidale della Chiesa. “È la fame e la sete cristiana di giustizia sociale, che ci spinge ad andare al centro delle ferite del mondo: povertà, disoccupazione, sfruttamento, malattia o paura. Per questo non possiamo tacere neanche nell’attuale dibattito sul contenimento delle spese. Dobbiamo sollevare la nostra voce, là dove esiste il pericolo che gli altri, i poveri, i deboli e gli svantaggiati vengano trascurati. Dobbiamo impegnarci affinché per tutti vi siano una vita e un lavoro dignitosi. Spetta a noi”, ha concluso Zollitsch, “restare dalla parte di queste persone in nome di Gesù, dar loro la dignità che troppo spesso viene loro negata”. Polonia: assemblea plenaria dei vescoviUna ragione che “sappia come difendere i più deboli, quelli che spesso non hanno né forza né voce o addirittura vengono privati del diritto di nascere e vivere”. Con queste parole mons. Jozef Michalik, presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep), ha chiuso i lavori della 352a sessione plenaria dell’episcopato polacco (20 giugno). Durante l’assemblea, che si è tenuta a Olsztyn nella Polonia nord-orientale, è stato approvato anche il testo della dichiarazione sull’esposizione dei simboli religiosi negli spazi pubblici. Il documento è stato rilasciato a pochi giorni dall’esame dell’appello dell’Italia al Tribunale di Strasburgo contro la sentenza che vieta l’affissione dei crocifissi nelle scuole pubbliche. Nel comunicato finale della plenaria, i vescovi polacchi hanno anche rivolto un pensiero ai “diversi Paesi del mondo – India, Pakistan, Sudan, Turchia, Iraq e Vietnam” da cui giungono notizie relative alle “sanguinose persecuzioni dei nostri fratelli e sorelle nella fede”. Ed hanno affidato “i cristiani sofferenti e tutti i perseguitati all’intercessione del beato p. Jerzy Popieluszko”. L’episcopato polacco ha inoltre seguito con attenzione le elezioni a suffragio universale del presidente della repubblica (20 giugno), invitando nei giorni precedenti alla tornata elettorale tutta la nazione a partecipare al voto. Senza fare alcun accenno ai candidati, i vescovi hanno sottolineato l’importanza fondamentale del diritto alla vita e si sono pronunciati in maniera inequivocabile contro la fecondazione artificiale da tempo discussa ma non ancora regolamentata da una normativa nazionale. Portogallo: ripensare il metodo pastoraleRealizzando le Giornate Pastorali dell’Episcopato, tenutesi a Fatima dal 14 al 17 giugno scorsi, la Conferenza episcopale portoghese (Cep) ha iniziato a ripensare il proprio metodo pastorale, e ha pubblicato un documento presentato come “uno strumento di lavoro e di guida per i prossimi anni”. In esso i vescovi propongono “un metodo di discernimento pastorale: un processo di osservazione, analisi e interpretazione della presenza dei segnali divini nella vita reale della società e della Chiesa”. L’obiettivo è quello di “coinvolgere in un cammino comune e fattivo tutti i molteplici agenti pastorali, a livello diocesano e nazionale, adottando effettivamente uno spirito e uno stile sinodale” – riferisce il documento. “Il lavoro di discernimento pastorale continuerà fino al mese di marzo 2011, definendo gli orientamenti pastorali comuni che saranno decisi dall’Assemblea Plenaria del novembre 2011, per essere giudicati al termine del triennio successivo (2014), valutando i frutti raggiunti, e l’opportunità di ribadire la continuità del cammino intrapreso”. Descrivendo l’attuale situazione pastorale il testo vescovile ammette che: “La Chiesa portoghese, nelle sue diverse diocesi, congregazioni religiose, movimenti, nuove comunità e associazioni di fedeli, vive dispersa in innumerevoli attività, incontri, giornate, congressi e istituzioni non collegate tra loro, e non è in grado di fornire effettiva vitalità e innovazione significativa nella vita dei fedeli cristiani, e di irradiare segnali di speranza nella società”. Delineando il cammino del nuovo metodo, la risposta della Cep individua almeno tre priorità di azione pastorale: “L’esigenza della formazione cristiana, per essere migliori fedeli e fornire adeguata testimonianza del Vangelo; l’impegno creativo, ardente e fruttuoso nell’opera di nuova evangelizzazione, mediante un modo cristiano ed ecclesiale nuovo di stare e agire nel mondo; la riorganizzazione delle comunità cristiane, attraverso la scoperta di nuove forme di esercizio del ministero sacerdotale e l’implementazione della diversità dei ministeri ecclesiali”.